Parliamo di SOMA.
Gioco sviluppato da Fricional Games, specializzati in horror in prima persona, possibilmente al buio (per la cronaca, sono opera loro le serie Amnesia e Penumbra).
SOMA mi ha attirato da subito, non tanto per l'ambientazione, quanto per la mia continua ricerca di horror ben fatti. E questo è ben fatto.
La particolarità di SOMA è il continuo cambio di situazione. Si parte da una introduzione ambientata in un normale appartamento, che lascia un po' perplessi perchè di horror non ha assolutamente niente.
Il protagonista deve recarsi presso uno studio medico per un esperimento che dovrebbe-potrebbe risolvere i suoi problemi al cervello, dovuti ad un incidente. Fino al momento in cui arriva allo studio medico, non succede niente di particolare.
Poi il gioco cambia totalmente e ci si ritrova immersi in un'ambientazione completamente diversa. Sembra di essere su un'astronave. Intorno solo scricchiolii metallici e cigolii.
Simon è solo, eppure si ha la continua sensazione che qualcosa ci sia. Eppure niente, si esplora ma tutto sembra deserto.
Quindi il primo plauso agli sviluppatori va alla loro capacità di far crescere la tensione semplicemente con un uso sapiente di luci, ambienti, suoni e musica.
Proseguendo, il gioco cambia ancora, e ancora, e ancora.
Alla fine qualcosa/qualcuno da cui scappare c'è, ma anche il "nemico" non è sempre uguale e soprattutto le fasi esplorative e le fasi concitate si alternano continuamente, impedendo da una parte di annoiarsi, ma dall'altra di giocare con la tremarella dovuta alla fifa di cosa potrebbe esserci dietro l'angolo.
Ovviamente, in perfetto stile horror di nuova generazione, Simon non ha armi con cui difendersi. Quindi l'unica possibilità è scappare, scappare, scappare. E quando non si scappa, si esplora, si raccolgono documenti e indizi e si risolvono puzzle.
Anche la continua solitudine è ammortizzata da una presenza amica, che supporta il protagonista solo in alcune fasi, creando anche in questo caso un piacevole equilibrio, perchè impedisce che il giocatore si ritrovi frustrato dal senso di desolazione e abbandono.
Le ambientazioni cambiano continuamente tra fasi all'interno - in quella che si rivela essere non un'astronave, bensì un centro di ricerca sottomarino - e le fasi all'esterno, sott'acqua.
Di nuovo, questa alternanza di ambientazioni rende il gioco più vario, impedendo di annoiarsi restando continuamente dentro la base oppure, al contrario, perennemente sott'acqua. Anche le interazioni con i due ambienti è ovviamente diversa, così come l'esplorazione stessa.
Per completare il quadro già molto positivo, aggiungiamoci una trama strana e particolare, non di facile comprensione ma sicuramente inaspettata nella sua evoluzione. Non è uno di quei giochi in cui tutto viene lasciato all'interpretazione del giocatore, la spiegazione a tutto c'è, viene data a mano a mano che il gioco si sviluppa, pur lasciando alcuni punti oscuri.
Anche se non lunghissimo, SOMA regala comunque un bel po' di ore di gioco e i completisti saranno felici di sapere che i trofei sono tutti legati alla storia, quindi 100% assicurato a chi arriverà fino alla fine!
Consigliato a chi ama i giochi sci-fi e a chi ama i giochi horror. Sconsigliato ai deboli di cuore!
Sono donna e sono una videogiocatrice dai tempi di Snake nei bar. Passando per Amiga, PS1 e PS2 per approdare su PS3, PS4 e Steam.
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mercoledì 11 gennaio 2017
L'orrore sottomarino
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Ubicazione:
Torino, Italia
venerdì 14 marzo 2014
Quando il disonore è un onore
Non volendo prendere in odio quel capolavoro assoluto che è The last of us, ho momentaneamente pausato la caccia al platino per intervallare con qualcosa di diverso.
Sì, lo so, in realtà avevo già altri platini accantonati "momentaneamente", ma giuro che li riprenderò tutti!
Tornando al mio intervallo... la scelta è caduta su un altro "Game of the year": Dishonored.
Premetto: non amo i giochi in prima persona. Ho amato Bioshock perchè è bello il gioco, ma anche in quel caso ho un po' patito la prima persona.
Trovo che sia perfetta nei giochi horror, tipo Anna o Amnesia, ma nei giochi d'avventura non mi convince pienamente, perchè vorrei vedere il protagonista, vorrei affezionarmi a lui e abituarmi alla sua presenza.
Nel caso di Dishonored il protagonista è un bellissimo personaggio, tutto vestito di nero, con una maschera steampunk e un lungo cappotto, armato di poteri magici e spada. Ha anche un nome accattivante: Corvo (Attano di cognome, ma questo trovo che sia un tantino meno accattivante...).
Peccato che questo bellissimo personaggio sia visibile solo sulla copertina del gioco, o in rete se si va a cercare. Ma nel gioco non esistono cut-scenes, ci si ritrova subito nell'avventura e di lui non si vede un bel niente, se non le mani e le armi che impugna.
Trovo che sia un peccato. Almeno un filmato iniziale, con lui ancora senza maschera, ci sarebbe stato ottimamente. E invece niente.
A parte questo.
Ho utilizzato il termine steampunk prima, e non a caso. Tutto il gioco infatti è ambientato in uno scenario steampunk e sicuramente questa è una delle cose migliori del gioco.
La grafica non è completamente realistica, a volte sembra quasi disegnato a mano, ma è bello così.
Ovunque ci sono ingranaggi, armi ed elementi tipicamente nello stile steampunk, tutto integrato così bene da non stonare mai. Il gioco è sospeso in una bolla senza tempo. Potrebbe essere il passato, il nostro presente o il futuro. L'epoca è indifferente ai fini del gioco e la città in cui è ambientato è inventata.
La trama cattura l'nteresse da subito, anche se non è niente di così originale: l'imperatrice per cui lavora Corvo viene uccisa e lui viene accusato ingiustamente. Il resto del gioco si sviluppa ovviamente tra la ricerca della verità e la voglia di vendetta.
Una particolarità sicuramente è nel fatto che la città è in preda ad una grossa epidemia di peste e questo avrà un peso nel gioco.
A seconda del modo di giocare infatti la peste potrà propagarsi più in fretta o più lentamente e di conseguenza le scelte del giocatore porteranno ad un finale diverso. Uccidendo molte persone i ratti portatori della peste arriveranno a frotte e diffonderanno la malattia, al contrario se si preferisce un approccio più stealth, addormentando o stordendo le proprie vittime, la valutazione sarà meno cupa e la città sarà più libera dalla peste.
In che modo questo cambi realmente il finale, non lo so. Lo scoprirò alla fine.
Come ho già accennato il gioco si può portare avanti come meglio si preferisce: affidandosi ai poteri di Corvo, oppure alle armi, con un approccio aggressivo, oppure con furtività. O con un mix di tutto questo, a seconda della missione.
C'è da dire che, anche in modalità normale, il gioco non è facilissimo. Se si vuole provare a non uccidere nessuno, si avranno un bel po' di difficoltà, perchè basta poco per attirare l'attenzione di un nemico, che provvederà a chiamare rinforzi che in un attimo uccideranno il povero Corvo.
Sicuramente i poteri di Corvo sono la componente più importante, sono utilissimi e indispensabili e si possono equipaggiare solo dopo aver trovato le "rune" sparse nella città di Dunwall.
Da questo punto di vista ricorda molto Bioshock, con il suo meccasimo di raccolta dall'Adam per attivare i vari potenziamenti.
La componente migliore è sicuramente la possibilità di trovare diverse strade alternative per arrivare al proprio obiettivo. Anche in questo caso il giocatore potrà decidere da dove passare in totale autonomia e a volte alcuni percorsi consentono di non incontrare anima viva, o quasi.
Un pecca è che al momento mi sembra un po' ripetitivo: a Corvo viene assegnato un obiettivo, si parte per raggiungerlo, si porta a compimento la missione, si torna indietro.
Sono alla terza o quarta missione e per ora il meccanismo è sempre stato quello. Spero che ci sia più varietà andando avanti.
Un volta completata la missione principale, al giocatore verrà presentata una scheda riepilogativa e si può scegliere di rigiocarla, magari cercando di eliminare meno nemici oppure provando a prendere qualche potenziamento che è sfuggito al primo tentantivo.
Un'altra cosa che non sopporto molto è il fatto di dover premere lo stick analogico sinistro per effettuare una corsa veloce, uno scatto. Lo trovo talmente scomodo che alla fine non lo sto mai usando, cosa che a volte mi ha compromesso una fuga dai nemici.
Tutto sommato per ora mi sta piacendo, anche se forse da come ne parlavano mi aspettavo qualcosa di più. Aspetto a pronunciarmi definitivamente però, visto che non sono neanche a metà gioco!
Sì, lo so, in realtà avevo già altri platini accantonati "momentaneamente", ma giuro che li riprenderò tutti!
Tornando al mio intervallo... la scelta è caduta su un altro "Game of the year": Dishonored.
Premetto: non amo i giochi in prima persona. Ho amato Bioshock perchè è bello il gioco, ma anche in quel caso ho un po' patito la prima persona.
Trovo che sia perfetta nei giochi horror, tipo Anna o Amnesia, ma nei giochi d'avventura non mi convince pienamente, perchè vorrei vedere il protagonista, vorrei affezionarmi a lui e abituarmi alla sua presenza.
Nel caso di Dishonored il protagonista è un bellissimo personaggio, tutto vestito di nero, con una maschera steampunk e un lungo cappotto, armato di poteri magici e spada. Ha anche un nome accattivante: Corvo (Attano di cognome, ma questo trovo che sia un tantino meno accattivante...).
Peccato che questo bellissimo personaggio sia visibile solo sulla copertina del gioco, o in rete se si va a cercare. Ma nel gioco non esistono cut-scenes, ci si ritrova subito nell'avventura e di lui non si vede un bel niente, se non le mani e le armi che impugna.
Trovo che sia un peccato. Almeno un filmato iniziale, con lui ancora senza maschera, ci sarebbe stato ottimamente. E invece niente.
A parte questo.
Ho utilizzato il termine steampunk prima, e non a caso. Tutto il gioco infatti è ambientato in uno scenario steampunk e sicuramente questa è una delle cose migliori del gioco.
La grafica non è completamente realistica, a volte sembra quasi disegnato a mano, ma è bello così.
Ovunque ci sono ingranaggi, armi ed elementi tipicamente nello stile steampunk, tutto integrato così bene da non stonare mai. Il gioco è sospeso in una bolla senza tempo. Potrebbe essere il passato, il nostro presente o il futuro. L'epoca è indifferente ai fini del gioco e la città in cui è ambientato è inventata.
La trama cattura l'nteresse da subito, anche se non è niente di così originale: l'imperatrice per cui lavora Corvo viene uccisa e lui viene accusato ingiustamente. Il resto del gioco si sviluppa ovviamente tra la ricerca della verità e la voglia di vendetta.
Una particolarità sicuramente è nel fatto che la città è in preda ad una grossa epidemia di peste e questo avrà un peso nel gioco.
A seconda del modo di giocare infatti la peste potrà propagarsi più in fretta o più lentamente e di conseguenza le scelte del giocatore porteranno ad un finale diverso. Uccidendo molte persone i ratti portatori della peste arriveranno a frotte e diffonderanno la malattia, al contrario se si preferisce un approccio più stealth, addormentando o stordendo le proprie vittime, la valutazione sarà meno cupa e la città sarà più libera dalla peste.
In che modo questo cambi realmente il finale, non lo so. Lo scoprirò alla fine.
Come ho già accennato il gioco si può portare avanti come meglio si preferisce: affidandosi ai poteri di Corvo, oppure alle armi, con un approccio aggressivo, oppure con furtività. O con un mix di tutto questo, a seconda della missione.
C'è da dire che, anche in modalità normale, il gioco non è facilissimo. Se si vuole provare a non uccidere nessuno, si avranno un bel po' di difficoltà, perchè basta poco per attirare l'attenzione di un nemico, che provvederà a chiamare rinforzi che in un attimo uccideranno il povero Corvo.
Sicuramente i poteri di Corvo sono la componente più importante, sono utilissimi e indispensabili e si possono equipaggiare solo dopo aver trovato le "rune" sparse nella città di Dunwall.
Da questo punto di vista ricorda molto Bioshock, con il suo meccasimo di raccolta dall'Adam per attivare i vari potenziamenti.
La componente migliore è sicuramente la possibilità di trovare diverse strade alternative per arrivare al proprio obiettivo. Anche in questo caso il giocatore potrà decidere da dove passare in totale autonomia e a volte alcuni percorsi consentono di non incontrare anima viva, o quasi.
Un pecca è che al momento mi sembra un po' ripetitivo: a Corvo viene assegnato un obiettivo, si parte per raggiungerlo, si porta a compimento la missione, si torna indietro.
Sono alla terza o quarta missione e per ora il meccanismo è sempre stato quello. Spero che ci sia più varietà andando avanti.
Un volta completata la missione principale, al giocatore verrà presentata una scheda riepilogativa e si può scegliere di rigiocarla, magari cercando di eliminare meno nemici oppure provando a prendere qualche potenziamento che è sfuggito al primo tentantivo.
Un'altra cosa che non sopporto molto è il fatto di dover premere lo stick analogico sinistro per effettuare una corsa veloce, uno scatto. Lo trovo talmente scomodo che alla fine non lo sto mai usando, cosa che a volte mi ha compromesso una fuga dai nemici.
Tutto sommato per ora mi sta piacendo, anche se forse da come ne parlavano mi aspettavo qualcosa di più. Aspetto a pronunciarmi definitivamente però, visto che non sono neanche a metà gioco!
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Turin, Italy
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