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martedì 4 marzo 2014

Il gioco dell'anno

Già da diversi giorni ho iniziato e finito due volte il gioco che ha vinto una miriade di premi nell'ultimo anno: The last of us.
Avevo addocchiato questo gioco due anni fa, quando giravano pochissime informazioni e una manciata di immagini. Saltava già all'occhio la cura per la grafica e i dettagli e si intuiva che si trattava di un gioco orientato verso l'avventura, il survival e forse anche l'horror.
Con il passare del tempo sono iniziate ad arrivare altre immagini, altri articoli e ogni volta se ne parlava come di un gioco bellissimo. Fino ad arrivare alle vere e proprie anteprime e recensioni sul gioco provato: voti unanimi altissimi.
Dopo i voti sono arrivati i premi in tutto il mondo: questo gioco ha falciato tutti gli altri titoli, anche di alta qualità.
E finalmente al mio compleanno è arrivato anche nelle mie mani!



C'è tanto da dire su questo gioco, ma si riassume tutto in una parola: perfetto.
Innanzitutto partiamo dalla classificazione: non si può propriamente considerare un horror, perchè non fa paura e non fa saltare dalla sedia. E' un survival, questo sicuramente sì. Un gioco d'avventura survival.

Come è noto, il gioco si sviluppa da un'epidemia che ha colpito gran parte del genere umano. Dopo vent'anni dal primo contagio, i sopravvissuti si ritrovano a tirare avanti in un mondo distrutto e controllato dai militari in zone di quarantena, mentre al di fuori di queste "oasi" vivono ancora numerosi infetti, pronti a sbranare chiunque gli si pari davanti. Ma forse i nemici più pericolosi non sono gli infetti...
I protagonisti sono Joel e Ellie. Un uomo e una ragazzina, uniti inizialmente solo dal caso. Il giocatore accompagnerà questa coppia in un lungo viaggio attraverso l'America, tra città in rovina dove la natura si sta riprendendo il suo spazio, aree abitate da umani non infetti ma ancora più pericolosi delle creature e zone totalmente disabitate.

Gli sviluppatori hanno fatto un lavoro meraviglioso con la caratterizzazione dei personaggi, sopratutto per quanto riguarda i due protagonisti.
Joel è entrato dritto dritto nella mia lista di personaggi preferiti.  E' un uomo introverso e taciturno, con un passato tragico e un futuro di cui sembra non preoccuparsi più di tanto. Sembra chiuso in se stesso, ma è forte e premuroso, un cuore d'oro che tenta di nasconderlo sotto una corazza che, in fin dei conti, non sarà così difficile da scalfire. Saggio, coraggioso e pronto a rischiare la propria vita per difendere chi ama.
Ellie da parte sua è deliziosa. E' una quattordicenne con le palle, anche lei coraggiosa ma con una gran paura di restare sola. Regala al gioco una leggerezza e una spensieratezza che servono a dare un livello superiore ad un gioco che, in quanto survival post-apocalittico,  rischierebbe di essere il solito polpettone "uccidi il mostro, cerca le munizioni, vai avanti".
Invece buona parte della bellezza di questo gioco sono proprio nel rapporto e nei dialoghi tra Ellie e Joel, a volte totalmente slegati dalla storia principale.
The last of us diventa ancora più bello se giocato con calma, ascoltando, guardandosi intorno, girando e lasciando ad Ellie e Joel il tempo di sviluppare dialoghi facoltativi che non servono a nulla in termini di completamento del gioco, ma regalano momenti dolci, divertenti o commoventi, che contribuiscono a dare spessore a tutta la storia.
Il rapporto tra Joel e Ellie va assaporato dall'inizio alla fine. Non voglio nemmeno spoilerare (come faccio di solito, essendo questo un blog personale e non un sito di recensioni!) perchè spero che qualcuno dei miei amici giocatori si lasci conquistare e decida di giocarlo.
In alcune fasi Joel e Ellie saranno affiancati da altri personaggi secondari, e anche questi sono tutti caratterizzati ottimamente, ognuno con una storia personale, un carattere ben delineato e caratteristiche specifiche.
Tutti i personaggi sono realizzati benissimo anche dal punto di vista grafico, sono espressivi e  realistici, cosa che rende il gioco ancora più immersivo.

Ovviamente il gioco è principalmente un'avventura, ma bilanciata in modo egregio. Si passa da momenti di esplorazione a scontri a fuoco concitati, ma anche la parte più dinamica si può scegliere di giocarla con più tranquillità.
Si può infatti decidere di sparare all'impazzata, oppure di agire in modo aggressivo in scontri corpo a corpo o, meglio ancora, scegliere l'approccio stealth, sfruttando l'ambiente circostante e muovendosi silenziosamente e con attenzione.
Scegliendo l'approccio stealth scompare del tutto anche la minima parte horror del gioco. Gli infetti non sono in grado di accorgersi di Joel se questo arriva loro alle spalle, mentre i nemici umani... sono appunto umani, quindi non c'è pericolo di venire spaventati da loro. Al massimo sono più aggressivi e riempiono il giocatore di piombo, ma in quanto a paura... non esiste.
Se il giocatore non è interessato a trofei e quant'altro, per una volta mi sentirei di consigliare di giocarlo alla modalità più facile disponibile, proprio per godere dell'esperienza di gioco, per assaporare la storia e i dialoghi, senza lasciarsi frustrare troppo dagli scontri con i nemici. Scontri che, comunque, non sono così difficili nemmeno in modalità "Sopravvissuto", la più alta disponibile.

Oltre a tutto questo, "The last of us" è BELLO. Bello da vedere, bello da esplorare.
Sono realizzati ottimamente gli interni, dettagliati nei minimi particolari, studiati per dare una continua sensazione di abbandono, di solitudine, di desolazione... ma anche di pace.
Sono realizzati magnificamente gli esterni. Siamo davanti ad un ambiente post-apocalittico, ma tutto quello che salta agli occhi non è un ambiente cupo e opprimente come ci si potrebbe aspettare. Nient'affatto.
C'è tanto sole, c'è tanta natura, tanto verde. Ci sono orizzonti lontani da raggiungere, ci sono città piene di grattacieli feriti da esplorare. La parola che mi viene in mente è "ampio", che sembra quasi stonare con un survival. Certo ci sono alcuni momenti in zone un po' più chiuse, scure e opprimenti, ma sono pochi e non molto lunghi.
Quando si esplora un edificio, non si gira in stanze paurose ma si esplorano grandi sale luminose, dove ovviamente tutto è in disordine e in rovina. La sensazione che si prova però non è di ansia, ma semplicemente di tristezza e malinconia... per le famiglie che abitavano quelle case, per gli impiegati che occupavano quegli uffici. Ci si ritrova davanti a camerette colarate di bambini, negozi di giocattoli o di dischi, officine... Tutto abbandonato, senza che si sappia dove sono finite le persone che rendevano vivi quegli ambienti.
Personalmente mi è venuta voglia di sapere di più e mi ritrovavo a gironzolare, a guardare le pareti con i quadri e i poster, gli scaffali e i salotti, cercando documenti da leggere (ci sono moltissime pagine collezionabili, che aggiungono ancora più profondità alla storia, se ci si prende un minuto per leggerle) e guardando gli oggetti di uso quotidiano lasciati lì, come se i proprietari fossero solo andati via per una vacanza.

Altre menzioni vanno sicuramente al doppiaggio e alla longevità.
Il doppiaggio è semplicemente perfetto. I doppiatori, sopratutto quello di Joel (Lorenzo Scattorin), hanno dato ulteriore realismo ai personaggi e di conseguenza alla storia.
Per quanto riguarda la longevità, considerando che ultimamente bastano una decina di ore per completare un gioco, The last of us si può considerare lungo. Io personalmente l'ho completato la prima volta in 16 ore. Trascorse in un lampo, visto quanto è immersivo il gioco.

Ho altro da aggiugnere?
Probabilmente molto, perchè questo gioco è riuscito a commuovermi, a farmi ridere, a farmi sudare in alcuni scontri (in modalità Sopravvissuto), a farmi stupire per alcune evoluzioni nella trama, a farmi affezionare e appassionare.
L'unica cosa che posso dire è che consiglio questo gioco a chiunque. Perchè è completo, realizzato benissimo, pieno di pathos. Da avere, senza nemmeno pensarci su troppo!

Per parlare di me... come ho già detto ho finito il gioco già due volte, in modalità Normale.
Ovviamente è inutile dire che sto andando a caccia del platino, quindi tramite la selezione dei capitoli l'ho giocato quasi tutto una terza volta, per recuperare i collezionabili mancanti e per recuperare un alto paio di trofei sperduti.
Fatto questo, l'ho ricominciato ancora una volta, appunto in modalità Sopravvissuto. Modalità nella quale non si trovano praticamente munizioni, quindi è bene allenarsi a giocare in modo molto molto stealth, altrimenti non se ne viene fuori!
Come platino è LUNGO, sia perchè i trofei sono tutti legati ai collezionabili e alle varie difficoltà di gioco, sia perchè ci sono quattro trofei multiplayer che richiedono molte ore di gioco.
La parte multiplayer per ora l'ho totalmente ignorata.

Un ultimo appunto va al DLC "Left behind", uscito da pochissimo.
Il DLC è un vero e proprio prologo del gioco, con Ellie protagonista. Ambientato prima del suo incontro con Joel.
Ho solo letto qualche commento e diversi giocatori l'hanno definito come "il più bel DLC a cui abbia mai giocato". Dovrebbe essere abbastanza lungo e aggiunge anche 10 trofei. Il prezzo infatti è di poco meno di 15 euro, ma se è bello anche solo la metà del gioco principale, vale sicuramente la spesa!

Insomma Naughty Dog, veramente complimenti, siete stati grandiosi.

giovedì 13 febbraio 2014

La febbre del 100%

I primi di gennaio avevo platinato Sleeping Dogs, lasciando però la percentuale intorno all'85% a causa degli immancabili DLC.
Inutile dire quanto mi infastidisse non avere la percentuale completa... ormai si sa, è una malattia.
E così i due DLC alla fine li ho comprati, non erano nemmeno carissimi (intorno ai 5 euro l'uno) e li ho anche già completati, prendendo anche tutti i trofei.
Uno dei due è ambientato dopo la fine della storia principale. Wei è ufficialmente tornato ad essere un poliziotto e ha ripreso la sua routine di agente che, in questo caso, dovrà scontrarsi con una sorta di setta. Carino e in linea con la storia.
L'altro invece è un tantino più sopra le righe. E' ambientato in un momento non meglio precisato durante il periodo "triade" di Wei e il quartiere in cui vive si riempie di... spiriti.
Si si, spiriti. Quelli tornati dall'oltretomba. In versione giapponese però.
Divertente e senza troppe pretese, ha una storia tutto sommato carina e si prendono a botte decine e decine di spiriti e demoni.
E comunque, tolti questi due DLC, adesso anche Sleeping Dogs entra a far parte della lista di giochi con cui ho chiuso definitivamente! Stasera verrà disinstallato per far spazio a qualcos'altro!


mercoledì 12 febbraio 2014

Riepilogo post pirati

Stranamente, dopo aver platinato e completato anche i DLC di Assassin's Creed IV, non ne avevo ancora abbastanza di Assassini e ho proseguito con Assassin's Creed Liberation.
Confermo quanto avevo scritto in un post precedente: ACL è proprio un episodio meritevole, carino da giocare, bella protagonista e in linea con il resto della saga. Più di ACIV.
Il gioco non è lunghissimo e grazie al cielo per una volta non c'è il multiplayer. Questo vuol dire che l'ho giocato in pochi giorni, l'ho terminato e l'ho anche platinato.
Sicuramente è il platino più facile dell'intera saga. Ancora più di ACII, che già era un platino facile facile, ma che poteva dare qualche problema con un paio di trofei.
ACL comunque ha una bella storia e si gioca davvero volentieri, divertendosi e appassionandosi alla giovane Assassina Aveline.
E comunque ecco qui il mio bel platino, in tutto il suo splendore in uno screenshot dell'app PlayStation:



Una volta completato ACL mi sono buttata a capofitto su un altro dei miei regali di compleanno: The last of us.
Ho giocato poche ore e per ora voglio solo dire una parola: BELLISSIMO.
Mi dilungherò su questo gioco con un post tutto dedicato a lui, perchè merita di soffermarsi con calma.

Dopo due sere con The last of us, l'ho però accantonato un attimo, perchè ho deciso di prendere i due DLC di Sleeping Dogs che, come avevo già avuto modo di scrivere, ho platinato i primi giorni di gennaio... lasciando però la percentuale incompleta a causa dei trofei dei DLC.
Uno dei due DLC l'ho già completato e si è rivelato anche carino e abbastanza lungo. Il secondo lo completerò questa sera e così con gli ultimi trofei avrò anche questo gioco con platino e 100% e la mia ansia da completista sarà finalmente appagata!
Che malattia... !

domenica 2 febbraio 2014

Questa volta è finita davvero

Ora non ho più scuse. Assassin's Creed Black Flag è stato tolto dalla mia play e riposto sullo scaffale accanto al suo fratellino minore, Assassin's Creed III.
Alla fine li ho comprati, i due DLC che contenevano gli ultimi trofei indispensabili per ottenere il 100% e sono felice di dire che uno dei due è stato una piacevolissima sopresa.

Ma partiamo dal meno bello: "l'ira di Barbanera". Questo DLC non è nient'altro che un'aggiunta di personaggi al multiplayer e i trofei collegati (quattro) era appunto trofei del multiplayer.
Fortunatamente due si potevano prendere in partite private, anche da soli. Cosa che ho prontamente fatto. Gli altri due temevo che fossero difficili, e invece uno l'ho preso al primo tentativo... mentre per il secondo è stata un po' più complicata la faccenda.
Per il semplice fatto che era necessario beccare una partita pubblica con un personaggio specifico, scelto random da uno dei vari giocatori. Ci ho messo più di un'ora, ma finalmente ho avuto la fortuna che la scelta del personaggio toccasse proprio a me, quindi non ho dovuto fare altro che scegliere quello richiesto dal trofeo e... vincere la partita contro altre 4 persone!
Ce l'ho fatta con mio grande stupore, perchè quel tipo di sessione era quella in cui mi sentivo più incapace. Invece è andata bene e il trofeo è stato mio.
DLC totalmente inutile per chi non ama il multiplayer e non è a caccia dei trofei, comunque.

Veniamo invece a "grido di libertà". DLC che aggiunge un LUNGO livello di gioco. Ma davvero lungo, tanto che mi ci sono volute 5/6 ore per completarlo tutto al 100% prendendo anche tutti i trofei.
In questo DLC il giocatore veste i panni dell'ex quartiermastro di Edward Kenway, ossia Adéwalé.
Il gigante buono Adé si è ufficialmente unito alla Confraternita degli Assassini e in questo DLC il suo ruolo sarà principalmente quello di liberare decine e decine di schiavi, fino ad arrivare al templare suo obiettivo finale.
Bella storia, bellissimo personaggio, belle ambientazioni (le stesse del gioco principale, ovviamente) e tante ore di gioco. Poco meno di dieci euro spesi veramente bene, perchè si ha tra le mani un vero e proprio piccolo AC, completo di tutto e con una mappa molto vasta.
Ci sono anche le missioni in mare, per chi le ama (io non sono tra questi, si era già capito).

Per concludere, terminati i due DLC e ottenuti i 10 trofei... questo è il risultato, del quale sono orgogliosa quasi più del platino stesso!


E quindi come dicevo l'ho ufficialmente riposto... anche se sicuramente andrò a riprenderlo perchè nella versione PS3 del gioco c'era la missione "Aveline" da scaricare gratis, quindi quando avrò finito AC Liberations, sicuramente proverò a giocare questa missione per vedere cosa nasconde!
Insomma... tra una cosa e l'altra questo ACIV torna sempre tra le mie mani e nelle mia console!

giovedì 30 gennaio 2014

Dal mare alle paludi

Ieri sera ho abbandonato definitivamente Assassin's Creed IV Black Flag.
Non lo avevo ancora fatto, no. Perchè c'era in ballo un prezioso platino da prendere!
Fortunatamente i fastidiosi trofei online erano pochi, solo cinque, tre dei quali ottenibili anche giocando da soli in partite private.
Cosa che ho ovviamente fatto, perchè i punti si accumulavano MOLTO più in fretta rispetto alle partite pubbliche.
Risultato: platino ottenuto ieri sera! Eccolo qui:


Ora posso ufficialmente togliere ACIV dalla mia Play... o forse no?
Forse no.
Perchè stasera è mia intenzione andare a ricaricare la postepay e POTREI lasciarmi prendere dalla tentazione di scaricare i due DLC, che mi permetterebbero di avere anche i relativi trofei, così da avere sia il platino che il 100%.
La dura vita di una completista...

A parte questo.
Tra una noiosa partita online e l'altra, ho intervallato con Assassin's Creed Liberation HD.
Ebbene sì! E' arrivato nelle mie mani anche lui, grazie al regalo di compleanno dei miei bellissimi utenti del forum, coloro che rendono la mia community la più bella del mondo!
Non ho ancora giocato moltissimo, ma devo dire che mi sta piacendo molto. Trovo più in linea con il passato di AC questo Liberation, rispetto ad ACIII o Black Flag.
Aveline è un bellissimo personaggio, fisicamente parlando e pare anche di carattere (non la conosco ancora bene da poterla giudicare a fondo!).
Come gameplay ha molte similitudini con ACIII (ricordo che i due giochi sono usciti originariamente insieme), ma con alcune innovazioni interessanti che lo rendono vario.
Una su tutte: la possibilità di scegliere un abito diverso per Aveline a seconda della missione da compiere. La dolce Assassina può infatti scegliere di vestirsi da signora per bene, da schiava, oppure con il suo completo da Assassina.
Ogni outfit ha delle peculiarità e quando non è vestita da Assassina ha delle limitazioni, ma anche dei vantaggi. Quindi si può decidere di affrontare una missione con un abito specifico e il comportamento dei nemici cambierà di conseguenza.
Ci sono come sempre i collezionabili e qualche missione secondaria, il tutto in perfetto stile AC.
Le ambientazioni sono molto belle. Per ora sono a New Orleans e la città è molto bella da girare. Al di fuori c'è la zona delle paludi, che si possono visitare in canoa, oppure a nuoto o saltellando sui rami degli alberi.
La storia mi sembra interessante, incentrata da una parte su Aveline e sul suo passato, dall'altra sulla sua famiglia "adottiva" (visto che solo la mamma è adottiva, mentre il padre è biologico) e dall'altra ancora sulla condizione degli schiavi, che Aveline tenta di aiutare.
Il gioco scorre veloce e non fa sentire particolari mancanze, anzi, a differenza di Black Flag ci sono di nuovo gli edifici da ristrutturare, come nella trilogia di Ezio e nella tenuta di Connor in ACIII.

Insomma, non sentivo ancora il bisogno di allontanarmi dal Credo e Aveline mi sta tenendo piacevolmente legata alla serie!



martedì 14 gennaio 2014

La quiete dopo la tempesta

Post su Assassin's Creed IV numero 4.

Il primo era pre-acquisto.
Il secondo era in-game.
Il terzo era... furia post-fine gioco.
Il quarto sarà quello conclusivo! Forse.

Dunque.
Respiriamo a fondo.

Assassin's Creed è una serie meravigliosa ma, come tante altre serie, ha raggiunto un punto di perfezione talmente alto, che non è più possibile raggiungerlo, eguagliarlo e meno che mai superarlo.
Il punto di perfezione è ovviamente Assassin's Creed II.
Cosa è successo di così perfetto in ACII e cosa è successo negli anni successivi da impedire di arrivare di nuovo a quel livello?
Semplice. Ubisoft si è lasciata distrarre dalle innovazioni nei giochi e ha perso di vista la trama.

Con Assassin's Creed è stato regalato al mondo videoludico un mondo nuovo, che ha fatto appassionare milioni di giocatori. Basta andare a qualunque fiera dei fumetti o dei videogames per vedere frotte di ragazzi e ragazze vestiti da Assassini.
Perchè AC è più di un gioco. Ha un'anima che ha conquistato il cuore dei fans, i giocatori si sono lasciati conquistare dal Credo, dal motto "niente è reale, tutto è lecito", dal loro simbolo, dai loro costumi. E' un mondo affascinante, popolato di personaggi memorabili, profondi, appassionati, forti e anche divertenti.
O almeno, lo era.
Tutto questo si aveva con Altair e con Ezio, ma si è perso nei giochi successivi.
Nel primo AC e nella trilogia di Ezio, tutto era incentrato sulla trama. C'erano sì tante missioni secondarie, di capitolo in capitolo c'erano innovazioni e aggiunte, ma la trama restava la cosa principale.
Altair viene "degradato" e bisogna seguirlo nel suo percorso per risalire i gradini che lo riporteranno ad essere un grande Assassino.
Ezio lo vediamo nascere, lo vediamo innamorarsi, lo vediamo fare lo scemo da ragazzo, conosciamo la sua famiglia e i suoi amici.  Lo vediamo assistere alla morte della sua famiglia, lo vediamo diventare Assassino quasi per caso, lo vediamo indossare per la prima volta  il costume da Assassino. Lo seguiamo nella sua ascesa fino a diventare il Mentore e ancora nel suo incontro con Altair, uno dei punti più alti di tutta la serie.
I fans adorano Ezio, lo considerano quasi una persona reale, tanto che il giorno del suo compleanno in rete fioccano post con "requiescat in pace, Mentore".

Ma ovviamente non si poteva andare avanti in eterno con Ezio, purtroppo. E Ubisoft ha deciso che questo immenso successo della serie doveva essere sfruttato fino in fondo.
Ma non sono più riusciti a dedicarsi principalmente alla trama. Il gioco è un action e hanno iniziato ad aggiungere sempre più cose, concentrandosi di volta in volta più sulle innovazioni che sulla storia da raccontare.
Assassin's Creed III è un bel gioco, poteva avere una bellissima storia, ma hanno lasciato mille buchi.
Pezzi di storia non raccontati, cose date per scontate senza mai spiegarle, interi anni tagliati via, rapporti su cui potevano approfondire alla grande, buttati lì e liquidati in due parole. E a volte nemmeno quello.
ACIII ha più spessore e sentimento in alcune missioni secondarie, rispetto alla storia principale.
Il risultato è stato che Connor non è piaciuto a moltissimi fans e che ACIII è stato liquidato come il peggiore della serie (complice anche il fatto che, a quanto pare, molti giocatori hanno riscontrato tantissimi bug).
Di contro, l'introduzione delle battaglie navali invece è piaciuta a molti. Io mi sono chiesta allora, e me lo chiedo tutt'ora, che bisogno c'era di inserire una cosa del genere in un gioco come AC.

E torniamo di nuovo a Black Flag.
Ero prevenuta, poi leggevo in giro commenti entusiastici nei quali veniva definito come "il miglior AC dopo ACII"... e volevo crederci.
Da una parte non mi aspettavo niente se non la delusione, dall'altro la speranza di sbagliarmi era altissima e la fiducia che davvero avessero fatto un buon lavoro era alle stelle.

E invece anche questo Black Flag come trama, è ad anni luce da ACII e dalla storia di Ezio.
Il gioco ti lascia intravedere sin dall'inizio un potenziale enorme, continui a giocare missione dopo missione aspettandoti quell'impennata nella trama... quel colpo di scena... quell'emozione fortissima...
E finisce il gioco.
E tu rimani come un allocco a chiederti "Ma come? Finisce tutto così? E il colpo di scena? E la svolta clamorosa? E l'emozione che mi fa strappare le mutande?".
Non c'è.
Rassegnati che non c'è.
Però ci sono una grafica bellissima, un'ambientazione stupenda, un personaggio fantastico che ti fa affezionare e che non puoi non trovare simpatico e carismatico. Ci sono MILLE missioni navali, quindi se ti sono piaciute in ACIII, vai sul sicuro. Ci sono tantissimi collezionabili e missioni secondarie.
Insomma, c'è un gioco divertente e ben fatto, con un buon personaggio. Ci sono moltissime ore di gioco che ti aspettano, ore che filano lisce e veloci e nemmeno te ne accorgi.

Ma una trama emozionante e completa, no. Quella proprio non c'è.
Non c'è nemmeno un protagonista Assassino, se vogliamo essere pignoli. Visto che, a conti fatti, Edward NON lo vedremo mai unirsi ufficialmente agli Assassini.

Però, se vuoi dare un senso al quadro generale di ACIII e anche di questo bel Black Flag, puoi cercare i libri e leggerli. Perchè tutto quello che manca nella trama dei videogiochi, tutto quello che non viene narrato e che devi immaginarti da solo/a... è tutto lì. Nei libri.
Se vuoi sapere qualcosa di più sul figlio di Edward/padre di Connor, il carissimo Haytham... vai a comprarti un libro e leggilo.

Non che questa sia una cosa negativa. Io adoro leggere... è la mia seconda passione dopo i videogames.

Ma quando leggo un libro, non mi aspetto di dover completare la trama giocando un videogame.

lunedì 13 gennaio 2014

Salpando, allibita.

Finito adesso ACIV Black Flag.
Dire che sono allibita è poco. Quanto segue conterrà spoiler, quindi giocatore avvisato mezzo salvato.

Allora.
E' palese che come carattere e come dna Edward è un Assassino fatto e finito. Si passa tutto il gioco aspettando quel momento in cui lui finalmente entrerà di diritto nel Credo.
Ma il gioco finisce e lui non è mai diventato ufficialmente un Assassino.

All'inizio del gioco lascia la moglie, in un filmato si intuisce che è incinta... poi nessuno ne parla più.
E il gioco finisce con una lettera data a Edward e una nave che arriva con a bordo una bambina. Sua figlia.
Questo in un gioco in cui tutti si aspettano di veder sbucare Haytham, magari di capire cosa lo porterà a diventare un Templare... e invece no.
Haytham il traditore viene fatto vedere solo nell'ultimissimo filmato. In Inghilterra, Edward un po' invecchiato, la figlia cresciuta... e Haytham bambino. Si accenna ad un "tua madre", ma non si sa chi sia (visto che la moglie di Edward è morta).
Forse Anne?

Ecco... e a proposito di Anne e Mary.
Il solito maledetto vizio di Ubisoft di metterti le cose davanti al naso senza dare una spiegazione. Anne quando cavolo la conosce Edward? Mi sono persa qualcosa?
Si affezionano, è palese... ma mettere un cavolo di filmato in più per far vedere come cresce il loro legame, era troppo faticoso?
E Edward come fa a sapere che Mary aspettava una bambina? C'erano forse già le ecografie? Ma che cavolo...
Mary partorisce in cella, quindi Edward come diavolo fa a chiederle un minuto dopo "e la bambina?". Ma la bambina de che?? Sei appena arrivato, quella ha partorito mezzo minuto fa... tu come fai a sapere che era una femmina?

Esattamente come in ACIII... saltavano fuori pezzi di storia che nessuno aveva spiegato minimamente. Come il fatto che Connor sa che Haytham è suo padre.
Mi fanno saltare i nervi queste cose!

Adesso ovviamente c'è la solita mezz'ora di titoli di coda... mi auguro che alla fine ci sia almeno ancora UN filmato aggiuntivo.

A caldo, questo finale di ACIV mi fa venire voglia di usare il cd come freesbee.
Si salva solo perchè Edward mi piace e mi sono affezionata a lui quasi quanto Ezio e Altair. Si posiziona in mezzo, dopo Ezio e Altair... ma prima di Connor!

lunedì 6 gennaio 2014

Assassini dei Caraibi

Avevo scritto un post tempo fa, a proposito di Assassin's Creed IV: Black Flag.
Questo: Assassin's Creed IV

Il sunto del discorso era: non mi convince un pirata-assassino e non capisco come un pirata possa avere a che fare con il Credo degli Assassini.

E' passato del tempo, e poco dopo Natale il gioco è arrivato nelle mie mani, dopo un po' di peripezie con il corriere che doveva consegnarmelo PRIMA di Natale!


Che dire.
Speravo ardentemente che Ubisoft avesse pensato bene a quello che stava facendo e avevo molta fiducia in loro, visto quanti giochi grandiosi hanno sviluppato in passato.
Quindi, nonostante i molti dubbi, ho iniziato questo ACIV con una certa emozione, pronta a ricredermi dalla prima opinione. E devo dire che in parte Ubisoft non ha deluso le aspettative.

Premetto che buona parte della mia opinione negativa era dovuta ad uno dei trailer presentati prima del lancio del gioco. Trailer in cui il pirata Barbanera definiva Edward "Un cane rabbioso assetato di sangue e saccheggi".
Questa definizione mi aveva fatto prendere in odio Edward, perchè una persona del genere non può nemmeno sognarsi di essere accostato al Credo degli Assassini. E credo che sia stato un errore fare un trailer del genere, perchè temo che alcuni fans si siano lasciati confondere, decidendo di chiudere i rapporti con questa serie.
Giocando, scopro che Edward è tutt'altro.
A sorpresa, trovo molto di Ezio in Edward. Ha lo stesso carattere scanzonato e caparbio, anche se Ezio è diventato Assassino perchè messo di fronte alla morte di tutta la sua famiglia, mentre Edward fondamentalmente è solo interessato ai soldi facili.
Eppure già dall'inizio del gioco si capisce benissimo che in Edward c'è un Assassino nato, che ha il dono e il carattere per diventare un grande personaggio.
Adesso sono a metà della storia e Edward è già venuto a contatto con gli Assassini. Non è ancora entrato nell'Ordine, ma è palese che gli Assassini sanno già che diventerà uno di loro e che lui in fondo sa di essere destinato, anche se forse non se ne rende ancora conto.

Per quanto riguarda tutta la parte legata ai pirati...
Non avevo amato le missioni navali in ACIII, ed erano una minima parte del gioco. In questo ACIV invece occupano praticamente una buona metà del gioco.
Edward è un pirata e Ubisoft non ha deciso di mettere in secondo piano questa cosa. Anzi. E' in primo piano e lo è fin troppo. Intere sequenze sono completamente in mare, tra saccheggi ed abbordaggi e alla lunga può annoiare e allontanare dalla trama del gioco.
La storia inizia con Edward che viene attaccato da un Assassino, lo uccide per difendersi e gli ruba i vestiti, prendendo il suo posto e avvicinandosi ai Templari, a caccia di soldi ovviamente.
Quindi tutta la parte iniziale ha una trama solida e interessante, in perfetto stile AC. Poi il tutto viene interrotto da una lunghissima parte completamente in mare.
Proseguendo si riesce a trovare il giusto equilibrio tra fasi in mare e fasi a terra e se si gioca in modo intelligente è come avere due giochi in uno.
Se ci si annoia di scorrazzare sui tetti e di assassinare dai cespugli, si può salpare e abbordare navi o esplorare fondali e isole. E viceversa.
Giocando le parti in mare ci si dimentica della trama e giocando le parti a terra ci si dimentica completamente del mare.

Per quanto riguarda la trama forse avrebbero dovuto intrecciare un po' di più Assassini e Edward. Però ci sono delle bellissime missioni secondarie, che sto amando e a cui sto dando la precedenza: la caccia ai Templari. Sono tutte missioni in cui gli Assassini danno ad Edward degli incarichi, che piano piano lo stanno facendo avvicinare sempre di più al Credo.

Veniamo alla parte nei giorni nostri.
Desmond non c'è più, come era palese dalla fine di ACIII. Ubisoft si è inventata una cosa tutta nuova.
La Abstergo ha una filiale che produce videogames e questi prodotti vengono realizzati grazie ai ricordi che vengono prelevati dagli impiegati attraverso gli Animus.
Quindi noi vestiamo i panni (in prima persona) di uno di questi impiegati che, dalla sua bella scrivania, rivive la storia di Edward attraverso il dna prelevato da Desmond.
Inutile dire che anche questa parte di gioco sicuramente nasconde molto di più. Inizialmente sembra una banalità, una cosa tirata per i capelli... ma basta una breve fase di gioco per capire che c'è dell'altro e che le fasi nell'Abstergo saranno più interessanti di quello che sembra!

Insomma, a sorpresa questo ACIV mi sta completamente conquistando. E' un gioco che da assuefazione, tanto che (complici i giorni di vacanza) ci sto giocando fino alle 4/5 del mattino.
Oltretutto un altro dei regali di Natale è stato un tablet, sul quale ho scaricato la App Companion di ACIV, tramite la quale è possibile gestire tutta la parte di mappa, in tempo reale e sincronizzato con la PS3 mentre si gioca.
Si possono vedere le missioni sulla mappa, le icone dei collezionabili, inviare le navi in missione, consultare tutto il database Abstergo... bellissimo!

Resto molto curiosa a proposito di Haytham, figlio di Edward del quale per ora non c'è traccia. Avevo un sospetto su un personaggio e la trama mi ha dato ragione, ma non sono ancora sicura che questa parte c'entri con Haytham!

Insomma, brava Ubisoft ancora una volta. Non sbagliano un colpo e mi auguro che continuino a meritarsi la fiducia che gli viene data!

mercoledì 1 gennaio 2014

Natale ad Hong Kong

E anche San Silvestro!
Avevo iniziato Sleeping Dogs mesi fa perchè era uno dei giochi gratis del PlayStation Plus e volevo provarlo. Poi l'ho giocato ad intervalli nei mesi successivi tra un gioco e l'altro perchè, essendo un open-world, mi rilassava se ero alle prese con giochi più complicati.
In queste vacanze di Natale ho deciso di riprenderlo in mano e di finirlo definitivamente. Risultato: il mio ultimo platino del 2013!


Il gioco l'ho trovato meno bello di quello che mi aspettavo leggendo alcuni commenti, ma è comunque un buon titolo.  
Copioincollo la mini-recensione che ho scritto sul mio forum!

Resto della mia idea: non trovo che sia un gioco così entusiasmante. Carino, da 7/10, per me, ma non di più! Gli darei 6, ma un punticino in più se lo merita perchè ci sono abbastanza cose da fare. Non ai livelli di Just Cause 2, ma comunque tantine.
Il protagonista, Wei, è un bel personaggio alla fine, un po' complesso. Di sicuro non è un personaggio che fa ridere, anzi! Super serio sia in versione poliziotto che in versione gangster.
Però è una bestia, non lo tira giù nessuno!
La fase finale è sanguinosa come pochi... mamma mia.
La storia è un po' intricata, più che altro perchè ci sono mille personaggi, un sacco di nomi... e i sottotitoli sono minuscoli. E vanno letti per forza perchè a volte usano nel mezzo dell'inglese, un po' di linguaggio autoctono!
Non l'ho trovato particolarmente difficile, perchè comunque ti potenzi piano piano e i nemici sono più difficili e più numerosi andando avanti nel gioco. All'inizio si frullano più facilmente. Andando avanti basta che impari quelle poche combo (con due tasti in croce) e vai liscio.
La città in sè mi ha annoiata a morte... è tutta uguale. Ci sono degli incroci tutti identici, pensi di essere in un posto, poi guardi la mappa e sei da tutt'altro... solo che le strade sono identiche, con le svolte e le traverse fotocopia.
Comunque vabè, carino alla fine. Mi ha fatto passare un po' di ore piacevoli!

Concludo aggiungendo che anche il platino è molto facile da ottenere, uno dei più facili di questo 2013.
Vorrei avere anche il 100% dei trofei, però una manciata sono legati ai DLC e non ho proprio voglia di spenderci dei soldi, almeno per ora!

sabato 21 dicembre 2013

Giocando sotto la pioggia

Complici le offerte di Natale, mi sono appropriata di Rain, piccolo gioco coraggioso, disponibile solo in DD su PlayStation Store.
Lo volevo da tempo e aspettavo solo un'offerta come questa!
Gioco davvero bello, malinconico ma rilassante perchè non complicato da risolvere. In tre ore si riesce a completarlo, aggiungendo un'oretta ulteriore per una seconda run di recupero dei "ricordi", ossia i collezionabili disponibili solo dopo averlo finito la prima volta.
Ovviamente la seconda run è totalmente facoltativa, ma obbligatoria per chi vuole il 100% dei trofei.
Come me, che l'ho completato proprio stasera!
E ora copioincollo quando ho scritto sul mio forum, magari integrando un po'!

Il gioco è molto old-style, sia come inquadratura, sia come gameplay. Non c'è modo di esplorare perchè il percorso è obbligato, la strada è quella e lì devi andare, senza tante storie.
E' un gioco molto facile e, come se non bastasse, ti mette a disposizione gli aiuti, che consiglio caldamente di ignorare. Non ci sono enigmi o puzzle, tolta al massimo qualche cosa da spostare o qualche piccola azione da compiere, in alcuni capitoli anche in coppia, un po' nello stile di ICO.

Trovo molto bella l'idea delle scritte che appaiono sullo schermo mentre si procede, in posizioni particolari: sui palazzi, di traverso lungo le strade...

La favola di Rain viene narrata proprio tramite queste scritte. Le scritte raccontano quello che succede, ma non sono messe lì per aiutare, sono messe lì per creare una sorta di libro che viene scritto davanti agli occhi del giocatore. Una favola che si compone a mano a mano che il giocatore prosegue. Un libro illustrato.
Sono una delle cose che mi sta piacendo di più del gioco. Queste scritte che raccontano, accompagnate dallo scrosciare della pioggia e dalla bellissima musica, il tutto in un ambiente malinconico e a tratti anche inquietante.

Alcune parti di gioco sono leggermente più concitate, perchè bisogna scappare in fretta. Altre fasi sono... quasi stealth! Perchè bisogna calcolare i tempi, studiare lo spazio e procedere con cautela, sfruttando l'ambiente.

Trovo che il gioco sia molto immersivo, proprio perchè non c'è alcun rumore, se non quello della pioggia e dei passi del bambino. Sembra quasi di ritrovarsi con lui in questa città deserta. 


Per quanto riguarda la trama, devo dire che mi ero fatta un'idea, molto più oscura di quello che in realtà viene rivelato alla fine del gioco. Un po' come Limbo, il finale lascia un po' perplessi, ma alla fine è meno complicato di quello che si può pensare all'inizio e durante il gioco.
Tra l'altro, oltre a ricordarmi ICO, Rain mi ha ricordato anche Limbo in diversi punti. Probabilmente per il fatto della solitudine e della totale assenza di dialoghi.

Comunque, concludendo, Rain è stata davvero una pausa piacevole dai soliti giochi violenti e concitati. Ci voleva e completarlo al  100% è stato un piacere!
Ed ecco il mio trofeo d'oro!



domenica 15 dicembre 2013

Torino rulez!

Alla fine ho deciso così, a sentimento, di iniziare Hitman 2: Silent Assassin, che ho nella mia bella trilogy HD.
L'ho iniziato da dieci  minuti e mi ha fatto fare una risata...

Il gioco è ambientato in Sicilia e cosa mi ritrovo davanti al naso? Un simpatico furgoncino targato Torino! Ho immortalato, non potevo farne e meno!



E ora che si fa, se non c'è più nebbia?

Ieri sera ho finito Silent Hill Homecoming, ovviamente (come in tutti i SH) ho visto solo uno dei vari finali del gioco.
Il gioco l'ho trovato bellissimo come tutti gli altri, anche se ha alcune differenze. La famosa "svolta action" di cui avevo letto in giro, in realtà non è questa gran cosa.
E' vero che hanno reso un poco più elaborati gli scontri, ma sinceramente non l'ho trovato nè difficile nè frustrante. Anzi, il fatto che abbiano inserito la schivata, mi ha fatto completare alcuni scontri in quattro e quattr'otto.
Una volta padroneggiata la tecnica e scelta l'arma giusta per ogni nemico, il gioco scorre facile facile.
Anche i boss, li ho trovati addirittura più facili rispetto ad alcuni boss di altri SH precedenti.
E ho trovato che il numero di nemici è nettamente inferiore rispetto ad altri SH più vecchi. Inoltre alcuni sono tranquillamente bypassabili, scappando semplicemente.
Tutto questo in modalità "normale", è giusto specificarlo!

Mi sono piaciuti molto gli enigmi e i puzzle. Non troppo difficili da perderci ore e ore (fino a voler rinunciare), ma neanche talmente facili da toglierseli in tre secondi.
Sono parecchi, ben distribuiti, interessanti e ben impostati.

Bella la trama, vicina ai primi due SH, pur avendo una sua identità ben precisa. Il protagonista Alex l'ho trovato più interessante di altri. A tratti è anche simpatico e per tutto il gioco traspare un carattere sensibile e disposto a qualunque cosa pur di difendere chi ama.
Questo infatti fa da subito venire qualche dubbio sul suo passato. Già dalle prime fasi di gioco, si capisce che qualcosa non quadra nel suo rapporto con i familiari.

Due pecche sono: il fatto che non esiste il tasto per girarsi velocemente, cosa che sarebbe stata molto utile avere; il mondo alternativo non è così terrorizzante e alienante come in altri SH e le fasi in questo mondo non durano mai molto.

Tutto sommato forse fa meno paura di altri SH e ci sono meno giri e rigiri da fare per trovare la strada giusta. E' un po' più lineare rispetto ad altri: se si trova una chiave, la porta è poco distante, invece di essere ad esempio a tre piani di distanza, con in mezzo un ascensore che non funziona e mille corridoi interrotti!
Però il fatto che sia un po' più lineare permette di seguire meglio la trama, e si ha quasi la sensazione di seguire un film (anzi, forse dopo l'uscita dei film di Silent Hill, gli sviluppatori hanno preso un po' di ispirazione...).

Detto questo... il gioco ha tutta la mia approvazione, però non credo di aver voglia di rigicarlo altre tre/quattro volte per vedere tutti gli altri finali, o almeno non adesso.
Considerando anche il fatto che non ha trofei, non ho neanche il miraggio del platino da prendere, quindi potrei decidere tranquillamente di metterlo da parte e magari di rigiocarlo più avanti, facendo scelte diverse per vedere gli altri finali. Un po' com'era per i vecchi SH su PS1 e PS2.

Quindi non mi resta che aspettare un prossimo Silent Hill, del quale non c'è alcun accenno in giro e nel frattempo mi ritrovo davanti alla solita scelta: cosa gioco adesso?
Riprendo uno dei  platini accantonati? Finisco qualche gioco già iniziato? Ne inizio uno nuovo?

sabato 14 dicembre 2013

La frase del giorno

Silent Hill. Paura, terrore e inquietudine.
Momento drammatico: il protagonista ritrova Elle, fanciulla che credeva morta e, con il poliziotto, decidono di andare a Silent Hill. Nella loro città sono tutti scomparsi, anche la mamma e la sorella di Elle.
Con molta solennità Elle si toglie dal collo una catenina con un ciondolo e la passa ad Alex.
Elle: "l'ho presa dalla camera della mamma dopo che è scomparsa mia sorella. Da allora non l'ho più tolta"
Il ciondolo contiene due foto, una di Elle e l'altra della sorella.
Alex osserva le foto. Momento di silenzio.
Alex: "Wow..."

...

"Guarda che capelli!!!"

I due si fanno una risata e Alex si becca dell'idiota. Giustamente oserei dire :)



giovedì 12 dicembre 2013

Lontano dal platino... vicino al cuore

Son poetica, lo so.
Vado a spiegare il titolo...

Sarei ancora in ballo con i due platini eterni, Resident Evil Revelations e Final Fantasy XIII. Tra i due non so quale mi prenderà più tempo, non mi mancano molti trofei, ma in entrambi i casi alcuni sono veramente lunghi e, aggiungerei, piuttosto noiosi.
Per quanta buona volontà io abbia, alla fine ci sono altri giochi che mi fanno l'occhiolino perchè vogliono essere giocati. Fino ad un certo punto riesco ad ignorarli... ma quando gli occhi dolci me li fa un Silent Hill, come posso dirgli di no?!?

E quindi, due sere fa ho iniziato il mio bel Silent Hill Homecoming.
Cercato per mesi, mai trovato ad un prezzo abbordabile (considerando anche che è un gioco uscito da qualche anno). Finalmente è diventato mio grazie ad un'asta vinta su ebay. 13 euro e il pargolo è arrivato da me!

Silent Hill è sempre lui, lo ribadisco e lo sottoscrivo.
Non c'è un singolo capitolo della serie che non abbia alcune caratteristiche inconfondibili. Cambia la trama, cambiano i personaggi, varia un pochino il gameplay... ma l'atmosfera è sempre quella. I suoni che lo rendono SH, sono sempre quelli.
Tornare a SH è come tornare a casa.
Una casa un tantino inquietante, lo ammetto! Ma sempre casa!

A quanto pare in questo Homecoming hanno voluto inserire una vena un po' più action e rendere un po' più difficili gli scontri con i mostri. Diciamo che per ora non ho avuto grosse difficoltà, ma sono solo all'inizio, quindi non mi pronuncio e aspetto di  incontrare i nemici in gruppo, anzichè isolati!
Come al solito sono passata dalla fase "di qui non si passa", "qui la strada è chiusa", "qui mi manca la chiave", "qua dovrei abbattere la porta"...
Fase seguita dal momento "e ora dove cavolo vado che ho già fatto otto giri a vuoto?".
Poi ovviamente in un angolo buio si scopre un nuovo passaggio e si riprende ad esplorare immersi nella nebbia!

Io amo questa nebbiosa cittadina!



venerdì 29 novembre 2013

Benvenuta!

Avevo già accennato al fatto che quello verso PlayStation è un amore di vecchia data, che probabilmente durerà per sempre...
Quindi non posso non lasciare qui un piccolo appunto, per dare il benvenuto all'ultima nata di casa Sony.

Benvenuta PS4!
Entrerai di sicuro in casa mia, così come è stato per le tue tre sorelle minori, ma non so quando. Intanto, vedi di farti sistemare tutto quello che non va bene, così quando ti comprerò sarai una bella versione stabile e affidabile!


E visto che siamo in argomento... ho giusto trovato un minuto fa questa immagine di copertina della pagina Facebook di PlayStation Italia...



domenica 17 novembre 2013

Fantasia Finita

Forse sono troppi anni che va avanti la serie Final Fantasy.
Con FFXIII non ho capito cosa pensavano di fare. Volevano rendere il gioco più semplice per vendere di più? Per ampliare la fetta di mercato? Volevano tentare una strada nuova... tanto per provare?
Sono quelle decisioni degli sviluppatori che non capirò mai. Una serie decennale, che arriva al tredicesimo episodio, che ha accumulato negli anni migliaia di fans... e stravolgono tutto, in nome di non si sa cosa.
Da Final Fantasy ci si aspetta un gioco difficile, lungo, pieno di cose da fare, con un mondo enorme da esplorare, ore e ore di battaglie per livellare i personaggi, battaglie impossibili da passare se non si potenzia tutto nel modo adeguato, strategie precise e laboriose.
In FFXIII tutto questo semplicemente non esiste.
E' diviso in tredici capitoli e sono arrivata a metà del decimo semplicemente andando avanti e risolvendo TUTTE le battaglie con un pigiare continuo del tasto X, con qualche intermezzo di cambio di strategia. 
Per poter cambiare la formazione della squadra bisogna aspettare il capitolo 9, altra cosa che trovo totalmente insensata.
Poi non parliamo della storia e dei personaggi. A metà del primo capitolo mi ero fatta un paio di idee, che ovviamente sono state confermate. Speravo di sbagliarmi, speravo in una trama meno banale di quello che immaginavo... e invece no.
Nessun colpo di scena. Quello che si può presumere dalle prime battute di gioco, è esattamente quello che succederà.
Non posso nemmeno dire che sono curiosa di vedere cosa succederà negli ultimi tre capitoli, perchè ormai è troppo tardi. Un gioco mediocre per nove capitoli, non può improvvisamente diventare bello negli ultimi tre, per quanto entusiasmanti possano essere.
Dubito molto che siano entusiasmanti, comunque.
Oggi ho dovuto smettere di giocare perchè le battaglie erano talmente noiose che mi si stavano letteralmente chiudendo gli occhi. Mai successa una cosa del genere, con nessun gioco.
A quanto mi dicono ci dovrebbe essere una sorta di side-quest più avanti... ma non capisco che senso abbia aggiungere cose quando ormai si è alle battute finali del gioco. Avevano tredici capitoli per mettere qualcosa di interessante, perchè aspettare gli ultimi tre?

Ma sopratutto, era proprio il caso di fare una trilogia su questo FF? Con una protagonista (Lightning) totalmente inutile, senza alcuno spessore, acida come poche.
So che la storia di questo FF non si conclude, quindi probabilmente mi cimenterò sia con FFXIII-2 che con quello di prossima uscita, FF Lightning Returns. Ma non è che l'idea mi entusiasmi particolarmente.

C'è poi la questione platino. Mi riferiscono che un bel centinaio di ore ci vogliono per ottenere il platino e che non è difficile ma, appunto, solo molto lungo e noioso.
Evviva. Non vedo proprio l'ora!

Complimenti comunque, sono riusciti a fare il FF in assoluto più inutile, facile e mediocre della storia. C'è solo da sperare che non decidano di battere questo primato, realizzando qualcosa di ancora peggio!

mercoledì 13 novembre 2013

Un intermezzo non proprio memorabile

Avevo iniziato "Sherlock Holmes e il mistero della mummia" per prendermi una pausa rilassante dai videogames d'azione e dai mostri di Resident Evil.
Questo giochino punta e clicca ormai un po' datato, si è rivelato un vero flop. Ho giocato molti punta e clicca, da Monkey Island a Broken Sword fino ai due Syberia, solo per citarne alcuni... e questo primo lavoro di Frogwares con protagonista il famoso investigatore, non è proprio un lavoro ben riuscito.
Il problema non è tanto la grafica, visto che quando la trama è buona, me ne frego del tutto della grafica. Il problema è proprio la trama, innanzitutto. Insulsa e per niente appassionante.
Gli enigmi sono difficili, ma non perchè siano ben congegnati... semplicemente perchè alcuni oggetti sono completamente invisibili nell'ambiente e non è mai chiaro cosa è cliccabile.
Una volta trovati tutti gli oggetti, non ci vuole poi molto a capire come usarli e dove usarli, basta tentare qualche combinazione. Non dimentichiamo poi il doppiaggio penoso e la colonna sonora inesistente.
Confesso che alla fine mi sono stufata e, presa dalla noia, mi sono letta una guida per arrivare alla fine di questo gioco il prima possibile.
Finito stasera, disinstallato e a mai più rivederci.
La cosa preoccupante è che questo gioco faceva parte di un pacchetto comprato su Steam. Pacchetto che comprendeva sei titoli Frogwares, tutti su Sherlock Holmes. Spero vivamente che i successivi siano un tantino meglio!

Al di fuori del PC, su Playstation 3 sto giocando a Final Fantasy XIII. E anche qui, non posso certo dire che sia un capitolo memorabile di questa serie.
Hanno tolto tutto quello che rendeva FF un gioco epico e longevo: ossia le side-quest e i grandi mondi da girare liberamente. Ricordo ancora un isolotto sperdutissimo in FF VII, sul quale c'era un oggetto indispensabile per potenziare l'arma di Cloud per affrontare al meglio lo scontro finale.
In questo FFXII altro che isolotti... non c'è proprio un mondo da esplorare.
Il tutto si può riassumere in: vai avanti, uccidi, guarda il filmato, vai avanti, uccidi, guarda il filmato.
Anche le battaglie sono state cambiare e, invece di usare (come è sempre stato) tutti e tre i personaggi... se ne usa solo uno, mentre gli altri due (o uno) si gestiscono un po' come vogliono il loro ruolo, dando supporto. Supporto che, almeno quello, si può decidere in autonomia.
Anche i personaggi non  sono niente di che. Per ora non ne ho trovato uno che mi resterà impresso particolamente. La protagonista Lightning poi... insopportabile. E fattela una risata ogni tanto!

Insomma, questa pausa da Resident Evil si è rivelata una scelta azzardata! Per quanto la caccia al platino stesse diventando lunga, forse era comunque meglio di questi due sostituti!

martedì 5 novembre 2013

Mega riepilogo!

Ciao ludo-blog e ludo-lettori eventuali!
Eccomi di ritorno dopo un bel po' di giorni dal post precedente.

Innanzitutto, piccolo riepilogo della situazione videoludica.
- Sono ancora alle prese con il platino di RE Revelations. Che come già detto non è difficile, ma è LUNGO. Devo ancora completare parte del Raid e rigiocarlo alla modalità più difficile.
Per non prenderlo in odio, ci gioco solo una volta ogni tanto, facendo qualche passettino avanti nella lunga strada platinosa.
- Sbagliando alla grande, non ho ritentato con Limbo per l'ultimo trofeo. L'errore sta nel fatto che avrei dovuto tentare e ritentare finchè ero fresca e mi ricordavo alla perfezione il percorso da fare.
E' vero che l'ho rigiocato decine di volte, però più tempo lascio passare e più sarà difficile.
- Steam mi ha cortesemente regalato Civilization V, saga che ho giocato la prima volta su PS1 e poi ancora su PC. Mi piace molto ed è un gioco rilassante, quindi ogni tanto mi concedo un intermezzo.
- Sleeping Dogs non l'ho più toccato, non è nelle mie corde al momento.
- Sempre su PC, a tempo perso gioco al primo gioco di un mega-pacchetto che ho comprato su Steam: una serie di giochi punta e clicca su Sherlock Holmes.
Non so se l'ho già specificato, ma i punta e clicca mi piacciono tantissimo! Questo nello specifico non è granchè, ma il pacchetto era ad un prezzo ridicolo (meno di 8 euro anzichè 50) e quindi ci stava!
- Stufa di mostri, armi, sparatorie e quant'altro... ho iniziato Final Fantasy XIII! Sono solo al terzo capitolo e lo sto trovando MOLTO facile a differenza dei FF precedenti (li ho giocati tutti dal VII al X) e non mi piace tantissimo il sistema di combattimento nel quale si comanda solo il leader. Però il gioco in sè non mi sembra malaccio. Non sarà il FF migliore della storia, ma va bene così!

A parte il mio girovagare tra un videogame e l'altro... ho anche girovagato sul serio. Prima al GamesWeek di Milano e poi al Lucca Comics & Games.
Bellissime giornate entrambe, visto un sacco di cosplayers di ogni tipo, comprato giochi in super-saldo, intervistate un paio di ragazze per il mio sito...
Peccato solo che il Lucca Comics è un delirio di gente, migliaia e migliaia di persone in una città decisamente troppo piccola per far stare tutti in modo comodo. Abbiamo visto un quarto di tutto quello che c'era da vedere!
Pazienza, se ci torneremo il prossimo anno, proveremo ad organizzarci in un altro modo!

lunedì 14 ottobre 2013

Io e le mie fissazioni

Per colpa della mia fissazione sull'online brutto e cattivo e per colpa del mio caratteraccio "faccio-tutto-da-sola-non-ho-bisogno-di-nessuno" il platino di Resident Evil Revelations poteva rivelarsi una cosa praticamente eterna.
Ma alla fine un paio di partite online ho provato a farle, scoprendo che si fa molto prima, che è più facile prendere punteggi alti e bonus e che si sale di livello molto più in fretta.
Questa sera ho avuto il c... ehm, la fortuna di incontrare un folle armato di lanciarazzi, che spazzava qualunque cosa ci si parasse di fronte.
Risultato: tu vai avanti con il tuo lanciarazzi, che io ti seguo zitta e buona, sparando un colpo ogni tanto, giusto per far finta di servire a qualcosa!
In conclusione mi sono beccata quattro trofei, ho finito cinque livelli, ho fatto una marea di punti e bonus e sono salita di quattro livelli giocatore. L'unica pecca è che il contatore delle uccisioni è salito ovviamente pochissimo.
Il folle armato di lanciarazzi si è poi rivelato essere un ragazzo italiano, pure mio omonimo. Ovviamente amicizia chiesta in tempo zero, sperando di ribeccarlo per altre partite! Ormai mi sono presa bene.

Al di fuori di Resident Evil... per rilassarmi un po' ho ripreso in mano Sleeping Dogs, gioco regalatomi dal PS Plus, che avevo iniziato solo per provarlo e poi avevo abbandonato a se stesso.
E' un open-world ambientato ad Hong Kong e devo dire che non mi fa impazzire, ma non mi fa nemmeno schifo. Avevo preferito, sullo stesso genere, Just Cause 2. Probabilmente per le ambientazioni e per l'immensa isola da esplorare, dal mare alla montagna alle città.
Questa Hong Kong non è che mi piaccia particolarmente... e nemmeno essere un poliziotto infiltrato tra i gangster mi fa impazzire. Si gioca nei panni di un personaggio che sta dalla parte dei buoni, ma che di fatto si comporta come i cattivi, per mantenere la sua copertura.
Alla fine trovo che sia un gioco che non avrei mai comprato, ma che avuto gratis ci sta tutto come tappabuchi per staccare un po' da Resident Evil.
Gli open-world mi rilassano, perchè non hai obblighi, puoi gestirti il tempo come vuoi, puoi decidere in autonomia cosa fare e quando farlo.
Di cose da fare ce ne sono abbastanza, i collezionabili sono tutto sommato facili da trovare e le missioni non sono complicatissime. Insomma, il gioco scorre bene e veloce.

Per un po' andrò in parallelo con questi due giochi, intervallando ogni tanto con il caro vecchio Limbo, per quell'ultimo maledetto trofeo.

domenica 6 ottobre 2013

Missione impossibile

Non ce la posso fare.

Mesi fa ho iniziato Limbo, avuto gratis grazie al PlayStation Plus. L'ho anche finito e non solo, ho raccolto tutti i trofei... tranne uno.
Impossibile.
Odioso.
Assurdo.
Finire tutto il gioco, in un'unica partita, morendo non più di 5 volte.
Mesi fa, appunto, avevo provato più volte senza successo. E l'avevo mollato, non era proprio il momento giusto e non avevo nè voglia, nè la concentrazione, nè la determinazione per prendere quel trofeo.

Un paio di sere fa invece stranamente mi è tornata la voglia e sopratutto la determinazione. Così ci ho provato.
Dopo un po' di tentativi quasi fallimentari, in cui morivo ottanta volte nel primo quarto d'ora, sono arrivata a portarmi a 10 minuti dalla fine del gioco (non ci va più di un'ora e venti minuti per finirlo), ma negli ultimi passaggi continuo a morire.
Penso di aver ricominciato il gioco da capo almeno trenta volte e stasera pensavo che ce l'avrei fatta: ero quasi alla fine con una sola morte alle spalle. Ma niente, non sono riuscita in nessun modo a passare un punto ostico.

Detto questo: alcuni sviluppatori sono veramente carogne con i trofei. Non c'è altro da dire.