Platino: si parla di Dishonored.
Non ho cambiato la mia opinione, credo che sia un gioco sopravvalutato, che non meritasse il titolo di gioco dell'anno e che mi aspettavo di più.
Non è assolutamente un brutto gioco e l'ho comunque giocato volentieri, ma lungi da me definirlo un capolavoro.
Però l'ho platinato, perchè i trofei erano molto facili e per prenderne alcuni ho dovuto rigiocarlo completamente in modalità stealth, senza uccidere nessuno e senza far scattare allarmi o essere scoperta. Rigiocarlo in quella modalità mi ha fatto piacere, perchè l'avventura è stata completamente diversa e ne valeva la pena.
Ci sono dei DLC, ma non ho alcuna voglia di prenderli, almeno per ora.
Platinato Dishonored, mi sono presa una pausa dai giochi frenetici e violenti, per dedicarmi al piccolo Brothers: a tale of two sons.
Gioco che ho scoperto per caso, che ho subito desiderato e che ho avuto gratis con il plus.
Bellissimo gioco. Molto corto, si finisce in 3 ore circa + una trentina di minuti se si vogliono tutti i trofei per il 100%.
Ma davvero bello e particolare. Con i due stick e con i tasti L1/R1 si comandano i due fratelli, in un'avventura attraverso bellissimi paesaggi, in cerca di una radice per curare il padre malato. L'avventura si sviluppa tra puzzle da risolvere (niente di particolarmente difficoltoso), amicizia, lealtà, crescita e momenti emozionanti.
Il perché non sia un gioco in co-op e il perché della particolarità di guidare contemporaneamente i due personaggi, si capisce sempre di più con il proseguire dalla storia. I due fratelli creano un legame speciale e il fatto di guidarli insieme rende questo legame tangibile al giocatore.
Completato al 100% Brothers, è arrivata l'ora di tornare a The last of us.
Voglio provare almeno a prendere gli ultimi trofei offline, perchè mi fa ancora piacere giocarci e ripetere la storia ancora una volta.
Non sento alcun interesse per la parte online invece, perchè trovo che in un gioco come questo sia davvero superflua. E i trofei online sono eterni, quindi non è detto che io abbia voglia di cimentermi per l'agognato platino.
Forse farà la fine del platino di Assassin's Creed Brotherhood, che ho accantonato perchè ero stufa del multiplayer.
Ho troppe cose interessanti che aspettano di essere giocate, per perdere tempo a giocare online controvoglia!
Sono donna e sono una videogiocatrice dai tempi di Snake nei bar. Passando per Amiga, PS1 e PS2 per approdare su PS3, PS4 e Steam.
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lunedì 7 aprile 2014
Platino, emozioni, ritorni
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Torino, Italia
martedì 4 marzo 2014
Il gioco dell'anno
Già da diversi giorni ho iniziato e finito due volte il gioco che ha vinto una miriade di premi nell'ultimo anno: The last of us.
Avevo addocchiato questo gioco due anni fa, quando giravano pochissime informazioni e una manciata di immagini. Saltava già all'occhio la cura per la grafica e i dettagli e si intuiva che si trattava di un gioco orientato verso l'avventura, il survival e forse anche l'horror.
Con il passare del tempo sono iniziate ad arrivare altre immagini, altri articoli e ogni volta se ne parlava come di un gioco bellissimo. Fino ad arrivare alle vere e proprie anteprime e recensioni sul gioco provato: voti unanimi altissimi.
Dopo i voti sono arrivati i premi in tutto il mondo: questo gioco ha falciato tutti gli altri titoli, anche di alta qualità.
E finalmente al mio compleanno è arrivato anche nelle mie mani!
C'è tanto da dire su questo gioco, ma si riassume tutto in una parola: perfetto.
Innanzitutto partiamo dalla classificazione: non si può propriamente considerare un horror, perchè non fa paura e non fa saltare dalla sedia. E' un survival, questo sicuramente sì. Un gioco d'avventura survival.
Come è noto, il gioco si sviluppa da un'epidemia che ha colpito gran parte del genere umano. Dopo vent'anni dal primo contagio, i sopravvissuti si ritrovano a tirare avanti in un mondo distrutto e controllato dai militari in zone di quarantena, mentre al di fuori di queste "oasi" vivono ancora numerosi infetti, pronti a sbranare chiunque gli si pari davanti. Ma forse i nemici più pericolosi non sono gli infetti...
I protagonisti sono Joel e Ellie. Un uomo e una ragazzina, uniti inizialmente solo dal caso. Il giocatore accompagnerà questa coppia in un lungo viaggio attraverso l'America, tra città in rovina dove la natura si sta riprendendo il suo spazio, aree abitate da umani non infetti ma ancora più pericolosi delle creature e zone totalmente disabitate.
Gli sviluppatori hanno fatto un lavoro meraviglioso con la caratterizzazione dei personaggi, sopratutto per quanto riguarda i due protagonisti.
Joel è entrato dritto dritto nella mia lista di personaggi preferiti. E' un uomo introverso e taciturno, con un passato tragico e un futuro di cui sembra non preoccuparsi più di tanto. Sembra chiuso in se stesso, ma è forte e premuroso, un cuore d'oro che tenta di nasconderlo sotto una corazza che, in fin dei conti, non sarà così difficile da scalfire. Saggio, coraggioso e pronto a rischiare la propria vita per difendere chi ama.
Ellie da parte sua è deliziosa. E' una quattordicenne con le palle, anche lei coraggiosa ma con una gran paura di restare sola. Regala al gioco una leggerezza e una spensieratezza che servono a dare un livello superiore ad un gioco che, in quanto survival post-apocalittico, rischierebbe di essere il solito polpettone "uccidi il mostro, cerca le munizioni, vai avanti".
Invece buona parte della bellezza di questo gioco sono proprio nel rapporto e nei dialoghi tra Ellie e Joel, a volte totalmente slegati dalla storia principale.
The last of us diventa ancora più bello se giocato con calma, ascoltando, guardandosi intorno, girando e lasciando ad Ellie e Joel il tempo di sviluppare dialoghi facoltativi che non servono a nulla in termini di completamento del gioco, ma regalano momenti dolci, divertenti o commoventi, che contribuiscono a dare spessore a tutta la storia.
Il rapporto tra Joel e Ellie va assaporato dall'inizio alla fine. Non voglio nemmeno spoilerare (come faccio di solito, essendo questo un blog personale e non un sito di recensioni!) perchè spero che qualcuno dei miei amici giocatori si lasci conquistare e decida di giocarlo.
In alcune fasi Joel e Ellie saranno affiancati da altri personaggi secondari, e anche questi sono tutti caratterizzati ottimamente, ognuno con una storia personale, un carattere ben delineato e caratteristiche specifiche.
Tutti i personaggi sono realizzati benissimo anche dal punto di vista grafico, sono espressivi e realistici, cosa che rende il gioco ancora più immersivo.
Ovviamente il gioco è principalmente un'avventura, ma bilanciata in modo egregio. Si passa da momenti di esplorazione a scontri a fuoco concitati, ma anche la parte più dinamica si può scegliere di giocarla con più tranquillità.
Si può infatti decidere di sparare all'impazzata, oppure di agire in modo aggressivo in scontri corpo a corpo o, meglio ancora, scegliere l'approccio stealth, sfruttando l'ambiente circostante e muovendosi silenziosamente e con attenzione.
Scegliendo l'approccio stealth scompare del tutto anche la minima parte horror del gioco. Gli infetti non sono in grado di accorgersi di Joel se questo arriva loro alle spalle, mentre i nemici umani... sono appunto umani, quindi non c'è pericolo di venire spaventati da loro. Al massimo sono più aggressivi e riempiono il giocatore di piombo, ma in quanto a paura... non esiste.
Se il giocatore non è interessato a trofei e quant'altro, per una volta mi sentirei di consigliare di giocarlo alla modalità più facile disponibile, proprio per godere dell'esperienza di gioco, per assaporare la storia e i dialoghi, senza lasciarsi frustrare troppo dagli scontri con i nemici. Scontri che, comunque, non sono così difficili nemmeno in modalità "Sopravvissuto", la più alta disponibile.
Oltre a tutto questo, "The last of us" è BELLO. Bello da vedere, bello da esplorare.
Sono realizzati ottimamente gli interni, dettagliati nei minimi particolari, studiati per dare una continua sensazione di abbandono, di solitudine, di desolazione... ma anche di pace.
Sono realizzati magnificamente gli esterni. Siamo davanti ad un ambiente post-apocalittico, ma tutto quello che salta agli occhi non è un ambiente cupo e opprimente come ci si potrebbe aspettare. Nient'affatto.
C'è tanto sole, c'è tanta natura, tanto verde. Ci sono orizzonti lontani da raggiungere, ci sono città piene di grattacieli feriti da esplorare. La parola che mi viene in mente è "ampio", che sembra quasi stonare con un survival. Certo ci sono alcuni momenti in zone un po' più chiuse, scure e opprimenti, ma sono pochi e non molto lunghi.
Quando si esplora un edificio, non si gira in stanze paurose ma si esplorano grandi sale luminose, dove ovviamente tutto è in disordine e in rovina. La sensazione che si prova però non è di ansia, ma semplicemente di tristezza e malinconia... per le famiglie che abitavano quelle case, per gli impiegati che occupavano quegli uffici. Ci si ritrova davanti a camerette colarate di bambini, negozi di giocattoli o di dischi, officine... Tutto abbandonato, senza che si sappia dove sono finite le persone che rendevano vivi quegli ambienti.
Personalmente mi è venuta voglia di sapere di più e mi ritrovavo a gironzolare, a guardare le pareti con i quadri e i poster, gli scaffali e i salotti, cercando documenti da leggere (ci sono moltissime pagine collezionabili, che aggiungono ancora più profondità alla storia, se ci si prende un minuto per leggerle) e guardando gli oggetti di uso quotidiano lasciati lì, come se i proprietari fossero solo andati via per una vacanza.
Altre menzioni vanno sicuramente al doppiaggio e alla longevità.
Il doppiaggio è semplicemente perfetto. I doppiatori, sopratutto quello di Joel (Lorenzo Scattorin), hanno dato ulteriore realismo ai personaggi e di conseguenza alla storia.
Per quanto riguarda la longevità, considerando che ultimamente bastano una decina di ore per completare un gioco, The last of us si può considerare lungo. Io personalmente l'ho completato la prima volta in 16 ore. Trascorse in un lampo, visto quanto è immersivo il gioco.
Ho altro da aggiugnere?
Probabilmente molto, perchè questo gioco è riuscito a commuovermi, a farmi ridere, a farmi sudare in alcuni scontri (in modalità Sopravvissuto), a farmi stupire per alcune evoluzioni nella trama, a farmi affezionare e appassionare.
L'unica cosa che posso dire è che consiglio questo gioco a chiunque. Perchè è completo, realizzato benissimo, pieno di pathos. Da avere, senza nemmeno pensarci su troppo!
Per parlare di me... come ho già detto ho finito il gioco già due volte, in modalità Normale.
Ovviamente è inutile dire che sto andando a caccia del platino, quindi tramite la selezione dei capitoli l'ho giocato quasi tutto una terza volta, per recuperare i collezionabili mancanti e per recuperare un alto paio di trofei sperduti.
Fatto questo, l'ho ricominciato ancora una volta, appunto in modalità Sopravvissuto. Modalità nella quale non si trovano praticamente munizioni, quindi è bene allenarsi a giocare in modo molto molto stealth, altrimenti non se ne viene fuori!
Come platino è LUNGO, sia perchè i trofei sono tutti legati ai collezionabili e alle varie difficoltà di gioco, sia perchè ci sono quattro trofei multiplayer che richiedono molte ore di gioco.
La parte multiplayer per ora l'ho totalmente ignorata.
Un ultimo appunto va al DLC "Left behind", uscito da pochissimo.
Il DLC è un vero e proprio prologo del gioco, con Ellie protagonista. Ambientato prima del suo incontro con Joel.
Ho solo letto qualche commento e diversi giocatori l'hanno definito come "il più bel DLC a cui abbia mai giocato". Dovrebbe essere abbastanza lungo e aggiunge anche 10 trofei. Il prezzo infatti è di poco meno di 15 euro, ma se è bello anche solo la metà del gioco principale, vale sicuramente la spesa!
Insomma Naughty Dog, veramente complimenti, siete stati grandiosi.
Avevo addocchiato questo gioco due anni fa, quando giravano pochissime informazioni e una manciata di immagini. Saltava già all'occhio la cura per la grafica e i dettagli e si intuiva che si trattava di un gioco orientato verso l'avventura, il survival e forse anche l'horror.
Con il passare del tempo sono iniziate ad arrivare altre immagini, altri articoli e ogni volta se ne parlava come di un gioco bellissimo. Fino ad arrivare alle vere e proprie anteprime e recensioni sul gioco provato: voti unanimi altissimi.
Dopo i voti sono arrivati i premi in tutto il mondo: questo gioco ha falciato tutti gli altri titoli, anche di alta qualità.
E finalmente al mio compleanno è arrivato anche nelle mie mani!
C'è tanto da dire su questo gioco, ma si riassume tutto in una parola: perfetto.
Innanzitutto partiamo dalla classificazione: non si può propriamente considerare un horror, perchè non fa paura e non fa saltare dalla sedia. E' un survival, questo sicuramente sì. Un gioco d'avventura survival.
Come è noto, il gioco si sviluppa da un'epidemia che ha colpito gran parte del genere umano. Dopo vent'anni dal primo contagio, i sopravvissuti si ritrovano a tirare avanti in un mondo distrutto e controllato dai militari in zone di quarantena, mentre al di fuori di queste "oasi" vivono ancora numerosi infetti, pronti a sbranare chiunque gli si pari davanti. Ma forse i nemici più pericolosi non sono gli infetti...
I protagonisti sono Joel e Ellie. Un uomo e una ragazzina, uniti inizialmente solo dal caso. Il giocatore accompagnerà questa coppia in un lungo viaggio attraverso l'America, tra città in rovina dove la natura si sta riprendendo il suo spazio, aree abitate da umani non infetti ma ancora più pericolosi delle creature e zone totalmente disabitate.
Gli sviluppatori hanno fatto un lavoro meraviglioso con la caratterizzazione dei personaggi, sopratutto per quanto riguarda i due protagonisti.
Joel è entrato dritto dritto nella mia lista di personaggi preferiti. E' un uomo introverso e taciturno, con un passato tragico e un futuro di cui sembra non preoccuparsi più di tanto. Sembra chiuso in se stesso, ma è forte e premuroso, un cuore d'oro che tenta di nasconderlo sotto una corazza che, in fin dei conti, non sarà così difficile da scalfire. Saggio, coraggioso e pronto a rischiare la propria vita per difendere chi ama.
Ellie da parte sua è deliziosa. E' una quattordicenne con le palle, anche lei coraggiosa ma con una gran paura di restare sola. Regala al gioco una leggerezza e una spensieratezza che servono a dare un livello superiore ad un gioco che, in quanto survival post-apocalittico, rischierebbe di essere il solito polpettone "uccidi il mostro, cerca le munizioni, vai avanti".
Invece buona parte della bellezza di questo gioco sono proprio nel rapporto e nei dialoghi tra Ellie e Joel, a volte totalmente slegati dalla storia principale.
The last of us diventa ancora più bello se giocato con calma, ascoltando, guardandosi intorno, girando e lasciando ad Ellie e Joel il tempo di sviluppare dialoghi facoltativi che non servono a nulla in termini di completamento del gioco, ma regalano momenti dolci, divertenti o commoventi, che contribuiscono a dare spessore a tutta la storia.
Il rapporto tra Joel e Ellie va assaporato dall'inizio alla fine. Non voglio nemmeno spoilerare (come faccio di solito, essendo questo un blog personale e non un sito di recensioni!) perchè spero che qualcuno dei miei amici giocatori si lasci conquistare e decida di giocarlo.
In alcune fasi Joel e Ellie saranno affiancati da altri personaggi secondari, e anche questi sono tutti caratterizzati ottimamente, ognuno con una storia personale, un carattere ben delineato e caratteristiche specifiche.
Tutti i personaggi sono realizzati benissimo anche dal punto di vista grafico, sono espressivi e realistici, cosa che rende il gioco ancora più immersivo.
Ovviamente il gioco è principalmente un'avventura, ma bilanciata in modo egregio. Si passa da momenti di esplorazione a scontri a fuoco concitati, ma anche la parte più dinamica si può scegliere di giocarla con più tranquillità.
Si può infatti decidere di sparare all'impazzata, oppure di agire in modo aggressivo in scontri corpo a corpo o, meglio ancora, scegliere l'approccio stealth, sfruttando l'ambiente circostante e muovendosi silenziosamente e con attenzione.
Scegliendo l'approccio stealth scompare del tutto anche la minima parte horror del gioco. Gli infetti non sono in grado di accorgersi di Joel se questo arriva loro alle spalle, mentre i nemici umani... sono appunto umani, quindi non c'è pericolo di venire spaventati da loro. Al massimo sono più aggressivi e riempiono il giocatore di piombo, ma in quanto a paura... non esiste.
Se il giocatore non è interessato a trofei e quant'altro, per una volta mi sentirei di consigliare di giocarlo alla modalità più facile disponibile, proprio per godere dell'esperienza di gioco, per assaporare la storia e i dialoghi, senza lasciarsi frustrare troppo dagli scontri con i nemici. Scontri che, comunque, non sono così difficili nemmeno in modalità "Sopravvissuto", la più alta disponibile.
Oltre a tutto questo, "The last of us" è BELLO. Bello da vedere, bello da esplorare.
Sono realizzati ottimamente gli interni, dettagliati nei minimi particolari, studiati per dare una continua sensazione di abbandono, di solitudine, di desolazione... ma anche di pace.
Sono realizzati magnificamente gli esterni. Siamo davanti ad un ambiente post-apocalittico, ma tutto quello che salta agli occhi non è un ambiente cupo e opprimente come ci si potrebbe aspettare. Nient'affatto.
C'è tanto sole, c'è tanta natura, tanto verde. Ci sono orizzonti lontani da raggiungere, ci sono città piene di grattacieli feriti da esplorare. La parola che mi viene in mente è "ampio", che sembra quasi stonare con un survival. Certo ci sono alcuni momenti in zone un po' più chiuse, scure e opprimenti, ma sono pochi e non molto lunghi.
Quando si esplora un edificio, non si gira in stanze paurose ma si esplorano grandi sale luminose, dove ovviamente tutto è in disordine e in rovina. La sensazione che si prova però non è di ansia, ma semplicemente di tristezza e malinconia... per le famiglie che abitavano quelle case, per gli impiegati che occupavano quegli uffici. Ci si ritrova davanti a camerette colarate di bambini, negozi di giocattoli o di dischi, officine... Tutto abbandonato, senza che si sappia dove sono finite le persone che rendevano vivi quegli ambienti.
Personalmente mi è venuta voglia di sapere di più e mi ritrovavo a gironzolare, a guardare le pareti con i quadri e i poster, gli scaffali e i salotti, cercando documenti da leggere (ci sono moltissime pagine collezionabili, che aggiungono ancora più profondità alla storia, se ci si prende un minuto per leggerle) e guardando gli oggetti di uso quotidiano lasciati lì, come se i proprietari fossero solo andati via per una vacanza.
Altre menzioni vanno sicuramente al doppiaggio e alla longevità.
Il doppiaggio è semplicemente perfetto. I doppiatori, sopratutto quello di Joel (Lorenzo Scattorin), hanno dato ulteriore realismo ai personaggi e di conseguenza alla storia.
Per quanto riguarda la longevità, considerando che ultimamente bastano una decina di ore per completare un gioco, The last of us si può considerare lungo. Io personalmente l'ho completato la prima volta in 16 ore. Trascorse in un lampo, visto quanto è immersivo il gioco.
Ho altro da aggiugnere?
Probabilmente molto, perchè questo gioco è riuscito a commuovermi, a farmi ridere, a farmi sudare in alcuni scontri (in modalità Sopravvissuto), a farmi stupire per alcune evoluzioni nella trama, a farmi affezionare e appassionare.
L'unica cosa che posso dire è che consiglio questo gioco a chiunque. Perchè è completo, realizzato benissimo, pieno di pathos. Da avere, senza nemmeno pensarci su troppo!
Per parlare di me... come ho già detto ho finito il gioco già due volte, in modalità Normale.
Ovviamente è inutile dire che sto andando a caccia del platino, quindi tramite la selezione dei capitoli l'ho giocato quasi tutto una terza volta, per recuperare i collezionabili mancanti e per recuperare un alto paio di trofei sperduti.
Fatto questo, l'ho ricominciato ancora una volta, appunto in modalità Sopravvissuto. Modalità nella quale non si trovano praticamente munizioni, quindi è bene allenarsi a giocare in modo molto molto stealth, altrimenti non se ne viene fuori!
Come platino è LUNGO, sia perchè i trofei sono tutti legati ai collezionabili e alle varie difficoltà di gioco, sia perchè ci sono quattro trofei multiplayer che richiedono molte ore di gioco.
La parte multiplayer per ora l'ho totalmente ignorata.
Un ultimo appunto va al DLC "Left behind", uscito da pochissimo.
Il DLC è un vero e proprio prologo del gioco, con Ellie protagonista. Ambientato prima del suo incontro con Joel.
Ho solo letto qualche commento e diversi giocatori l'hanno definito come "il più bel DLC a cui abbia mai giocato". Dovrebbe essere abbastanza lungo e aggiunge anche 10 trofei. Il prezzo infatti è di poco meno di 15 euro, ma se è bello anche solo la metà del gioco principale, vale sicuramente la spesa!
Insomma Naughty Dog, veramente complimenti, siete stati grandiosi.
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giovedì 13 febbraio 2014
La febbre del 100%
I primi di gennaio avevo platinato Sleeping Dogs, lasciando però la percentuale intorno all'85% a causa degli immancabili DLC.
Inutile dire quanto mi infastidisse non avere la percentuale completa... ormai si sa, è una malattia.
E così i due DLC alla fine li ho comprati, non erano nemmeno carissimi (intorno ai 5 euro l'uno) e li ho anche già completati, prendendo anche tutti i trofei.
Uno dei due è ambientato dopo la fine della storia principale. Wei è ufficialmente tornato ad essere un poliziotto e ha ripreso la sua routine di agente che, in questo caso, dovrà scontrarsi con una sorta di setta. Carino e in linea con la storia.
L'altro invece è un tantino più sopra le righe. E' ambientato in un momento non meglio precisato durante il periodo "triade" di Wei e il quartiere in cui vive si riempie di... spiriti.
Si si, spiriti. Quelli tornati dall'oltretomba. In versione giapponese però.
Divertente e senza troppe pretese, ha una storia tutto sommato carina e si prendono a botte decine e decine di spiriti e demoni.
E comunque, tolti questi due DLC, adesso anche Sleeping Dogs entra a far parte della lista di giochi con cui ho chiuso definitivamente! Stasera verrà disinstallato per far spazio a qualcos'altro!
Inutile dire quanto mi infastidisse non avere la percentuale completa... ormai si sa, è una malattia.
E così i due DLC alla fine li ho comprati, non erano nemmeno carissimi (intorno ai 5 euro l'uno) e li ho anche già completati, prendendo anche tutti i trofei.
Uno dei due è ambientato dopo la fine della storia principale. Wei è ufficialmente tornato ad essere un poliziotto e ha ripreso la sua routine di agente che, in questo caso, dovrà scontrarsi con una sorta di setta. Carino e in linea con la storia.
L'altro invece è un tantino più sopra le righe. E' ambientato in un momento non meglio precisato durante il periodo "triade" di Wei e il quartiere in cui vive si riempie di... spiriti.
Si si, spiriti. Quelli tornati dall'oltretomba. In versione giapponese però.
Divertente e senza troppe pretese, ha una storia tutto sommato carina e si prendono a botte decine e decine di spiriti e demoni.
E comunque, tolti questi due DLC, adesso anche Sleeping Dogs entra a far parte della lista di giochi con cui ho chiuso definitivamente! Stasera verrà disinstallato per far spazio a qualcos'altro!
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mercoledì 12 febbraio 2014
Riepilogo post pirati
Stranamente, dopo aver platinato e completato anche i DLC di Assassin's Creed IV, non ne avevo ancora abbastanza di Assassini e ho proseguito con Assassin's Creed Liberation.
Confermo quanto avevo scritto in un post precedente: ACL è proprio un episodio meritevole, carino da giocare, bella protagonista e in linea con il resto della saga. Più di ACIV.
Il gioco non è lunghissimo e grazie al cielo per una volta non c'è il multiplayer. Questo vuol dire che l'ho giocato in pochi giorni, l'ho terminato e l'ho anche platinato.
Sicuramente è il platino più facile dell'intera saga. Ancora più di ACII, che già era un platino facile facile, ma che poteva dare qualche problema con un paio di trofei.
ACL comunque ha una bella storia e si gioca davvero volentieri, divertendosi e appassionandosi alla giovane Assassina Aveline.
E comunque ecco qui il mio bel platino, in tutto il suo splendore in uno screenshot dell'app PlayStation:
Una volta completato ACL mi sono buttata a capofitto su un altro dei miei regali di compleanno: The last of us.
Ho giocato poche ore e per ora voglio solo dire una parola: BELLISSIMO.
Mi dilungherò su questo gioco con un post tutto dedicato a lui, perchè merita di soffermarsi con calma.
Dopo due sere con The last of us, l'ho però accantonato un attimo, perchè ho deciso di prendere i due DLC di Sleeping Dogs che, come avevo già avuto modo di scrivere, ho platinato i primi giorni di gennaio... lasciando però la percentuale incompleta a causa dei trofei dei DLC.
Uno dei due DLC l'ho già completato e si è rivelato anche carino e abbastanza lungo. Il secondo lo completerò questa sera e così con gli ultimi trofei avrò anche questo gioco con platino e 100% e la mia ansia da completista sarà finalmente appagata!
Che malattia... !
Confermo quanto avevo scritto in un post precedente: ACL è proprio un episodio meritevole, carino da giocare, bella protagonista e in linea con il resto della saga. Più di ACIV.
Il gioco non è lunghissimo e grazie al cielo per una volta non c'è il multiplayer. Questo vuol dire che l'ho giocato in pochi giorni, l'ho terminato e l'ho anche platinato.
Sicuramente è il platino più facile dell'intera saga. Ancora più di ACII, che già era un platino facile facile, ma che poteva dare qualche problema con un paio di trofei.
ACL comunque ha una bella storia e si gioca davvero volentieri, divertendosi e appassionandosi alla giovane Assassina Aveline.
E comunque ecco qui il mio bel platino, in tutto il suo splendore in uno screenshot dell'app PlayStation:
Una volta completato ACL mi sono buttata a capofitto su un altro dei miei regali di compleanno: The last of us.
Ho giocato poche ore e per ora voglio solo dire una parola: BELLISSIMO.
Mi dilungherò su questo gioco con un post tutto dedicato a lui, perchè merita di soffermarsi con calma.
Dopo due sere con The last of us, l'ho però accantonato un attimo, perchè ho deciso di prendere i due DLC di Sleeping Dogs che, come avevo già avuto modo di scrivere, ho platinato i primi giorni di gennaio... lasciando però la percentuale incompleta a causa dei trofei dei DLC.
Uno dei due DLC l'ho già completato e si è rivelato anche carino e abbastanza lungo. Il secondo lo completerò questa sera e così con gli ultimi trofei avrò anche questo gioco con platino e 100% e la mia ansia da completista sarà finalmente appagata!
Che malattia... !
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domenica 2 febbraio 2014
Questa volta è finita davvero
Ora non ho più scuse. Assassin's Creed Black Flag è stato tolto dalla mia play e riposto sullo scaffale accanto al suo fratellino minore, Assassin's Creed III.
Alla fine li ho comprati, i due DLC che contenevano gli ultimi trofei indispensabili per ottenere il 100% e sono felice di dire che uno dei due è stato una piacevolissima sopresa.
Ma partiamo dal meno bello: "l'ira di Barbanera". Questo DLC non è nient'altro che un'aggiunta di personaggi al multiplayer e i trofei collegati (quattro) era appunto trofei del multiplayer.
Fortunatamente due si potevano prendere in partite private, anche da soli. Cosa che ho prontamente fatto. Gli altri due temevo che fossero difficili, e invece uno l'ho preso al primo tentativo... mentre per il secondo è stata un po' più complicata la faccenda.
Per il semplice fatto che era necessario beccare una partita pubblica con un personaggio specifico, scelto random da uno dei vari giocatori. Ci ho messo più di un'ora, ma finalmente ho avuto la fortuna che la scelta del personaggio toccasse proprio a me, quindi non ho dovuto fare altro che scegliere quello richiesto dal trofeo e... vincere la partita contro altre 4 persone!
Ce l'ho fatta con mio grande stupore, perchè quel tipo di sessione era quella in cui mi sentivo più incapace. Invece è andata bene e il trofeo è stato mio.
DLC totalmente inutile per chi non ama il multiplayer e non è a caccia dei trofei, comunque.
Veniamo invece a "grido di libertà". DLC che aggiunge un LUNGO livello di gioco. Ma davvero lungo, tanto che mi ci sono volute 5/6 ore per completarlo tutto al 100% prendendo anche tutti i trofei.
In questo DLC il giocatore veste i panni dell'ex quartiermastro di Edward Kenway, ossia Adéwalé.
Il gigante buono Adé si è ufficialmente unito alla Confraternita degli Assassini e in questo DLC il suo ruolo sarà principalmente quello di liberare decine e decine di schiavi, fino ad arrivare al templare suo obiettivo finale.
Bella storia, bellissimo personaggio, belle ambientazioni (le stesse del gioco principale, ovviamente) e tante ore di gioco. Poco meno di dieci euro spesi veramente bene, perchè si ha tra le mani un vero e proprio piccolo AC, completo di tutto e con una mappa molto vasta.
Ci sono anche le missioni in mare, per chi le ama (io non sono tra questi, si era già capito).
Per concludere, terminati i due DLC e ottenuti i 10 trofei... questo è il risultato, del quale sono orgogliosa quasi più del platino stesso!
E quindi come dicevo l'ho ufficialmente riposto... anche se sicuramente andrò a riprenderlo perchè nella versione PS3 del gioco c'era la missione "Aveline" da scaricare gratis, quindi quando avrò finito AC Liberations, sicuramente proverò a giocare questa missione per vedere cosa nasconde!
Insomma... tra una cosa e l'altra questo ACIV torna sempre tra le mie mani e nelle mia console!
Alla fine li ho comprati, i due DLC che contenevano gli ultimi trofei indispensabili per ottenere il 100% e sono felice di dire che uno dei due è stato una piacevolissima sopresa.
Ma partiamo dal meno bello: "l'ira di Barbanera". Questo DLC non è nient'altro che un'aggiunta di personaggi al multiplayer e i trofei collegati (quattro) era appunto trofei del multiplayer.
Fortunatamente due si potevano prendere in partite private, anche da soli. Cosa che ho prontamente fatto. Gli altri due temevo che fossero difficili, e invece uno l'ho preso al primo tentativo... mentre per il secondo è stata un po' più complicata la faccenda.
Per il semplice fatto che era necessario beccare una partita pubblica con un personaggio specifico, scelto random da uno dei vari giocatori. Ci ho messo più di un'ora, ma finalmente ho avuto la fortuna che la scelta del personaggio toccasse proprio a me, quindi non ho dovuto fare altro che scegliere quello richiesto dal trofeo e... vincere la partita contro altre 4 persone!
Ce l'ho fatta con mio grande stupore, perchè quel tipo di sessione era quella in cui mi sentivo più incapace. Invece è andata bene e il trofeo è stato mio.
DLC totalmente inutile per chi non ama il multiplayer e non è a caccia dei trofei, comunque.
Veniamo invece a "grido di libertà". DLC che aggiunge un LUNGO livello di gioco. Ma davvero lungo, tanto che mi ci sono volute 5/6 ore per completarlo tutto al 100% prendendo anche tutti i trofei.
In questo DLC il giocatore veste i panni dell'ex quartiermastro di Edward Kenway, ossia Adéwalé.
Il gigante buono Adé si è ufficialmente unito alla Confraternita degli Assassini e in questo DLC il suo ruolo sarà principalmente quello di liberare decine e decine di schiavi, fino ad arrivare al templare suo obiettivo finale.
Bella storia, bellissimo personaggio, belle ambientazioni (le stesse del gioco principale, ovviamente) e tante ore di gioco. Poco meno di dieci euro spesi veramente bene, perchè si ha tra le mani un vero e proprio piccolo AC, completo di tutto e con una mappa molto vasta.
Ci sono anche le missioni in mare, per chi le ama (io non sono tra questi, si era già capito).
Per concludere, terminati i due DLC e ottenuti i 10 trofei... questo è il risultato, del quale sono orgogliosa quasi più del platino stesso!
E quindi come dicevo l'ho ufficialmente riposto... anche se sicuramente andrò a riprenderlo perchè nella versione PS3 del gioco c'era la missione "Aveline" da scaricare gratis, quindi quando avrò finito AC Liberations, sicuramente proverò a giocare questa missione per vedere cosa nasconde!
Insomma... tra una cosa e l'altra questo ACIV torna sempre tra le mie mani e nelle mia console!
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giovedì 30 gennaio 2014
Dal mare alle paludi
Ieri sera ho abbandonato definitivamente Assassin's Creed IV Black Flag.
Non lo avevo ancora fatto, no. Perchè c'era in ballo un prezioso platino da prendere!
Fortunatamente i fastidiosi trofei online erano pochi, solo cinque, tre dei quali ottenibili anche giocando da soli in partite private.
Cosa che ho ovviamente fatto, perchè i punti si accumulavano MOLTO più in fretta rispetto alle partite pubbliche.
Risultato: platino ottenuto ieri sera! Eccolo qui:
Ora posso ufficialmente togliere ACIV dalla mia Play... o forse no?
Forse no.
Perchè stasera è mia intenzione andare a ricaricare la postepay e POTREI lasciarmi prendere dalla tentazione di scaricare i due DLC, che mi permetterebbero di avere anche i relativi trofei, così da avere sia il platino che il 100%.
La dura vita di una completista...
A parte questo.
Tra una noiosa partita online e l'altra, ho intervallato con Assassin's Creed Liberation HD.
Ebbene sì! E' arrivato nelle mie mani anche lui, grazie al regalo di compleanno dei miei bellissimi utenti del forum, coloro che rendono la mia community la più bella del mondo!
Non ho ancora giocato moltissimo, ma devo dire che mi sta piacendo molto. Trovo più in linea con il passato di AC questo Liberation, rispetto ad ACIII o Black Flag.
Aveline è un bellissimo personaggio, fisicamente parlando e pare anche di carattere (non la conosco ancora bene da poterla giudicare a fondo!).
Come gameplay ha molte similitudini con ACIII (ricordo che i due giochi sono usciti originariamente insieme), ma con alcune innovazioni interessanti che lo rendono vario.
Una su tutte: la possibilità di scegliere un abito diverso per Aveline a seconda della missione da compiere. La dolce Assassina può infatti scegliere di vestirsi da signora per bene, da schiava, oppure con il suo completo da Assassina.
Ogni outfit ha delle peculiarità e quando non è vestita da Assassina ha delle limitazioni, ma anche dei vantaggi. Quindi si può decidere di affrontare una missione con un abito specifico e il comportamento dei nemici cambierà di conseguenza.
Ci sono come sempre i collezionabili e qualche missione secondaria, il tutto in perfetto stile AC.
Le ambientazioni sono molto belle. Per ora sono a New Orleans e la città è molto bella da girare. Al di fuori c'è la zona delle paludi, che si possono visitare in canoa, oppure a nuoto o saltellando sui rami degli alberi.
La storia mi sembra interessante, incentrata da una parte su Aveline e sul suo passato, dall'altra sulla sua famiglia "adottiva" (visto che solo la mamma è adottiva, mentre il padre è biologico) e dall'altra ancora sulla condizione degli schiavi, che Aveline tenta di aiutare.
Il gioco scorre veloce e non fa sentire particolari mancanze, anzi, a differenza di Black Flag ci sono di nuovo gli edifici da ristrutturare, come nella trilogia di Ezio e nella tenuta di Connor in ACIII.
Insomma, non sentivo ancora il bisogno di allontanarmi dal Credo e Aveline mi sta tenendo piacevolmente legata alla serie!
Non lo avevo ancora fatto, no. Perchè c'era in ballo un prezioso platino da prendere!
Fortunatamente i fastidiosi trofei online erano pochi, solo cinque, tre dei quali ottenibili anche giocando da soli in partite private.
Cosa che ho ovviamente fatto, perchè i punti si accumulavano MOLTO più in fretta rispetto alle partite pubbliche.
Risultato: platino ottenuto ieri sera! Eccolo qui:
Ora posso ufficialmente togliere ACIV dalla mia Play... o forse no?
Forse no.
Perchè stasera è mia intenzione andare a ricaricare la postepay e POTREI lasciarmi prendere dalla tentazione di scaricare i due DLC, che mi permetterebbero di avere anche i relativi trofei, così da avere sia il platino che il 100%.
La dura vita di una completista...
A parte questo.
Tra una noiosa partita online e l'altra, ho intervallato con Assassin's Creed Liberation HD.
Ebbene sì! E' arrivato nelle mie mani anche lui, grazie al regalo di compleanno dei miei bellissimi utenti del forum, coloro che rendono la mia community la più bella del mondo!
Non ho ancora giocato moltissimo, ma devo dire che mi sta piacendo molto. Trovo più in linea con il passato di AC questo Liberation, rispetto ad ACIII o Black Flag.
Aveline è un bellissimo personaggio, fisicamente parlando e pare anche di carattere (non la conosco ancora bene da poterla giudicare a fondo!).
Come gameplay ha molte similitudini con ACIII (ricordo che i due giochi sono usciti originariamente insieme), ma con alcune innovazioni interessanti che lo rendono vario.
Una su tutte: la possibilità di scegliere un abito diverso per Aveline a seconda della missione da compiere. La dolce Assassina può infatti scegliere di vestirsi da signora per bene, da schiava, oppure con il suo completo da Assassina.
Ogni outfit ha delle peculiarità e quando non è vestita da Assassina ha delle limitazioni, ma anche dei vantaggi. Quindi si può decidere di affrontare una missione con un abito specifico e il comportamento dei nemici cambierà di conseguenza.
Ci sono come sempre i collezionabili e qualche missione secondaria, il tutto in perfetto stile AC.
Le ambientazioni sono molto belle. Per ora sono a New Orleans e la città è molto bella da girare. Al di fuori c'è la zona delle paludi, che si possono visitare in canoa, oppure a nuoto o saltellando sui rami degli alberi.
La storia mi sembra interessante, incentrata da una parte su Aveline e sul suo passato, dall'altra sulla sua famiglia "adottiva" (visto che solo la mamma è adottiva, mentre il padre è biologico) e dall'altra ancora sulla condizione degli schiavi, che Aveline tenta di aiutare.
Il gioco scorre veloce e non fa sentire particolari mancanze, anzi, a differenza di Black Flag ci sono di nuovo gli edifici da ristrutturare, come nella trilogia di Ezio e nella tenuta di Connor in ACIII.
Insomma, non sentivo ancora il bisogno di allontanarmi dal Credo e Aveline mi sta tenendo piacevolmente legata alla serie!
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mercoledì 1 gennaio 2014
Natale ad Hong Kong
E anche San Silvestro!
Avevo iniziato Sleeping Dogs mesi fa perchè era uno dei giochi gratis del PlayStation Plus e volevo provarlo. Poi l'ho giocato ad intervalli nei mesi successivi tra un gioco e l'altro perchè, essendo un open-world, mi rilassava se ero alle prese con giochi più complicati.
In queste vacanze di Natale ho deciso di riprenderlo in mano e di finirlo definitivamente. Risultato: il mio ultimo platino del 2013!
Il gioco l'ho trovato meno bello di quello che mi aspettavo leggendo alcuni commenti, ma è comunque un buon titolo.
Copioincollo la mini-recensione che ho scritto sul mio forum!
Resto della mia idea: non trovo che sia un gioco così entusiasmante. Carino, da 7/10, per me, ma non di più! Gli darei 6, ma un punticino in più se lo merita perchè ci sono abbastanza cose da fare. Non ai livelli di Just Cause 2, ma comunque tantine.
Il protagonista, Wei, è un bel personaggio alla fine, un po' complesso. Di sicuro non è un personaggio che fa ridere, anzi! Super serio sia in versione poliziotto che in versione gangster.
Però è una bestia, non lo tira giù nessuno!
La fase finale è sanguinosa come pochi... mamma mia.
La storia è un po' intricata, più che altro perchè ci sono mille personaggi, un sacco di nomi... e i sottotitoli sono minuscoli. E vanno letti per forza perchè a volte usano nel mezzo dell'inglese, un po' di linguaggio autoctono!
Non l'ho trovato particolarmente difficile, perchè comunque ti potenzi piano piano e i nemici sono più difficili e più numerosi andando avanti nel gioco. All'inizio si frullano più facilmente. Andando avanti basta che impari quelle poche combo (con due tasti in croce) e vai liscio.
La città in sè mi ha annoiata a morte... è tutta uguale. Ci sono degli incroci tutti identici, pensi di essere in un posto, poi guardi la mappa e sei da tutt'altro... solo che le strade sono identiche, con le svolte e le traverse fotocopia.
Comunque vabè, carino alla fine. Mi ha fatto passare un po' di ore piacevoli!
Concludo aggiungendo che anche il platino è molto facile da ottenere, uno dei più facili di questo 2013.
Vorrei avere anche il 100% dei trofei, però una manciata sono legati ai DLC e non ho proprio voglia di spenderci dei soldi, almeno per ora!
Avevo iniziato Sleeping Dogs mesi fa perchè era uno dei giochi gratis del PlayStation Plus e volevo provarlo. Poi l'ho giocato ad intervalli nei mesi successivi tra un gioco e l'altro perchè, essendo un open-world, mi rilassava se ero alle prese con giochi più complicati.
In queste vacanze di Natale ho deciso di riprenderlo in mano e di finirlo definitivamente. Risultato: il mio ultimo platino del 2013!
Il gioco l'ho trovato meno bello di quello che mi aspettavo leggendo alcuni commenti, ma è comunque un buon titolo.
Copioincollo la mini-recensione che ho scritto sul mio forum!
Resto della mia idea: non trovo che sia un gioco così entusiasmante. Carino, da 7/10, per me, ma non di più! Gli darei 6, ma un punticino in più se lo merita perchè ci sono abbastanza cose da fare. Non ai livelli di Just Cause 2, ma comunque tantine.
Il protagonista, Wei, è un bel personaggio alla fine, un po' complesso. Di sicuro non è un personaggio che fa ridere, anzi! Super serio sia in versione poliziotto che in versione gangster.
Però è una bestia, non lo tira giù nessuno!
La fase finale è sanguinosa come pochi... mamma mia.
La storia è un po' intricata, più che altro perchè ci sono mille personaggi, un sacco di nomi... e i sottotitoli sono minuscoli. E vanno letti per forza perchè a volte usano nel mezzo dell'inglese, un po' di linguaggio autoctono!
Non l'ho trovato particolarmente difficile, perchè comunque ti potenzi piano piano e i nemici sono più difficili e più numerosi andando avanti nel gioco. All'inizio si frullano più facilmente. Andando avanti basta che impari quelle poche combo (con due tasti in croce) e vai liscio.
La città in sè mi ha annoiata a morte... è tutta uguale. Ci sono degli incroci tutti identici, pensi di essere in un posto, poi guardi la mappa e sei da tutt'altro... solo che le strade sono identiche, con le svolte e le traverse fotocopia.
Comunque vabè, carino alla fine. Mi ha fatto passare un po' di ore piacevoli!
Concludo aggiungendo che anche il platino è molto facile da ottenere, uno dei più facili di questo 2013.
Vorrei avere anche il 100% dei trofei, però una manciata sono legati ai DLC e non ho proprio voglia di spenderci dei soldi, almeno per ora!
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Wei Shen
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domenica 28 luglio 2013
Verso un altro platino... forse.
Sono una completista.
Chi mi conosce lo sa bene. Per me finire un gioco e non avere il trofeo di platino equivale ad una sconfitta e ODIO quando ho il platino ma per colpa dei DLC non ho il 100%.
Per alcuni giochi (la serie di AC, per esempio) infatti ho scaricato anche i DLC. Per altri invece il 100% era legato al multiplayer, altra cosa che odio, ma per alcuni giochi, i miei preferiti, mi sono adeguata e ho preso anche i trofei multi.
Sono una completista perchè per prendere tutti i trofei si scoprono sfaccettature e elementi dei giochi, che altrimenti non scoprirei mai. I giochi non sono economici, per quanto io cerchi di prenderli usati e di approfittare delle offerte, quindi voglio spremerli fino all'osso.
Voglio riporli sullo scaffale con la certezza di aver visto tutto quello che c'era da vedere a aver fatto tutto quello che c'era da fare.
Splinter Cell per fortuna è troppo vecchio per avere il multiplayer.
Ieri sera ho finito la storia e la percentuale di trofei è al 56%. Non leggo mai la lista trofei PRIMA di aver finito il gioco almeno una volta. Perchè voglio godermi la storia e la trama.
Ieri però dopo averlo finito ho dato un'occhiata ai trofei che mi mancano... e mi sono messa le mani nei capelli. E' un platino abbastanza difficile.
Per fortuna due trofei parecchio difficili li ho presi senza averli cercati: non morire più di 5 volte in tutto il gioco e non usare alcun medikit.
Pura fortuna.
Il primo sono riuscita a prenderlo solo perchè quando era palese che stavo per morire, ricaricavo un salvataggio precedente per riprovare. Il secondo... quello invece forse l'ho preso per bravura!! Eheh.
L'ho giocato tutto in modalità super super stealth, quindi in tutto il gioco nessuno mi ha mai visto o sentito, o quasi.
Ora dovrò per forza rigiocarlo in modalità normale, perchè finendolo in modalità difficile mi ha sbloccato solo il trofeo legato a quella difficoltà, a differenza di tutti gli altri giochi, nei quali in automatico si sbloccano anche quelli delle difficoltà inferiori.
Questo è fastidioso, ma tant'è.
Se tutto va bene, questa settimana recupererò i trofei perduti e potrò iniziare le vacanze con un gioco nuovo tra i tanti che sono in attesa sullo scaffale o nel PS Plus!
Tra parentesi, il platino di Splinter Cell sarà il mio platino n. 17... Meno male che non sono superstiziosa!
Chi mi conosce lo sa bene. Per me finire un gioco e non avere il trofeo di platino equivale ad una sconfitta e ODIO quando ho il platino ma per colpa dei DLC non ho il 100%.
Per alcuni giochi (la serie di AC, per esempio) infatti ho scaricato anche i DLC. Per altri invece il 100% era legato al multiplayer, altra cosa che odio, ma per alcuni giochi, i miei preferiti, mi sono adeguata e ho preso anche i trofei multi.
Sono una completista perchè per prendere tutti i trofei si scoprono sfaccettature e elementi dei giochi, che altrimenti non scoprirei mai. I giochi non sono economici, per quanto io cerchi di prenderli usati e di approfittare delle offerte, quindi voglio spremerli fino all'osso.
Voglio riporli sullo scaffale con la certezza di aver visto tutto quello che c'era da vedere a aver fatto tutto quello che c'era da fare.
Splinter Cell per fortuna è troppo vecchio per avere il multiplayer.
Ieri sera ho finito la storia e la percentuale di trofei è al 56%. Non leggo mai la lista trofei PRIMA di aver finito il gioco almeno una volta. Perchè voglio godermi la storia e la trama.
Ieri però dopo averlo finito ho dato un'occhiata ai trofei che mi mancano... e mi sono messa le mani nei capelli. E' un platino abbastanza difficile.
Per fortuna due trofei parecchio difficili li ho presi senza averli cercati: non morire più di 5 volte in tutto il gioco e non usare alcun medikit.
Pura fortuna.
Il primo sono riuscita a prenderlo solo perchè quando era palese che stavo per morire, ricaricavo un salvataggio precedente per riprovare. Il secondo... quello invece forse l'ho preso per bravura!! Eheh.
L'ho giocato tutto in modalità super super stealth, quindi in tutto il gioco nessuno mi ha mai visto o sentito, o quasi.
Ora dovrò per forza rigiocarlo in modalità normale, perchè finendolo in modalità difficile mi ha sbloccato solo il trofeo legato a quella difficoltà, a differenza di tutti gli altri giochi, nei quali in automatico si sbloccano anche quelli delle difficoltà inferiori.
Questo è fastidioso, ma tant'è.
Se tutto va bene, questa settimana recupererò i trofei perduti e potrò iniziare le vacanze con un gioco nuovo tra i tanti che sono in attesa sullo scaffale o nel PS Plus!
Tra parentesi, il platino di Splinter Cell sarà il mio platino n. 17... Meno male che non sono superstiziosa!
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