Parliamo di SOMA.
Gioco sviluppato da Fricional Games, specializzati in horror in prima persona, possibilmente al buio (per la cronaca, sono opera loro le serie Amnesia e Penumbra).
SOMA mi ha attirato da subito, non tanto per l'ambientazione, quanto per la mia continua ricerca di horror ben fatti. E questo è ben fatto.
La particolarità di SOMA è il continuo cambio di situazione. Si parte da una introduzione ambientata in un normale appartamento, che lascia un po' perplessi perchè di horror non ha assolutamente niente.
Il protagonista deve recarsi presso uno studio medico per un esperimento che dovrebbe-potrebbe risolvere i suoi problemi al cervello, dovuti ad un incidente. Fino al momento in cui arriva allo studio medico, non succede niente di particolare.
Poi il gioco cambia totalmente e ci si ritrova immersi in un'ambientazione completamente diversa. Sembra di essere su un'astronave. Intorno solo scricchiolii metallici e cigolii.
Simon è solo, eppure si ha la continua sensazione che qualcosa ci sia. Eppure niente, si esplora ma tutto sembra deserto.
Quindi il primo plauso agli sviluppatori va alla loro capacità di far crescere la tensione semplicemente con un uso sapiente di luci, ambienti, suoni e musica.
Proseguendo, il gioco cambia ancora, e ancora, e ancora.
Alla fine qualcosa/qualcuno da cui scappare c'è, ma anche il "nemico" non è sempre uguale e soprattutto le fasi esplorative e le fasi concitate si alternano continuamente, impedendo da una parte di annoiarsi, ma dall'altra di giocare con la tremarella dovuta alla fifa di cosa potrebbe esserci dietro l'angolo.
Ovviamente, in perfetto stile horror di nuova generazione, Simon non ha armi con cui difendersi. Quindi l'unica possibilità è scappare, scappare, scappare. E quando non si scappa, si esplora, si raccolgono documenti e indizi e si risolvono puzzle.
Anche la continua solitudine è ammortizzata da una presenza amica, che supporta il protagonista solo in alcune fasi, creando anche in questo caso un piacevole equilibrio, perchè impedisce che il giocatore si ritrovi frustrato dal senso di desolazione e abbandono.
Le ambientazioni cambiano continuamente tra fasi all'interno - in quella che si rivela essere non un'astronave, bensì un centro di ricerca sottomarino - e le fasi all'esterno, sott'acqua.
Di nuovo, questa alternanza di ambientazioni rende il gioco più vario, impedendo di annoiarsi restando continuamente dentro la base oppure, al contrario, perennemente sott'acqua. Anche le interazioni con i due ambienti è ovviamente diversa, così come l'esplorazione stessa.
Per completare il quadro già molto positivo, aggiungiamoci una trama strana e particolare, non di facile comprensione ma sicuramente inaspettata nella sua evoluzione. Non è uno di quei giochi in cui tutto viene lasciato all'interpretazione del giocatore, la spiegazione a tutto c'è, viene data a mano a mano che il gioco si sviluppa, pur lasciando alcuni punti oscuri.
Anche se non lunghissimo, SOMA regala comunque un bel po' di ore di gioco e i completisti saranno felici di sapere che i trofei sono tutti legati alla storia, quindi 100% assicurato a chi arriverà fino alla fine!
Consigliato a chi ama i giochi sci-fi e a chi ama i giochi horror. Sconsigliato ai deboli di cuore!
Sono donna e sono una videogiocatrice dai tempi di Snake nei bar. Passando per Amiga, PS1 e PS2 per approdare su PS3, PS4 e Steam.
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mercoledì 11 gennaio 2017
L'orrore sottomarino
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Torino, Italia
lunedì 13 aprile 2015
E ricasco negli horror, dopo stealth e indagini
Dopo l'inizio anno pieno zeppo di horror, ho cercato di staccarmi dal genere, passando ad Assassin's Creed, seguito da Metal Gear Solid: Ground Zeroes, a sua volta seguito da Sherlock Holmes: Crimes and Punishments.
Ma poi sono ricascata sull'horror. E ieri sera ho anche fatto un salto, subito seguito da spegnimento console, accensione luce e libro di avventura per cancellare lo spavento.
Ma andiamo con ordine...
Di AC Unity ho già parlato (bello, bello, bello).
Due parole su Ground Zeroes allora! Beh, tante polemiche anche su questo... polemiche sterili, che mi interessano poco.
La serie è meravigliosa ed è vero che 40 euro per un "gioco" come questo erano troppe. Ma alla fine ci sono giochi che di euro ne costano 70 e fanno schifo il quadruplo.
C'è da dire comunque che io l'ho preso a Natale in saldo (16 euro totali per Ground Zeroes, Daylight e il DLC di Outlast), ma lo avrei comunque preso. Non a prezzo pieno, lo ammetto.
Ground Zeroes, per chi non lo sapesse, è un prologo a Metal Gear Solid V: the Phantom Pain. La missione principale dura effettivamente pochissimo. Alla prima run non ci si impiega più di un'oretta. Quando si sa cosa fare... in cinque minuti si risolve.
Ma il gioco ha comunque una manciata di missioni secondarie e tutto è giocabile in due modalità, facile e difficile.
Aggiungiamoci anche i collezionabili e i trofei, e la longevità aumenta parecchio.
Ma la cosa che conta è la bellezza della grafica, la profondità della storia, la magnificenza di Big Boss... la meravigliosità delle musiche!!
Ok, sono di parte.
Però è una saga bellissima e, per quanto corto, Ground Zeroes non ha niente da invidiare agli altri episodi.
Sono stata felice di giocarlo, mi ha regalato qualche emozione e prendere tutti i trofei per ottenere il 100% mi ha dato molto orgoglio. Ho anche girato delle videosoluzioni, mentre c'ero!
Quindi approvato e basta. Alla faccia dei criticoni.
E ora attendiamo The Phantom Pain.
Che dire di Sherlock Holmes invece?
Premesso che amo il personaggio già nei libri di Doyle, premesso anche che mi sono follemente innamorata della nuova serie televisiva con Benedict Cumberbatch (se l'ho scritto giusto senza guardare, sono veramente brava!). Il videogame è proprio carino.
Avuto gratis con l'abbonamento Plus, anche questo lo avrei comunque comprato perchè ho già tutti gli altri di questa serie, tutti editi da Frogwares.
I primissimi della serie erano dei punta-e-clicca senza molte pretese, ma con gli anni si sono evoluti e sono migliorati molto.
Ora siamo arrivati ad avventure grafiche molto intelligenti. Non ho ancora giocato il capitolo precedente (The Testament of SH), ma da quello che ho letto dovrebbero essere simili come gameplay.
Esplorazione di ambienti, raccolta di indizi, analisi chimiche, interrogatori... e alla fine si mettono insieme tutte le deduzioni fino ad arrivare ad una conclusione.
Il gioco lascia proseguire anche se la conclusione del giocatore non è quella corretta, cosa che ho trovato molto carina. Premendo un tasto si può vedere se la conclusione è quella corretta, ma se non lo è si può comunque proseguire e passare al caso successivo.
Ovviamente questo va a discapito dei trofei. Ma visto che non a tutti interessano...
A me, è risaputo, i trofei interessano e quindi l'ho platinato. Platino facile facile facile. Prendibile anche in una sola run se si segue da subito una guida.
Io ho preferito, come sempre, godermi una prima run per i fatti miei e recuperare le cose mancate nella seconda run.
I personaggi principali, Sherlock e Watson, sono caratterizzati perfettamente, nello stile di Doyle. Cosa che ho apprezzato moltissimo. La grafica anche se non eccelsa e spesso scattosa, è pienissima di dettagli.
Intermezzo proprio carino insomma! Ci voleva una pausa da mostri, sparatorie e quant'altro.
Ma poi, come dicevo prima, ci sono ricascata.
Ho visto lì tra i giochi comprati sullo Store questo "Daylight" che mi aspettava... e l'ho voluto provare.
Siamo alle solite: un ospedale abbandonato, tanto buio, voci, scricchiolii...
E fa paura.
E' in prima persona. Della protagonista si vedono solo le mani e in una delle due impugna sempre un telefono cellulare, sul quale la mappa dell'ospedale viene disegnata a mano a mano che si esplora.
Nell'altra mano si possono impugnare dei bengala per illuminare meglio alcune zone e scoprire alcuni segreti, oppure dei razzi con i quali tenere lontane le entità che si sentono e raramente si vedono.
Per il resto, in un'oretta di gioco, non c'è stato molto altro... esplorazione, ansia per le cose che si sentono e le cose che si muovono improvvisamente, questa continua tensione del non sapere cosa si sta facendo, cosa sta succedendo...
Fino ad arrivare allo spavento che mi ha fatto decidere di chiudere la partita.
Ora è lì acceso che mi aspetta.
Chiudo qui e vado a vedere se riesco a non prendermi di nuovo un infarto!
Ma poi sono ricascata sull'horror. E ieri sera ho anche fatto un salto, subito seguito da spegnimento console, accensione luce e libro di avventura per cancellare lo spavento.
Ma andiamo con ordine...
Di AC Unity ho già parlato (bello, bello, bello).
Due parole su Ground Zeroes allora! Beh, tante polemiche anche su questo... polemiche sterili, che mi interessano poco.
La serie è meravigliosa ed è vero che 40 euro per un "gioco" come questo erano troppe. Ma alla fine ci sono giochi che di euro ne costano 70 e fanno schifo il quadruplo.
C'è da dire comunque che io l'ho preso a Natale in saldo (16 euro totali per Ground Zeroes, Daylight e il DLC di Outlast), ma lo avrei comunque preso. Non a prezzo pieno, lo ammetto.
Ground Zeroes, per chi non lo sapesse, è un prologo a Metal Gear Solid V: the Phantom Pain. La missione principale dura effettivamente pochissimo. Alla prima run non ci si impiega più di un'oretta. Quando si sa cosa fare... in cinque minuti si risolve.
Ma il gioco ha comunque una manciata di missioni secondarie e tutto è giocabile in due modalità, facile e difficile.
Aggiungiamoci anche i collezionabili e i trofei, e la longevità aumenta parecchio.
Ma la cosa che conta è la bellezza della grafica, la profondità della storia, la magnificenza di Big Boss... la meravigliosità delle musiche!!
Ok, sono di parte.
Però è una saga bellissima e, per quanto corto, Ground Zeroes non ha niente da invidiare agli altri episodi.
Sono stata felice di giocarlo, mi ha regalato qualche emozione e prendere tutti i trofei per ottenere il 100% mi ha dato molto orgoglio. Ho anche girato delle videosoluzioni, mentre c'ero!
Quindi approvato e basta. Alla faccia dei criticoni.
E ora attendiamo The Phantom Pain.
Che dire di Sherlock Holmes invece?
Premesso che amo il personaggio già nei libri di Doyle, premesso anche che mi sono follemente innamorata della nuova serie televisiva con Benedict Cumberbatch (se l'ho scritto giusto senza guardare, sono veramente brava!). Il videogame è proprio carino.
Avuto gratis con l'abbonamento Plus, anche questo lo avrei comunque comprato perchè ho già tutti gli altri di questa serie, tutti editi da Frogwares.
I primissimi della serie erano dei punta-e-clicca senza molte pretese, ma con gli anni si sono evoluti e sono migliorati molto.
Ora siamo arrivati ad avventure grafiche molto intelligenti. Non ho ancora giocato il capitolo precedente (The Testament of SH), ma da quello che ho letto dovrebbero essere simili come gameplay.
Esplorazione di ambienti, raccolta di indizi, analisi chimiche, interrogatori... e alla fine si mettono insieme tutte le deduzioni fino ad arrivare ad una conclusione.
Il gioco lascia proseguire anche se la conclusione del giocatore non è quella corretta, cosa che ho trovato molto carina. Premendo un tasto si può vedere se la conclusione è quella corretta, ma se non lo è si può comunque proseguire e passare al caso successivo.
Ovviamente questo va a discapito dei trofei. Ma visto che non a tutti interessano...
A me, è risaputo, i trofei interessano e quindi l'ho platinato. Platino facile facile facile. Prendibile anche in una sola run se si segue da subito una guida.
Io ho preferito, come sempre, godermi una prima run per i fatti miei e recuperare le cose mancate nella seconda run.
I personaggi principali, Sherlock e Watson, sono caratterizzati perfettamente, nello stile di Doyle. Cosa che ho apprezzato moltissimo. La grafica anche se non eccelsa e spesso scattosa, è pienissima di dettagli.
Intermezzo proprio carino insomma! Ci voleva una pausa da mostri, sparatorie e quant'altro.
Ma poi, come dicevo prima, ci sono ricascata.
Ho visto lì tra i giochi comprati sullo Store questo "Daylight" che mi aspettava... e l'ho voluto provare.
Siamo alle solite: un ospedale abbandonato, tanto buio, voci, scricchiolii...
E fa paura.
E' in prima persona. Della protagonista si vedono solo le mani e in una delle due impugna sempre un telefono cellulare, sul quale la mappa dell'ospedale viene disegnata a mano a mano che si esplora.
Nell'altra mano si possono impugnare dei bengala per illuminare meglio alcune zone e scoprire alcuni segreti, oppure dei razzi con i quali tenere lontane le entità che si sentono e raramente si vedono.
Per il resto, in un'oretta di gioco, non c'è stato molto altro... esplorazione, ansia per le cose che si sentono e le cose che si muovono improvvisamente, questa continua tensione del non sapere cosa si sta facendo, cosa sta succedendo...
Fino ad arrivare allo spavento che mi ha fatto decidere di chiudere la partita.
Ora è lì acceso che mi aspetta.
Chiudo qui e vado a vedere se riesco a non prendermi di nuovo un infarto!
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Torino, Italia
sabato 7 febbraio 2015
Overdose di Survival!
Gennaio e febbraio sono stati decisamente all'insegna del Survival.
Prima le due stagioni di The Walking Dead, poi The Evil Within e poi il meglio... Resident Evil HD REmaster!
Quest'ultimo è stato una gioia quotidiana... rigiocare il primo RE, uno dei miei giochi preferiti in assoluto, su PS4, con la grafica ripulita, con i trofei, con lo share, uno spettacolo!
Non sto neanche a dilungarmi sulla bellezza di questo gioco. Capolavoro era nel 1998, capolavoro resta.
Lo amavo allora, lo amo adesso.
Tanto che l'ho giocato sette volte dall'inizio alla fine! ahahah!
Vabè, le 7 run in realtà sono state a causa del platino, ma non posso dire di averlo giocato e rigiocato con dispiacere. Ogni run l'ho rigiocata con entusiasmo e ottenere i trofei di volta in volta era solo un'ulteriore motivazione.
Fatto sta che, con molto orgoglio, sono passata dalle due partite con i due personaggi, alla partita senza mai salvare, a quella in meno di tre ore, per arrivare alla run da completare utilizzando solo ed esclusivamente il coltello. Non contenta, mi sono cimentata nelle due modalità "speciali", ossia Vero Survival e Nemici Invisibili. Tutto questo per arrivare a lui, uno dei platini migliori mai ottenuti nei miei tre anni da completista!
Sono anche vicina al platino di The Evil Within, ma per ora faccio una piccola pausa da tutti questi Survival e questa sera inizio un altro titolo che ho atteso con ansia, che mi ha creato tantissima aspettativa ma che temo anche moltissimo a causa dei bug di cui tutti parlano.
Mi riferisco ad Assassin's Creed Unity. Vado ad iniziarlo proprio ora!
Prima le due stagioni di The Walking Dead, poi The Evil Within e poi il meglio... Resident Evil HD REmaster!
Quest'ultimo è stato una gioia quotidiana... rigiocare il primo RE, uno dei miei giochi preferiti in assoluto, su PS4, con la grafica ripulita, con i trofei, con lo share, uno spettacolo!
Non sto neanche a dilungarmi sulla bellezza di questo gioco. Capolavoro era nel 1998, capolavoro resta.
Lo amavo allora, lo amo adesso.
Tanto che l'ho giocato sette volte dall'inizio alla fine! ahahah!
Vabè, le 7 run in realtà sono state a causa del platino, ma non posso dire di averlo giocato e rigiocato con dispiacere. Ogni run l'ho rigiocata con entusiasmo e ottenere i trofei di volta in volta era solo un'ulteriore motivazione.
Fatto sta che, con molto orgoglio, sono passata dalle due partite con i due personaggi, alla partita senza mai salvare, a quella in meno di tre ore, per arrivare alla run da completare utilizzando solo ed esclusivamente il coltello. Non contenta, mi sono cimentata nelle due modalità "speciali", ossia Vero Survival e Nemici Invisibili. Tutto questo per arrivare a lui, uno dei platini migliori mai ottenuti nei miei tre anni da completista!
Sono anche vicina al platino di The Evil Within, ma per ora faccio una piccola pausa da tutti questi Survival e questa sera inizio un altro titolo che ho atteso con ansia, che mi ha creato tantissima aspettativa ma che temo anche moltissimo a causa dei bug di cui tutti parlano.
Mi riferisco ad Assassin's Creed Unity. Vado ad iniziarlo proprio ora!
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Torino, Italia
venerdì 14 novembre 2014
Riepilogo!
E ok, ho di nuovo abbandonato questo povero blog.
Dunque, dopo il platino di GOW Ascension che ho fatto? Ho provato Batman Arkham Asylum, non ricordo nemmeno perchè.
Era un gioco avuto gratis con il PlayStation Plus e non ne sono mai stata convinta, perchè non amo i videogames tratti da film o fumetti o libri.
Ma ho voluto vedere com'era questo gioco e... mi sono ricreduta. Mi sono divertita molto a giocarlo, è fatto molto bene ed è un mix di diversi generi.
Ovviamente è un action, ma ci sono parti più stealth, parti in stile picchiaduro con tanto di combo e persino parti platform.
Ci sono praticamente tutti i personaggi della saga di Batman, in primis Jocker. Mancano il pinguino e due facce.
Ci sono anche diversi collezionabili da trovare e alcuni enigmi da risolvere, non legati alla storia ma legati al completamento al 100% e ai trofei.
Oltre alla storia, c'è un'ampia parte di sfide, suddivise in sfide di combattimento e sfide stealth, in cui bisogna eliminare i nemici senza farsi vedere e rispettando alcuni parametri per guadagnare medaglie. Parte divertente, ma snervante se si punta ai trofei.
I trofei.
Il gioco l'ho finito e non me ne mancano molti al platino. Uno è quello della modalità difficile di gioco, quindi dovrò rigiocarlo tutto una seconda volta, cosa che non mi pesa più di tanto.
I trofei più rognosi sono proprio quelli legati alla modalità sfida. Bisogna infatti prendere tutte e tre le medaglie punteggio, in tutte le sfide presenti, che sono una ventina.
Una cosa lunghissima e a tratti un po' frustrante.
Tolto il buon Cavaliere Oscuro, ho iniziato Far Cry 3. Anche in questo caso non era previsto.
Ma l'amica Iris ne ha parlato bene, sopratutto della parte co-op. Anche questo gioco ce l'ho grazie al PlayStation Plus e il passo è stato breve: giochiamo insieme!
In realtà non abbiamo giocato insieme nemmeno una volta... Ma almeno ho iniziato la storia.
Comandi pessimi, li odio.
A parte questo trovo un sacco di similitudini con Assassin's Creed, anche se è in prima persona e la storia, l'ambientazione e la trama sono totalmente diversi.
Ma il tipo di mappa, la caccia agli animali per costruire equipaggiamento, sbloccare i ripetitori per svelare missioni e aree... tutte cose già viste in AC. Non per niente stiamo sempre parlando di Ubisoft!
Il gioco comunque non mi sembra male, anche se non ci ho giocato ancora molto.
E temo che per un po' verrà abbandonato. Perchè gli Assassini sono tornati.
Più o meno.
Sono sicuramente tornati su PlayStation 4, che non ho. Quindi Assassin's Creed Unity dovrà aspettare e io nel frattempo cerco di non pensarci. Cosa difficile, ma non posso fare altro!
Per consolare noi poveracci che non possono permettersi una console nuova, hanno fatto uscire in contemporanea Assassin's Creed Rogue.
Peccato che non si gioca nei panni di un Assassino, bensì di un Templare.
Ecco.
Dal momento in cui l'hanno annunciato ho deciso che non sarei stata in grado di giocare nei panni di un Templare che uccide Assassini. Oltretutto ci sono di nuovo le battaglie navali come in AC IV.
Non è il gioco per me.
Ma poi la fame di Assassin's Creed ha preso il sopravvento e presa da un'impulso improvviso, sabato scorso l'ho ordinato.
Sorvoliamo sulle varie vicissitudini legate all'acquisto (soldi persi, acquisto fatto due volte, ritardi nella consegna...), il gioco è nelle mie mani da oggi pomeriggio e dopo cena lo inizierò.
Nonostante il terrore che non mi piaccia, nonostante la nausea all'idea di giocare contro il Credo... sono emozionata, così come lo sono ogni volta che inizio un nuovo AC.
Insomma, non vedo l'ora di ritrovare il suo inconfondibile stile, il suo gameplay, le lame celate e tutto il corollario.
Anche nei panni di un Templare.
Sì, ce la posso fare!
Dunque, dopo il platino di GOW Ascension che ho fatto? Ho provato Batman Arkham Asylum, non ricordo nemmeno perchè.
Era un gioco avuto gratis con il PlayStation Plus e non ne sono mai stata convinta, perchè non amo i videogames tratti da film o fumetti o libri.
Ma ho voluto vedere com'era questo gioco e... mi sono ricreduta. Mi sono divertita molto a giocarlo, è fatto molto bene ed è un mix di diversi generi.
Ovviamente è un action, ma ci sono parti più stealth, parti in stile picchiaduro con tanto di combo e persino parti platform.
Ci sono praticamente tutti i personaggi della saga di Batman, in primis Jocker. Mancano il pinguino e due facce.
Ci sono anche diversi collezionabili da trovare e alcuni enigmi da risolvere, non legati alla storia ma legati al completamento al 100% e ai trofei.
Oltre alla storia, c'è un'ampia parte di sfide, suddivise in sfide di combattimento e sfide stealth, in cui bisogna eliminare i nemici senza farsi vedere e rispettando alcuni parametri per guadagnare medaglie. Parte divertente, ma snervante se si punta ai trofei.
I trofei.
Il gioco l'ho finito e non me ne mancano molti al platino. Uno è quello della modalità difficile di gioco, quindi dovrò rigiocarlo tutto una seconda volta, cosa che non mi pesa più di tanto.
I trofei più rognosi sono proprio quelli legati alla modalità sfida. Bisogna infatti prendere tutte e tre le medaglie punteggio, in tutte le sfide presenti, che sono una ventina.
Una cosa lunghissima e a tratti un po' frustrante.
Tolto il buon Cavaliere Oscuro, ho iniziato Far Cry 3. Anche in questo caso non era previsto.
Ma l'amica Iris ne ha parlato bene, sopratutto della parte co-op. Anche questo gioco ce l'ho grazie al PlayStation Plus e il passo è stato breve: giochiamo insieme!
In realtà non abbiamo giocato insieme nemmeno una volta... Ma almeno ho iniziato la storia.
Comandi pessimi, li odio.
A parte questo trovo un sacco di similitudini con Assassin's Creed, anche se è in prima persona e la storia, l'ambientazione e la trama sono totalmente diversi.
Ma il tipo di mappa, la caccia agli animali per costruire equipaggiamento, sbloccare i ripetitori per svelare missioni e aree... tutte cose già viste in AC. Non per niente stiamo sempre parlando di Ubisoft!
Il gioco comunque non mi sembra male, anche se non ci ho giocato ancora molto.
E temo che per un po' verrà abbandonato. Perchè gli Assassini sono tornati.
Più o meno.
Sono sicuramente tornati su PlayStation 4, che non ho. Quindi Assassin's Creed Unity dovrà aspettare e io nel frattempo cerco di non pensarci. Cosa difficile, ma non posso fare altro!
Per consolare noi poveracci che non possono permettersi una console nuova, hanno fatto uscire in contemporanea Assassin's Creed Rogue.
Peccato che non si gioca nei panni di un Assassino, bensì di un Templare.
Ecco.
Dal momento in cui l'hanno annunciato ho deciso che non sarei stata in grado di giocare nei panni di un Templare che uccide Assassini. Oltretutto ci sono di nuovo le battaglie navali come in AC IV.
Non è il gioco per me.
Ma poi la fame di Assassin's Creed ha preso il sopravvento e presa da un'impulso improvviso, sabato scorso l'ho ordinato.
Sorvoliamo sulle varie vicissitudini legate all'acquisto (soldi persi, acquisto fatto due volte, ritardi nella consegna...), il gioco è nelle mie mani da oggi pomeriggio e dopo cena lo inizierò.
Nonostante il terrore che non mi piaccia, nonostante la nausea all'idea di giocare contro il Credo... sono emozionata, così come lo sono ogni volta che inizio un nuovo AC.
Insomma, non vedo l'ora di ritrovare il suo inconfondibile stile, il suo gameplay, le lame celate e tutto il corollario.
Anche nei panni di un Templare.
Sì, ce la posso fare!
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sabato 9 agosto 2014
Un senso alla presunta arte
Torno su Proteus dopo il post di oggi.
Il primo post era dopo una ventina di minuti di gioco, ma questo post arriva dopo un'intera serata, quattro run complete e lista trofei completata al 100%.
Non ho cambiato idea. Resta un gioco brutto da vedere, brutto da sentire e con emozioni zero.
E io sono una persona che si emoziona veramente con poco. Sono in grado di piangere anche per una pubblicità, per una canzone, per una battuta in un telefilm (telefilm anche scemo, magari).
Ma torniamo al gioco.
Gli ho dato una seconda possibilità grazie alla mia mania di completismo. Avere il gioco installato, con un solo trofeo preso (in modo del tutto casuale durante i primi minuti di gioco), mi irritava.
Quindi ho letto la lista trofei, che non svela niente perchè le descrizioni sono una sorta di poesie (vabè).
Per trovare un senso, ho cercato una guida e qualcosa ho trovato, anche se sicuramente non fioccano guide in ogni dove, non essendo un gioco tripla A.
Leggendo quindi le descrizioni per prendere i trofei, ho scoperto qualcosa in più. Qualcosa che ha dato un minimo di senso al mio voler proseguire.
Ho scoperto che l'isola cambia ad ogni partita, ma nonostante questo ci sono alcuni punti di riferimento fissi, presenti sempre anche se posizionati in modo diverso.
Una casa, delle torri, dei totem, un cimitero e un cerchio di pietre in stile Stonehenge. Ovviamente niente di tutto questo consente una minima interazione. Il tutto è lì solo per essere guardato, e non è neanche un bel vedere.
L'unica cosa che permette di interagire è il cerchio di pietre, il quale funge da portale.
Per dove?
Per un'altra stagione.
Il gioco inizia infatti in primavera, la telecamera si apre come un occhio e ci si ritrova davanti l'isola da girare, ovviamente in prima persona. Ma una volta trovato il cerchio di pietre, ci si può posizionare al centro e si viene trasportati di stagione in stagione, fino ad arrivare all'inverno.
Ovviamente cambiano i colori, cambiano i suoni (che restano comunque fastidiosi), cambiano le poche bestioline pixellose che si incontrano. E basta, non cambia nient'altro.
Solo l'autunno ha qualcosa di (totalmente inutile) in più. Di notte infatti andando nei punti di riferimento accadono degli eventi.
Eventi che non svelano niente e che non servono a niente. Giusto ad ottenere un trofeo. DLING!
Di stagione in stagione insomma si arriva all'inverno e ci si accorge subito che il portale al centro del cerchio di pietre non reagisce più.
Che fare quindi?
Beh, si gironzola, ovviamente. Fino a scoprire che dove ci sono fiocchi di neve... si può fluttuare nel cielo.
E fluttuando fluttuando ci si avvicina alla luna... e dopo qualche minuto in cui ci si chiede "e quindi? mi è crashato il gioco forse?", visto che non accade nulla e non ci si può più muovere, la telecamera richiude il suo occhio e il gioco finisce (e dlinga un trofeo, tanto per).
Ok.
Vogliamo trovare un senso a questo girovagare tra i pixel? L'unica cosa che mi viene in mente è il ciclo della vita. Nascita, stagioni della vita fino all'inverno... morte.
Nel caso in cui qualcuno si fosse dimenticato qual è il ciclo della vita. Si sa mai. Meglio avere un gioco pixelloso a ricordacelo.
Ovviamente l'ho già disinstallato dalla mia povera Play.
Sicuramente è stato il 100% più veloce della mia carriera di videogiocatrice!
Il primo post era dopo una ventina di minuti di gioco, ma questo post arriva dopo un'intera serata, quattro run complete e lista trofei completata al 100%.
Non ho cambiato idea. Resta un gioco brutto da vedere, brutto da sentire e con emozioni zero.
E io sono una persona che si emoziona veramente con poco. Sono in grado di piangere anche per una pubblicità, per una canzone, per una battuta in un telefilm (telefilm anche scemo, magari).
Ma torniamo al gioco.
Gli ho dato una seconda possibilità grazie alla mia mania di completismo. Avere il gioco installato, con un solo trofeo preso (in modo del tutto casuale durante i primi minuti di gioco), mi irritava.
Quindi ho letto la lista trofei, che non svela niente perchè le descrizioni sono una sorta di poesie (vabè).
Per trovare un senso, ho cercato una guida e qualcosa ho trovato, anche se sicuramente non fioccano guide in ogni dove, non essendo un gioco tripla A.
Leggendo quindi le descrizioni per prendere i trofei, ho scoperto qualcosa in più. Qualcosa che ha dato un minimo di senso al mio voler proseguire.
Ho scoperto che l'isola cambia ad ogni partita, ma nonostante questo ci sono alcuni punti di riferimento fissi, presenti sempre anche se posizionati in modo diverso.
Una casa, delle torri, dei totem, un cimitero e un cerchio di pietre in stile Stonehenge. Ovviamente niente di tutto questo consente una minima interazione. Il tutto è lì solo per essere guardato, e non è neanche un bel vedere.
L'unica cosa che permette di interagire è il cerchio di pietre, il quale funge da portale.
Per dove?
Per un'altra stagione.
Il gioco inizia infatti in primavera, la telecamera si apre come un occhio e ci si ritrova davanti l'isola da girare, ovviamente in prima persona. Ma una volta trovato il cerchio di pietre, ci si può posizionare al centro e si viene trasportati di stagione in stagione, fino ad arrivare all'inverno.
Ovviamente cambiano i colori, cambiano i suoni (che restano comunque fastidiosi), cambiano le poche bestioline pixellose che si incontrano. E basta, non cambia nient'altro.
Solo l'autunno ha qualcosa di (totalmente inutile) in più. Di notte infatti andando nei punti di riferimento accadono degli eventi.
Eventi che non svelano niente e che non servono a niente. Giusto ad ottenere un trofeo. DLING!
Di stagione in stagione insomma si arriva all'inverno e ci si accorge subito che il portale al centro del cerchio di pietre non reagisce più.
Che fare quindi?
Beh, si gironzola, ovviamente. Fino a scoprire che dove ci sono fiocchi di neve... si può fluttuare nel cielo.
E fluttuando fluttuando ci si avvicina alla luna... e dopo qualche minuto in cui ci si chiede "e quindi? mi è crashato il gioco forse?", visto che non accade nulla e non ci si può più muovere, la telecamera richiude il suo occhio e il gioco finisce (e dlinga un trofeo, tanto per).
Ok.
Vogliamo trovare un senso a questo girovagare tra i pixel? L'unica cosa che mi viene in mente è il ciclo della vita. Nascita, stagioni della vita fino all'inverno... morte.
Nel caso in cui qualcuno si fosse dimenticato qual è il ciclo della vita. Si sa mai. Meglio avere un gioco pixelloso a ricordacelo.
Ovviamente l'ho già disinstallato dalla mia povera Play.
Sicuramente è stato il 100% più veloce della mia carriera di videogiocatrice!
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Trofei
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Torino, Italia
venerdì 20 giugno 2014
Ma che fatica questo West!
Post di lamentela per una povera piccola completista (io), che è obbligata a cacciare trofei anche in partite online.
Lunghe partite online.
Red Dead Redemption è un gioco leggermente avaro di trofei durante la parte di storia. Ma, una volta finita quella, se si ha voglia di girare ancora un po', non è complicato raggiungere il 100% e ottenere tutti i trofei offline.
Cosa che ho fatto ieri sera, quando ho preso proprio l'ultimo!
Ma la bestia nera sono i trofei online. Non tantissimi, ma lunghi e alcuni anche complicati se non si trova qualcuno per boostare.
Detto questo... Forse per ora sarà uno di quei giochi che verranno accantonati, in favore di un gioco nuovo tra tutti quelli che ho da giocare.
Nella stessa situazione di trova anche Assassin's Creed Brotherhood, l'unico AC che non ho platinato, per colpa dei trofei online. E probabilmente resterà non platinato, perchè non c'è più NESSUNO che lo gioca online.
La tristezza...
Lunghe partite online.
Red Dead Redemption è un gioco leggermente avaro di trofei durante la parte di storia. Ma, una volta finita quella, se si ha voglia di girare ancora un po', non è complicato raggiungere il 100% e ottenere tutti i trofei offline.
Cosa che ho fatto ieri sera, quando ho preso proprio l'ultimo!
Ma la bestia nera sono i trofei online. Non tantissimi, ma lunghi e alcuni anche complicati se non si trova qualcuno per boostare.
Detto questo... Forse per ora sarà uno di quei giochi che verranno accantonati, in favore di un gioco nuovo tra tutti quelli che ho da giocare.
Nella stessa situazione di trova anche Assassin's Creed Brotherhood, l'unico AC che non ho platinato, per colpa dei trofei online. E probabilmente resterà non platinato, perchè non c'è più NESSUNO che lo gioca online.
La tristezza...
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Torino, Italia
venerdì 6 giugno 2014
I fantasmi sono tra noi!
Oggi parlerò di un titolo che aspettavo da mesi, incuriosita da lui dal primo sguardo: mi riferisco a Murdered: Soul Suspect, uscito ufficialmente oggi.
Ma io ce l'ho da ieri!
Pre-ordinato il 1 aprile su multiplayer.com, sono stati così cortesi da mandarmelo con un giorno di anticipo e quindi per la prima volta ho trasgredito, rompendo un day one. ah ah ah!
Dunque, alcune critiche da espertoni di settore lo definivano molto semplice e lineare. Dopo averlo giocato, posso anche essere d'accordo. Con la differenza che in questo caso per me non è un difetto.
Per chi non avesse idea di che gioco sia, stiamo parlando di un'avventura investigativa, nei panni di un... morto.
Impersoneremo infatti Ronan, un poliziotto dal passato burrascoso, ucciso dal serial killer sul quale stava indagando. Bloccato in una sorta di limbo tra il mondo dei vivi e quello dei morti, Ronan dovrà risolvere il caso per poter abbandonare definitivamente il mondo reale.
Credo che l'intento degli sviluppatori non fosse nè far paura, nè tantomeno complicare la vita al giocatore con enigmi cervellotici o scontri a fuoco da sparatutto.
Murdered è un gioco molto tranquillo, che punta tutto o quasi sull'atmosfera.
Il mondo reale, visto con gli occhi di Ronan, si riempie infatti di elementi dell'aldilà, frammenti del passato come antiche costruzioni, o anime vaganti, visibili solo ai fantasmi.
E' un gioco che va preso con calma, per godersi gli ambienti e i vari dettagli. Tra gli elementi "irreali", ce ne sono alcuni con i quali Ronan può interagire, svelandoli e scoprendo nuove sfaccettature del passato, della sua stessa storia o di altri personaggi.
La parte investigativa non è niente di complicato. Ci si ritrova in una zona da esplorare, ci viene detto da subito quanti indizi ci sono da trovare e bisogna semplicemente interagire per scoprirli. Un po' come succede nei punta-e-clicca.
Una volta trovati abbastanza indizi, si può provare a dare la soluzione alla domanda specifica che Ronan sta cercando di risolvere. Tentativi infiniti sono a disposizione del giocatore, quindi si può serenamente sbagliare e ritentare, quante volte si vuole.
Ronan è un fantasma quindi, anche se ex-poliziotto, non andrà certo in giro a sparare. Ma potrà sfruttare altri poteri, come il prendere possesso di un vivo per leggergli nel pensiero, o guardare attraverso i suoi occhi. Ronan potrà passare attraverso i muri e prendere possesso di animali per raggiungere zone altrimenti irraggiungibili.
Se ci si dedica solo alla storia principale, il gioco può a lungo andare sembrare ripetitivo. Quindi in giro ci sono decine e decine di collezionabili e piccole side-quest. Potremo ad esempio aiutare altre anime intrappolate come Ronan, permettendo loro di raggiungere la pace nell'aldilà.
Tra il collezionabili ci sono ritagli di giornale e informazioni sul serial killer, oppure una bellissima parte di ricordi della moglie di Ronan, morta anche lei tragicamente qualche anno prima.
A dare invece un tocco di adrenalina ci pensano i demoni.
Ronan infatti non potrà sempre andare a zonzo liberamente ed etereo... perchè tra le anime dei morti si nascondono anche demoni pronti a divorarlo.
In questo caso possiamo sfruttare proprio le anime dei morti per sfuggire ai demoni, oppure sfruttare altri elementi per distrarli e poi attaccarli alle spalle e distruggerli. Niente di particolarmente complicato, ma regalano al gioco un po' di ansia e qualche corsa!
Personalmente penso che gli unici difetti siano: il doppiaggio italiano, non proprio superlativo e a tratti abbastanza piatto; i passanti con cui Ronan può interagire, tra i quali ci sono diversi cloni, che danno risposte sempre uguali.
Insomma, non è un gioco che mi sentirei di consigliare a chi ama gli sparatutto, nè tantomeno a chi si aspetta un gioco horror. Ma se si vuole provare un gioco con una bellissima atmosfera un po' dark e esoterica, un gioco da guardare quasi come un film interattivo, un gioco con una trama forse non così originale ma comunque interessante e coinvolgente, allora Murdered: Soul Suspect è perfetto.
Scorre veloce, non è mai frustrante e permette di passare qualche ora molto piacevole.
Inoltre, per chi come me fosse un completista e appassionato di trofei/obiettivi, Murdered è MOLTO generoso in questo senso.
In una serata di gioco, due o tre ore, ho raccolto il 33% dei trofei, senza fare niente di particolare se non giocare la mia partita senza pensieri, girovagando, raccogliendo, indagando, aiutando e svelando.
Concludo con la foto della mia bella edizione limitata! Comprendente gioco, diario e codice per sbloccare la mappa interattiva:
Ma io ce l'ho da ieri!
Pre-ordinato il 1 aprile su multiplayer.com, sono stati così cortesi da mandarmelo con un giorno di anticipo e quindi per la prima volta ho trasgredito, rompendo un day one. ah ah ah!
Dunque, alcune critiche da espertoni di settore lo definivano molto semplice e lineare. Dopo averlo giocato, posso anche essere d'accordo. Con la differenza che in questo caso per me non è un difetto.
Per chi non avesse idea di che gioco sia, stiamo parlando di un'avventura investigativa, nei panni di un... morto.
Impersoneremo infatti Ronan, un poliziotto dal passato burrascoso, ucciso dal serial killer sul quale stava indagando. Bloccato in una sorta di limbo tra il mondo dei vivi e quello dei morti, Ronan dovrà risolvere il caso per poter abbandonare definitivamente il mondo reale.
Credo che l'intento degli sviluppatori non fosse nè far paura, nè tantomeno complicare la vita al giocatore con enigmi cervellotici o scontri a fuoco da sparatutto.
Murdered è un gioco molto tranquillo, che punta tutto o quasi sull'atmosfera.
Il mondo reale, visto con gli occhi di Ronan, si riempie infatti di elementi dell'aldilà, frammenti del passato come antiche costruzioni, o anime vaganti, visibili solo ai fantasmi.
E' un gioco che va preso con calma, per godersi gli ambienti e i vari dettagli. Tra gli elementi "irreali", ce ne sono alcuni con i quali Ronan può interagire, svelandoli e scoprendo nuove sfaccettature del passato, della sua stessa storia o di altri personaggi.
La parte investigativa non è niente di complicato. Ci si ritrova in una zona da esplorare, ci viene detto da subito quanti indizi ci sono da trovare e bisogna semplicemente interagire per scoprirli. Un po' come succede nei punta-e-clicca.
Una volta trovati abbastanza indizi, si può provare a dare la soluzione alla domanda specifica che Ronan sta cercando di risolvere. Tentativi infiniti sono a disposizione del giocatore, quindi si può serenamente sbagliare e ritentare, quante volte si vuole.
Ronan è un fantasma quindi, anche se ex-poliziotto, non andrà certo in giro a sparare. Ma potrà sfruttare altri poteri, come il prendere possesso di un vivo per leggergli nel pensiero, o guardare attraverso i suoi occhi. Ronan potrà passare attraverso i muri e prendere possesso di animali per raggiungere zone altrimenti irraggiungibili.
Se ci si dedica solo alla storia principale, il gioco può a lungo andare sembrare ripetitivo. Quindi in giro ci sono decine e decine di collezionabili e piccole side-quest. Potremo ad esempio aiutare altre anime intrappolate come Ronan, permettendo loro di raggiungere la pace nell'aldilà.
Tra il collezionabili ci sono ritagli di giornale e informazioni sul serial killer, oppure una bellissima parte di ricordi della moglie di Ronan, morta anche lei tragicamente qualche anno prima.
A dare invece un tocco di adrenalina ci pensano i demoni.
Ronan infatti non potrà sempre andare a zonzo liberamente ed etereo... perchè tra le anime dei morti si nascondono anche demoni pronti a divorarlo.
In questo caso possiamo sfruttare proprio le anime dei morti per sfuggire ai demoni, oppure sfruttare altri elementi per distrarli e poi attaccarli alle spalle e distruggerli. Niente di particolarmente complicato, ma regalano al gioco un po' di ansia e qualche corsa!
Personalmente penso che gli unici difetti siano: il doppiaggio italiano, non proprio superlativo e a tratti abbastanza piatto; i passanti con cui Ronan può interagire, tra i quali ci sono diversi cloni, che danno risposte sempre uguali.
Insomma, non è un gioco che mi sentirei di consigliare a chi ama gli sparatutto, nè tantomeno a chi si aspetta un gioco horror. Ma se si vuole provare un gioco con una bellissima atmosfera un po' dark e esoterica, un gioco da guardare quasi come un film interattivo, un gioco con una trama forse non così originale ma comunque interessante e coinvolgente, allora Murdered: Soul Suspect è perfetto.
Scorre veloce, non è mai frustrante e permette di passare qualche ora molto piacevole.
Inoltre, per chi come me fosse un completista e appassionato di trofei/obiettivi, Murdered è MOLTO generoso in questo senso.
In una serata di gioco, due o tre ore, ho raccolto il 33% dei trofei, senza fare niente di particolare se non giocare la mia partita senza pensieri, girovagando, raccogliendo, indagando, aiutando e svelando.
Concludo con la foto della mia bella edizione limitata! Comprendente gioco, diario e codice per sbloccare la mappa interattiva:
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Punta e clicca,
Ronan O'Connor,
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Torino, Italia
sabato 3 maggio 2014
Oltre il videogioco
Si parla di Beyond: due anime, di Quantic Dreams.
Premesso che Heavy Rain è stato uno dei giochi che più mi hanno fatto desiderare la PlayStation 3 e che, una volta comprata, è stato il mio primo gioco e anche il primo platino.
Premesso anche che ho amato ogni minuto di quel gioco e che resta uno dei miei preferiti in assoluto... l'uscita di un nuovo gioco sviluppato da Quantic Dream, dopo un bel po' di anni da Heavy Rain, non poteva che scatenare il mio entusiasmo.
Trovo che Quantic Dreams sia ad un livello superiore un po' per tutto. Invece di creare semplici videogiochi, realizza storie bellissime e coinvolgenti, con una meccanica unica, praticamente film interattivi dove il giocatore è invitato a compiere le sue scelte, dove non esiste un modo giusto o sbagliato di giocare ma semplicemente un modo personale, dove ogni partita può essere diversa, dove non esiste il gameover, dove si può godere di una grafica superlativa e di una trama coinvolgente e appassionante.
Questo è l'unico confronto che voglio fare tra Heavy Rain e Beyond, perchè altre persone hanno fatto l'errore di aspettarsi un nuovo Heavy Rain e sono rimasti delusi da Beyond.
Sono due giochi totalmente diversi, a partire dal fatto che in Heavy Rain i protagonisti erano più di uno, mentre in Beyond la protagonista è solo e sempre Jodie, accompagnata dall'entità Aiden, legata a lei dalla nascita.
Quindi ovviamente le scelte fatte durante la partita portano a cambiamenti nella storia più limitati rispetto a Heavy Rain, nel quale era anche possibile far morire uno o più personaggi, se si facevano scelte "sbagliate".
In Beyond la storia di Jodie segue comunque un binario predefinito, le tappe della sua vita sono quelle e il giocatore può compiere le sue scelte e modificare la traiettoria di questo binario, per avere sfumature diverse nella storia.
La scelta che davvero cambia totalmente la storia di Jodie è solo quella finale: è possibile infatti decidere quale futuro assegnarle.
Tutto il gioco è stato realizzato sottoforma di ricordi, che vengono proposti al giocatore non in ordine cronologico, quindi ci si può trovare a vivere un frammento di vita in cui Jodie è adulta e in quello dopo ritrovarla bambina.
La cosa non è affatto fastidiosa e non si perde il filo della storia, anche perchè tra un capitolo e l'altro viene mostrata una linea temporale e si può vedere esattamente in quale punto della sua vita si piazza il frammento che si sta per giocare.
Il gameplay è principalmente realizzato sottoforma di qte e il gioco non è praticamente mai frenetico. E' appunto un bellissimo film interattivo, che riesce a commuovere, ad appassionare, a divertire, a far arrabbiare...
Penso che ce ne sia davvero per tutti i gusti, perchè si passa da ricordi più delicati e dolci ad altri più inquietanti, passando da scenari di guerra a deserti sconfinati, laboratori tecnologici o semplici scene di vita quotidiana.
Jodie incontrerà nella sua vita personaggi che la segneranno nel bene e nel male e ognuno di loro lascierà il proprio segno, non solo su di lei, ma anche sul giocatore. Ci si ritroverà a voler fare di più per cambiare il destino di Jodie, a volerla aiutare a trovare il suo posto nel mondo, odiando chi la userà solo per il grande potere portato dal suo legame con l'entità Aiden.
Come ho già detto, graficamente è superlativo, ad un livello nettamente superiore rispetto ad altri videogiochi. Già con Heavy Rain si era notata la superiorità e con questo gioco l'hanno mantenuta. E' un piacere vedere la fluidità dei movimenti, i dettagli dei visi, la precisione del motion capture sfruttato in modo egregio. La bellezza dell'acqua e delle superfici bagnate poi, non ha eguali!
Oltre a questo, una nota positiva è la difficoltà, praticamente inesistente. Se un giocatore non ha voglia di cimentarsi in ragionamenti complicati, sparatorie impossibili, enormi spazi da esplorare... Beyond è perfetto, visto che il suo scopo non è certamente quello di mettere in difficoltà in giocatore!
Non sono delusa da questo gioco, per niente. L'ho seguito appassionatamente e ho sempre fatto le mie scelte con il cuore, a volte pensando a cosa avrebbe davvero fatto Jodie, altre volte cercando di indirizzarla verso una strada che sentivo più mia.
Mi sono lasciata andare a vendette verso chi l'ha trattata male e ho provato a farle vivere momenti felici, anche se in quel momento non era quello che avrei scelto per me stessa.
Anche nel finale, ho scelto immaginandomi cosa lei avrebbe voluto, anche se per me stessa avrei fatto un'altra scelta.
Insomma, da bambina amavo i libro-game e le "storie a bivi" che trovavo su Topolino, perchè il destino è una cosa che mi ha sempre affascinato e sentire nelle mani quel piccolo potere di poter trasformare una storia a mio piacimento, mi entusiasma.
E Quantic Dream mi regala proprio questo potere e io li adoro e continuerò ad aspettare con ansia i loro lavori, anche se il buon David Cage dichiara che per raccontare le sue storie ci mette tutto il tempo che ci va. In pratica non si lascia pressare dal mercato e questo gli rende onore.
Ogni volta che leggo una sua intervista o dichiarazione, vorrei abbracciarlo!
Ha dichiarato che la maggior parte dei videogames segue una logica "bane contro male" in cui il giocatore è invitato a proseguire grazie alla propria forza, ma il suo pensiero è che questa sia una visione limitata e che i videogames possano raccontare molto di più, ed è proprio quello che vuole fare lui. Raccontare una storia e lasciare che il giocatore ne venga immerso.
Un'altra sua dichiarazione che ho adorato è quella contro il concetto di gameover: "E' come creare un ciclo artificiale dicendo 'Non hai giocato la partita nel modo in cui volevo che tu la giocassi, quindi adesso sei punito e stai per ritornare indietro a rigiocarla di nuovo fino a quando non farai ciò che io voglio tu faccia'."
Un grande.
In sostanza e in conclusione... Beyond finito in tre giorni la prima volta, finito in due giorni la seconda volta e adesso continuo a giocare con la scusa dei trofei, così continuo a vedere sfumature diverse nella trama, piccole variazioni, destini alternativi...
Quando ho finito la prima run, mi sono commossa alla rivelazione su Aiden... e così con questo ho raggiunto i tre giochi consecutivi che mi hanno commossa nel finale!
Sono troppo sensibile. Basta! Credo di aver bisogno di intervallare con un gioco senza gran trama, solo spara/ammazza/distruggi!!
Visto che li ho nominati, vogliamo parlare di trofei e di platino? Facilissimo da platinare, potrebbe farlo anche un giocatore casual, se solo avesse voglia di vedere i vari finali alternativi rigiocando alcuni capitoli.
Potrebbe superare Prince of Persia 2008 e diventare il gioco che ho platinato più velocemente. Vedremo! Adesso vado appunto a caccia degli ultimi trofei... e intanto lascio qui la foto del mio bel Beyond, comprato nuovo su Amazon spendendo la ridicola cifra di circa 3 euro, grazie ad un credito caduto proprio a fagiolo!
Premesso che Heavy Rain è stato uno dei giochi che più mi hanno fatto desiderare la PlayStation 3 e che, una volta comprata, è stato il mio primo gioco e anche il primo platino.
Premesso anche che ho amato ogni minuto di quel gioco e che resta uno dei miei preferiti in assoluto... l'uscita di un nuovo gioco sviluppato da Quantic Dream, dopo un bel po' di anni da Heavy Rain, non poteva che scatenare il mio entusiasmo.
Trovo che Quantic Dreams sia ad un livello superiore un po' per tutto. Invece di creare semplici videogiochi, realizza storie bellissime e coinvolgenti, con una meccanica unica, praticamente film interattivi dove il giocatore è invitato a compiere le sue scelte, dove non esiste un modo giusto o sbagliato di giocare ma semplicemente un modo personale, dove ogni partita può essere diversa, dove non esiste il gameover, dove si può godere di una grafica superlativa e di una trama coinvolgente e appassionante.
Questo è l'unico confronto che voglio fare tra Heavy Rain e Beyond, perchè altre persone hanno fatto l'errore di aspettarsi un nuovo Heavy Rain e sono rimasti delusi da Beyond.
Sono due giochi totalmente diversi, a partire dal fatto che in Heavy Rain i protagonisti erano più di uno, mentre in Beyond la protagonista è solo e sempre Jodie, accompagnata dall'entità Aiden, legata a lei dalla nascita.
Quindi ovviamente le scelte fatte durante la partita portano a cambiamenti nella storia più limitati rispetto a Heavy Rain, nel quale era anche possibile far morire uno o più personaggi, se si facevano scelte "sbagliate".
In Beyond la storia di Jodie segue comunque un binario predefinito, le tappe della sua vita sono quelle e il giocatore può compiere le sue scelte e modificare la traiettoria di questo binario, per avere sfumature diverse nella storia.
La scelta che davvero cambia totalmente la storia di Jodie è solo quella finale: è possibile infatti decidere quale futuro assegnarle.
Tutto il gioco è stato realizzato sottoforma di ricordi, che vengono proposti al giocatore non in ordine cronologico, quindi ci si può trovare a vivere un frammento di vita in cui Jodie è adulta e in quello dopo ritrovarla bambina.
La cosa non è affatto fastidiosa e non si perde il filo della storia, anche perchè tra un capitolo e l'altro viene mostrata una linea temporale e si può vedere esattamente in quale punto della sua vita si piazza il frammento che si sta per giocare.
Il gameplay è principalmente realizzato sottoforma di qte e il gioco non è praticamente mai frenetico. E' appunto un bellissimo film interattivo, che riesce a commuovere, ad appassionare, a divertire, a far arrabbiare...
Penso che ce ne sia davvero per tutti i gusti, perchè si passa da ricordi più delicati e dolci ad altri più inquietanti, passando da scenari di guerra a deserti sconfinati, laboratori tecnologici o semplici scene di vita quotidiana.
Jodie incontrerà nella sua vita personaggi che la segneranno nel bene e nel male e ognuno di loro lascierà il proprio segno, non solo su di lei, ma anche sul giocatore. Ci si ritroverà a voler fare di più per cambiare il destino di Jodie, a volerla aiutare a trovare il suo posto nel mondo, odiando chi la userà solo per il grande potere portato dal suo legame con l'entità Aiden.
Come ho già detto, graficamente è superlativo, ad un livello nettamente superiore rispetto ad altri videogiochi. Già con Heavy Rain si era notata la superiorità e con questo gioco l'hanno mantenuta. E' un piacere vedere la fluidità dei movimenti, i dettagli dei visi, la precisione del motion capture sfruttato in modo egregio. La bellezza dell'acqua e delle superfici bagnate poi, non ha eguali!
Oltre a questo, una nota positiva è la difficoltà, praticamente inesistente. Se un giocatore non ha voglia di cimentarsi in ragionamenti complicati, sparatorie impossibili, enormi spazi da esplorare... Beyond è perfetto, visto che il suo scopo non è certamente quello di mettere in difficoltà in giocatore!
Non sono delusa da questo gioco, per niente. L'ho seguito appassionatamente e ho sempre fatto le mie scelte con il cuore, a volte pensando a cosa avrebbe davvero fatto Jodie, altre volte cercando di indirizzarla verso una strada che sentivo più mia.
Mi sono lasciata andare a vendette verso chi l'ha trattata male e ho provato a farle vivere momenti felici, anche se in quel momento non era quello che avrei scelto per me stessa.
Anche nel finale, ho scelto immaginandomi cosa lei avrebbe voluto, anche se per me stessa avrei fatto un'altra scelta.
Insomma, da bambina amavo i libro-game e le "storie a bivi" che trovavo su Topolino, perchè il destino è una cosa che mi ha sempre affascinato e sentire nelle mani quel piccolo potere di poter trasformare una storia a mio piacimento, mi entusiasma.
E Quantic Dream mi regala proprio questo potere e io li adoro e continuerò ad aspettare con ansia i loro lavori, anche se il buon David Cage dichiara che per raccontare le sue storie ci mette tutto il tempo che ci va. In pratica non si lascia pressare dal mercato e questo gli rende onore.
Ogni volta che leggo una sua intervista o dichiarazione, vorrei abbracciarlo!
Ha dichiarato che la maggior parte dei videogames segue una logica "bane contro male" in cui il giocatore è invitato a proseguire grazie alla propria forza, ma il suo pensiero è che questa sia una visione limitata e che i videogames possano raccontare molto di più, ed è proprio quello che vuole fare lui. Raccontare una storia e lasciare che il giocatore ne venga immerso.
Un'altra sua dichiarazione che ho adorato è quella contro il concetto di gameover: "E' come creare un ciclo artificiale dicendo 'Non hai giocato la partita nel modo in cui volevo che tu la giocassi, quindi adesso sei punito e stai per ritornare indietro a rigiocarla di nuovo fino a quando non farai ciò che io voglio tu faccia'."
Un grande.
In sostanza e in conclusione... Beyond finito in tre giorni la prima volta, finito in due giorni la seconda volta e adesso continuo a giocare con la scusa dei trofei, così continuo a vedere sfumature diverse nella trama, piccole variazioni, destini alternativi...
Quando ho finito la prima run, mi sono commossa alla rivelazione su Aiden... e così con questo ho raggiunto i tre giochi consecutivi che mi hanno commossa nel finale!
Sono troppo sensibile. Basta! Credo di aver bisogno di intervallare con un gioco senza gran trama, solo spara/ammazza/distruggi!!
Visto che li ho nominati, vogliamo parlare di trofei e di platino? Facilissimo da platinare, potrebbe farlo anche un giocatore casual, se solo avesse voglia di vedere i vari finali alternativi rigiocando alcuni capitoli.
Potrebbe superare Prince of Persia 2008 e diventare il gioco che ho platinato più velocemente. Vedremo! Adesso vado appunto a caccia degli ultimi trofei... e intanto lascio qui la foto del mio bel Beyond, comprato nuovo su Amazon spendendo la ridicola cifra di circa 3 euro, grazie ad un credito caduto proprio a fagiolo!
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giovedì 24 aprile 2014
Il fascino del retrogaming
Quante volte l'ho detto che sono videogiocatrice da decine di anni? Tante.
Eppure ho avuto i miei periodi di pausa, non voluta, ma necessaria per diversi motivi: personali, di soldi, di lavoro... periodi in cui giocavo a quel poco che avevo, senza comprare niente di nuovo.
Uno di questi periodi mi ha portato a saltare completamente alcune serie importanti: una su tutte quella di Metal Gear.
Mi prestarono il primo Metal Gear Solid per PlayStation l'anno in cui uscì, nel 1998. Come al solito lo giocai con il mio fidanzato dell'epoca... e ce ne innamorammo tutti e due.
Tra il primo e il secondo però ci fu uno di quei periodi di cui accennavo e quindi la mia esperienza con Snake e soci si fermò lì. Negli anni successivi non mi interessai più di tanto alle uscite della serie, perchè ormai l'avevo accantonata in attesa di tempi migliori.
E arriviamo ad oggi.
Sono usciti un sacco di capitoli della serie, capitoli dei quali so poco o niente, proprio perchè negli anni ho preferito non leggere più di tanto, in attesa di poterli finalmente giocare tutti.
L'occasione perfetta si è presentata con l'uscita della HD Collection su PlayStation 3. Ma in questa collection manca proprio il capitolo del 1998, un buco che mi infastidiva non poco!
Buco al quale hanno rimediato lo scorso anno, con l'uscita della Legacy Collection, ossia la raccolta di tutta la serie completa!
Inutile dire che la mossa più sensata per me è stata vendere la HD Collection in favore della bellissima Legacy!
E veniamo quindi al mio re-incontro con Metal Gear...
Una delle cose che non sapevo è che i vari capitoli non sono assolutamente usciti in ordine cronologico. Quindi che fare? Giocarli in ordine di uscita... o giocarli in ordine cronologico?
Considerando che non ho nemmeno avuto l'onore di conoscere Big Boss e complice la mia "braccia sinistra" del forum appassionata della serie che mi ha dato qualche dritta... ho deciso di seguire la linea cronologica, iniziando quindi da MGS 3 Snake Eater.
Che dire. Il primo impatto è stato: aiuto!
Nonostante l'esperienza da videogiocatrice, devo confessare che i giochi "moderni" mi hanno fatto impigrire non poco. Mi ero resa conto da tempo che i giochi sono sempre più facili, ma non mi ero resa conto di quanto mi fossi abituata alla nuova strada facilitata. Mappe, freccine, tutorial, mirini, checkpoint... e chi più nè ha, più ne metta.
Tornare ad un gioco di fine anni '90 senza tutti questi aiuti, è stato ostico per le prime ore di gioco. Principalmente per il sistema di puntamento, praticamente inesistente in questo MGS.
Ma proseguendo, dopo due/tre ore di gioco, tutto torna a quadrare e non si fa più caso alle "mancanze". Anzi, ci si rende conto di quanto fossero belli e difficili i giochi di un tempo.
Dal punto di vista "stealth" pensavo che MGS fosse più simile al primo Splinter Cell, mentre invece mi sono resa conto che SC in realtà è molto più stealth. Tutto SC è basato sull'approccio silenzioso e alcune parti non si possono proprio completare se si uccide qualcuno o si fa scattare un allarme.
Questo MGS3 invece è giocabile in modalità stealth, ma non è obbligatoria. Si può tranquillamente procedere ammazzando tutti, volendo. Si possono far scattare gli allarmi e poi nascondersi finchè torna la calma. Quindi da quel punto di vista ho trovato più curato SC.
Dal punto di vista della trama invece non ci sono paragoni. Pur essendo due giochi sullo stesso stile e sullo stesso filone "fantapolitico", MGS come trama e personaggi lascia indietro senza problemi il primo SC. Per quanto Sam Fisher da solo sia un gran personaggio, in MGS ogni personaggio ha la sua particolarità e profondità ed è impossibile non appassionarsi a Naked Snake, futuro Big Boss.
La trama è avvincente, plausibile ma anche assurda per i vari poteri dei Cobra (chi si ricopre di api, chi manipola il fuoco, chi l'elettricità...) e a tratti anche divertente e comica per alcuni dialoghi e situazioni (a tal proposito, arriveranno un paio di post con "frasi del giorno").
Ho ritrovato il bello dei giochi old-style, ossia i boss di fine livello. E' una cosa che è stata completamente tolta, praticamente in tutti i giochi, e trovo che invece fosse una delle cose che rendono appassionanti i giochi.
Si segue la storia, si sconfiggono nemici minori... e si sa che più avanti ci sarà lo scontro ostico, passato il quale ti senti orgoglioso come non mai e riprendi per la tua strada con rinnovato entusiasmo.
MGS3 ne ha almeno 6 di boss (5 dei quali mi sono già lasciata alle spalle) e ad ogni vittoria mi sembrava di aver fatto chissà che impresa epica! Sopratutto quello di ieri sera, il buon Volgin che si ripropone dopo il primo faticosissimo scontro in una nuova veste... diventando di fatto DUE boss al prezzo di uno. Sono andata a dormire alle 2.30 perchè non ce la facevo a spegnere lasciando lo scontro aperto, dovevo ad ogni costo chiudere con una vittoria!
E questo nei giochi moderni non esiste praticamente più, peccato.
Una pecca la vogliamo trovare? I comandi e la risposta di Snake ai comandi. A volte è proprio una pena...
Adesso mi aspetta il weekend lungo del 25 aprile e sicuramente terminerò la mia avventura. Lo righiocherò quasi sicuramente una seconda volta, perchè ho dato un'occhiata alla lista trofei e non c'è niente di particolamente complicato, tolto il non uccidere nessuno per tutto il gioco, cosa che in alcuni punti può diventare complicata. Ma non è la prima volta che incontro un trofeo di questo genere, quindi non mi fa paura!
Dimenticavo... la mia Legacy Collection!
Eppure ho avuto i miei periodi di pausa, non voluta, ma necessaria per diversi motivi: personali, di soldi, di lavoro... periodi in cui giocavo a quel poco che avevo, senza comprare niente di nuovo.
Uno di questi periodi mi ha portato a saltare completamente alcune serie importanti: una su tutte quella di Metal Gear.
Mi prestarono il primo Metal Gear Solid per PlayStation l'anno in cui uscì, nel 1998. Come al solito lo giocai con il mio fidanzato dell'epoca... e ce ne innamorammo tutti e due.
Tra il primo e il secondo però ci fu uno di quei periodi di cui accennavo e quindi la mia esperienza con Snake e soci si fermò lì. Negli anni successivi non mi interessai più di tanto alle uscite della serie, perchè ormai l'avevo accantonata in attesa di tempi migliori.
E arriviamo ad oggi.
Sono usciti un sacco di capitoli della serie, capitoli dei quali so poco o niente, proprio perchè negli anni ho preferito non leggere più di tanto, in attesa di poterli finalmente giocare tutti.
L'occasione perfetta si è presentata con l'uscita della HD Collection su PlayStation 3. Ma in questa collection manca proprio il capitolo del 1998, un buco che mi infastidiva non poco!
Buco al quale hanno rimediato lo scorso anno, con l'uscita della Legacy Collection, ossia la raccolta di tutta la serie completa!
Inutile dire che la mossa più sensata per me è stata vendere la HD Collection in favore della bellissima Legacy!
E veniamo quindi al mio re-incontro con Metal Gear...
Una delle cose che non sapevo è che i vari capitoli non sono assolutamente usciti in ordine cronologico. Quindi che fare? Giocarli in ordine di uscita... o giocarli in ordine cronologico?
Considerando che non ho nemmeno avuto l'onore di conoscere Big Boss e complice la mia "braccia sinistra" del forum appassionata della serie che mi ha dato qualche dritta... ho deciso di seguire la linea cronologica, iniziando quindi da MGS 3 Snake Eater.
Che dire. Il primo impatto è stato: aiuto!
Nonostante l'esperienza da videogiocatrice, devo confessare che i giochi "moderni" mi hanno fatto impigrire non poco. Mi ero resa conto da tempo che i giochi sono sempre più facili, ma non mi ero resa conto di quanto mi fossi abituata alla nuova strada facilitata. Mappe, freccine, tutorial, mirini, checkpoint... e chi più nè ha, più ne metta.
Tornare ad un gioco di fine anni '90 senza tutti questi aiuti, è stato ostico per le prime ore di gioco. Principalmente per il sistema di puntamento, praticamente inesistente in questo MGS.
Ma proseguendo, dopo due/tre ore di gioco, tutto torna a quadrare e non si fa più caso alle "mancanze". Anzi, ci si rende conto di quanto fossero belli e difficili i giochi di un tempo.
Dal punto di vista "stealth" pensavo che MGS fosse più simile al primo Splinter Cell, mentre invece mi sono resa conto che SC in realtà è molto più stealth. Tutto SC è basato sull'approccio silenzioso e alcune parti non si possono proprio completare se si uccide qualcuno o si fa scattare un allarme.
Questo MGS3 invece è giocabile in modalità stealth, ma non è obbligatoria. Si può tranquillamente procedere ammazzando tutti, volendo. Si possono far scattare gli allarmi e poi nascondersi finchè torna la calma. Quindi da quel punto di vista ho trovato più curato SC.
Dal punto di vista della trama invece non ci sono paragoni. Pur essendo due giochi sullo stesso stile e sullo stesso filone "fantapolitico", MGS come trama e personaggi lascia indietro senza problemi il primo SC. Per quanto Sam Fisher da solo sia un gran personaggio, in MGS ogni personaggio ha la sua particolarità e profondità ed è impossibile non appassionarsi a Naked Snake, futuro Big Boss.
La trama è avvincente, plausibile ma anche assurda per i vari poteri dei Cobra (chi si ricopre di api, chi manipola il fuoco, chi l'elettricità...) e a tratti anche divertente e comica per alcuni dialoghi e situazioni (a tal proposito, arriveranno un paio di post con "frasi del giorno").
Ho ritrovato il bello dei giochi old-style, ossia i boss di fine livello. E' una cosa che è stata completamente tolta, praticamente in tutti i giochi, e trovo che invece fosse una delle cose che rendono appassionanti i giochi.
Si segue la storia, si sconfiggono nemici minori... e si sa che più avanti ci sarà lo scontro ostico, passato il quale ti senti orgoglioso come non mai e riprendi per la tua strada con rinnovato entusiasmo.
MGS3 ne ha almeno 6 di boss (5 dei quali mi sono già lasciata alle spalle) e ad ogni vittoria mi sembrava di aver fatto chissà che impresa epica! Sopratutto quello di ieri sera, il buon Volgin che si ripropone dopo il primo faticosissimo scontro in una nuova veste... diventando di fatto DUE boss al prezzo di uno. Sono andata a dormire alle 2.30 perchè non ce la facevo a spegnere lasciando lo scontro aperto, dovevo ad ogni costo chiudere con una vittoria!
E questo nei giochi moderni non esiste praticamente più, peccato.
Una pecca la vogliamo trovare? I comandi e la risposta di Snake ai comandi. A volte è proprio una pena...
Adesso mi aspetta il weekend lungo del 25 aprile e sicuramente terminerò la mia avventura. Lo righiocherò quasi sicuramente una seconda volta, perchè ho dato un'occhiata alla lista trofei e non c'è niente di particolamente complicato, tolto il non uccidere nessuno per tutto il gioco, cosa che in alcuni punti può diventare complicata. Ma non è la prima volta che incontro un trofeo di questo genere, quindi non mi fa paura!
Dimenticavo... la mia Legacy Collection!
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lunedì 7 aprile 2014
Platino, emozioni, ritorni
Platino: si parla di Dishonored.
Non ho cambiato la mia opinione, credo che sia un gioco sopravvalutato, che non meritasse il titolo di gioco dell'anno e che mi aspettavo di più.
Non è assolutamente un brutto gioco e l'ho comunque giocato volentieri, ma lungi da me definirlo un capolavoro.
Però l'ho platinato, perchè i trofei erano molto facili e per prenderne alcuni ho dovuto rigiocarlo completamente in modalità stealth, senza uccidere nessuno e senza far scattare allarmi o essere scoperta. Rigiocarlo in quella modalità mi ha fatto piacere, perchè l'avventura è stata completamente diversa e ne valeva la pena.
Ci sono dei DLC, ma non ho alcuna voglia di prenderli, almeno per ora.
Platinato Dishonored, mi sono presa una pausa dai giochi frenetici e violenti, per dedicarmi al piccolo Brothers: a tale of two sons.
Gioco che ho scoperto per caso, che ho subito desiderato e che ho avuto gratis con il plus.
Bellissimo gioco. Molto corto, si finisce in 3 ore circa + una trentina di minuti se si vogliono tutti i trofei per il 100%.
Ma davvero bello e particolare. Con i due stick e con i tasti L1/R1 si comandano i due fratelli, in un'avventura attraverso bellissimi paesaggi, in cerca di una radice per curare il padre malato. L'avventura si sviluppa tra puzzle da risolvere (niente di particolarmente difficoltoso), amicizia, lealtà, crescita e momenti emozionanti.
Il perché non sia un gioco in co-op e il perché della particolarità di guidare contemporaneamente i due personaggi, si capisce sempre di più con il proseguire dalla storia. I due fratelli creano un legame speciale e il fatto di guidarli insieme rende questo legame tangibile al giocatore.
Completato al 100% Brothers, è arrivata l'ora di tornare a The last of us.
Voglio provare almeno a prendere gli ultimi trofei offline, perchè mi fa ancora piacere giocarci e ripetere la storia ancora una volta.
Non sento alcun interesse per la parte online invece, perchè trovo che in un gioco come questo sia davvero superflua. E i trofei online sono eterni, quindi non è detto che io abbia voglia di cimentermi per l'agognato platino.
Forse farà la fine del platino di Assassin's Creed Brotherhood, che ho accantonato perchè ero stufa del multiplayer.
Ho troppe cose interessanti che aspettano di essere giocate, per perdere tempo a giocare online controvoglia!
Non ho cambiato la mia opinione, credo che sia un gioco sopravvalutato, che non meritasse il titolo di gioco dell'anno e che mi aspettavo di più.
Non è assolutamente un brutto gioco e l'ho comunque giocato volentieri, ma lungi da me definirlo un capolavoro.
Però l'ho platinato, perchè i trofei erano molto facili e per prenderne alcuni ho dovuto rigiocarlo completamente in modalità stealth, senza uccidere nessuno e senza far scattare allarmi o essere scoperta. Rigiocarlo in quella modalità mi ha fatto piacere, perchè l'avventura è stata completamente diversa e ne valeva la pena.
Ci sono dei DLC, ma non ho alcuna voglia di prenderli, almeno per ora.
Platinato Dishonored, mi sono presa una pausa dai giochi frenetici e violenti, per dedicarmi al piccolo Brothers: a tale of two sons.
Gioco che ho scoperto per caso, che ho subito desiderato e che ho avuto gratis con il plus.
Bellissimo gioco. Molto corto, si finisce in 3 ore circa + una trentina di minuti se si vogliono tutti i trofei per il 100%.
Ma davvero bello e particolare. Con i due stick e con i tasti L1/R1 si comandano i due fratelli, in un'avventura attraverso bellissimi paesaggi, in cerca di una radice per curare il padre malato. L'avventura si sviluppa tra puzzle da risolvere (niente di particolarmente difficoltoso), amicizia, lealtà, crescita e momenti emozionanti.
Il perché non sia un gioco in co-op e il perché della particolarità di guidare contemporaneamente i due personaggi, si capisce sempre di più con il proseguire dalla storia. I due fratelli creano un legame speciale e il fatto di guidarli insieme rende questo legame tangibile al giocatore.
Completato al 100% Brothers, è arrivata l'ora di tornare a The last of us.
Voglio provare almeno a prendere gli ultimi trofei offline, perchè mi fa ancora piacere giocarci e ripetere la storia ancora una volta.
Non sento alcun interesse per la parte online invece, perchè trovo che in un gioco come questo sia davvero superflua. E i trofei online sono eterni, quindi non è detto che io abbia voglia di cimentermi per l'agognato platino.
Forse farà la fine del platino di Assassin's Creed Brotherhood, che ho accantonato perchè ero stufa del multiplayer.
Ho troppe cose interessanti che aspettano di essere giocate, per perdere tempo a giocare online controvoglia!
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Torino, Italia
martedì 4 marzo 2014
Il gioco dell'anno
Già da diversi giorni ho iniziato e finito due volte il gioco che ha vinto una miriade di premi nell'ultimo anno: The last of us.
Avevo addocchiato questo gioco due anni fa, quando giravano pochissime informazioni e una manciata di immagini. Saltava già all'occhio la cura per la grafica e i dettagli e si intuiva che si trattava di un gioco orientato verso l'avventura, il survival e forse anche l'horror.
Con il passare del tempo sono iniziate ad arrivare altre immagini, altri articoli e ogni volta se ne parlava come di un gioco bellissimo. Fino ad arrivare alle vere e proprie anteprime e recensioni sul gioco provato: voti unanimi altissimi.
Dopo i voti sono arrivati i premi in tutto il mondo: questo gioco ha falciato tutti gli altri titoli, anche di alta qualità.
E finalmente al mio compleanno è arrivato anche nelle mie mani!
C'è tanto da dire su questo gioco, ma si riassume tutto in una parola: perfetto.
Innanzitutto partiamo dalla classificazione: non si può propriamente considerare un horror, perchè non fa paura e non fa saltare dalla sedia. E' un survival, questo sicuramente sì. Un gioco d'avventura survival.
Come è noto, il gioco si sviluppa da un'epidemia che ha colpito gran parte del genere umano. Dopo vent'anni dal primo contagio, i sopravvissuti si ritrovano a tirare avanti in un mondo distrutto e controllato dai militari in zone di quarantena, mentre al di fuori di queste "oasi" vivono ancora numerosi infetti, pronti a sbranare chiunque gli si pari davanti. Ma forse i nemici più pericolosi non sono gli infetti...
I protagonisti sono Joel e Ellie. Un uomo e una ragazzina, uniti inizialmente solo dal caso. Il giocatore accompagnerà questa coppia in un lungo viaggio attraverso l'America, tra città in rovina dove la natura si sta riprendendo il suo spazio, aree abitate da umani non infetti ma ancora più pericolosi delle creature e zone totalmente disabitate.
Gli sviluppatori hanno fatto un lavoro meraviglioso con la caratterizzazione dei personaggi, sopratutto per quanto riguarda i due protagonisti.
Joel è entrato dritto dritto nella mia lista di personaggi preferiti. E' un uomo introverso e taciturno, con un passato tragico e un futuro di cui sembra non preoccuparsi più di tanto. Sembra chiuso in se stesso, ma è forte e premuroso, un cuore d'oro che tenta di nasconderlo sotto una corazza che, in fin dei conti, non sarà così difficile da scalfire. Saggio, coraggioso e pronto a rischiare la propria vita per difendere chi ama.
Ellie da parte sua è deliziosa. E' una quattordicenne con le palle, anche lei coraggiosa ma con una gran paura di restare sola. Regala al gioco una leggerezza e una spensieratezza che servono a dare un livello superiore ad un gioco che, in quanto survival post-apocalittico, rischierebbe di essere il solito polpettone "uccidi il mostro, cerca le munizioni, vai avanti".
Invece buona parte della bellezza di questo gioco sono proprio nel rapporto e nei dialoghi tra Ellie e Joel, a volte totalmente slegati dalla storia principale.
The last of us diventa ancora più bello se giocato con calma, ascoltando, guardandosi intorno, girando e lasciando ad Ellie e Joel il tempo di sviluppare dialoghi facoltativi che non servono a nulla in termini di completamento del gioco, ma regalano momenti dolci, divertenti o commoventi, che contribuiscono a dare spessore a tutta la storia.
Il rapporto tra Joel e Ellie va assaporato dall'inizio alla fine. Non voglio nemmeno spoilerare (come faccio di solito, essendo questo un blog personale e non un sito di recensioni!) perchè spero che qualcuno dei miei amici giocatori si lasci conquistare e decida di giocarlo.
In alcune fasi Joel e Ellie saranno affiancati da altri personaggi secondari, e anche questi sono tutti caratterizzati ottimamente, ognuno con una storia personale, un carattere ben delineato e caratteristiche specifiche.
Tutti i personaggi sono realizzati benissimo anche dal punto di vista grafico, sono espressivi e realistici, cosa che rende il gioco ancora più immersivo.
Ovviamente il gioco è principalmente un'avventura, ma bilanciata in modo egregio. Si passa da momenti di esplorazione a scontri a fuoco concitati, ma anche la parte più dinamica si può scegliere di giocarla con più tranquillità.
Si può infatti decidere di sparare all'impazzata, oppure di agire in modo aggressivo in scontri corpo a corpo o, meglio ancora, scegliere l'approccio stealth, sfruttando l'ambiente circostante e muovendosi silenziosamente e con attenzione.
Scegliendo l'approccio stealth scompare del tutto anche la minima parte horror del gioco. Gli infetti non sono in grado di accorgersi di Joel se questo arriva loro alle spalle, mentre i nemici umani... sono appunto umani, quindi non c'è pericolo di venire spaventati da loro. Al massimo sono più aggressivi e riempiono il giocatore di piombo, ma in quanto a paura... non esiste.
Se il giocatore non è interessato a trofei e quant'altro, per una volta mi sentirei di consigliare di giocarlo alla modalità più facile disponibile, proprio per godere dell'esperienza di gioco, per assaporare la storia e i dialoghi, senza lasciarsi frustrare troppo dagli scontri con i nemici. Scontri che, comunque, non sono così difficili nemmeno in modalità "Sopravvissuto", la più alta disponibile.
Oltre a tutto questo, "The last of us" è BELLO. Bello da vedere, bello da esplorare.
Sono realizzati ottimamente gli interni, dettagliati nei minimi particolari, studiati per dare una continua sensazione di abbandono, di solitudine, di desolazione... ma anche di pace.
Sono realizzati magnificamente gli esterni. Siamo davanti ad un ambiente post-apocalittico, ma tutto quello che salta agli occhi non è un ambiente cupo e opprimente come ci si potrebbe aspettare. Nient'affatto.
C'è tanto sole, c'è tanta natura, tanto verde. Ci sono orizzonti lontani da raggiungere, ci sono città piene di grattacieli feriti da esplorare. La parola che mi viene in mente è "ampio", che sembra quasi stonare con un survival. Certo ci sono alcuni momenti in zone un po' più chiuse, scure e opprimenti, ma sono pochi e non molto lunghi.
Quando si esplora un edificio, non si gira in stanze paurose ma si esplorano grandi sale luminose, dove ovviamente tutto è in disordine e in rovina. La sensazione che si prova però non è di ansia, ma semplicemente di tristezza e malinconia... per le famiglie che abitavano quelle case, per gli impiegati che occupavano quegli uffici. Ci si ritrova davanti a camerette colarate di bambini, negozi di giocattoli o di dischi, officine... Tutto abbandonato, senza che si sappia dove sono finite le persone che rendevano vivi quegli ambienti.
Personalmente mi è venuta voglia di sapere di più e mi ritrovavo a gironzolare, a guardare le pareti con i quadri e i poster, gli scaffali e i salotti, cercando documenti da leggere (ci sono moltissime pagine collezionabili, che aggiungono ancora più profondità alla storia, se ci si prende un minuto per leggerle) e guardando gli oggetti di uso quotidiano lasciati lì, come se i proprietari fossero solo andati via per una vacanza.
Altre menzioni vanno sicuramente al doppiaggio e alla longevità.
Il doppiaggio è semplicemente perfetto. I doppiatori, sopratutto quello di Joel (Lorenzo Scattorin), hanno dato ulteriore realismo ai personaggi e di conseguenza alla storia.
Per quanto riguarda la longevità, considerando che ultimamente bastano una decina di ore per completare un gioco, The last of us si può considerare lungo. Io personalmente l'ho completato la prima volta in 16 ore. Trascorse in un lampo, visto quanto è immersivo il gioco.
Ho altro da aggiugnere?
Probabilmente molto, perchè questo gioco è riuscito a commuovermi, a farmi ridere, a farmi sudare in alcuni scontri (in modalità Sopravvissuto), a farmi stupire per alcune evoluzioni nella trama, a farmi affezionare e appassionare.
L'unica cosa che posso dire è che consiglio questo gioco a chiunque. Perchè è completo, realizzato benissimo, pieno di pathos. Da avere, senza nemmeno pensarci su troppo!
Per parlare di me... come ho già detto ho finito il gioco già due volte, in modalità Normale.
Ovviamente è inutile dire che sto andando a caccia del platino, quindi tramite la selezione dei capitoli l'ho giocato quasi tutto una terza volta, per recuperare i collezionabili mancanti e per recuperare un alto paio di trofei sperduti.
Fatto questo, l'ho ricominciato ancora una volta, appunto in modalità Sopravvissuto. Modalità nella quale non si trovano praticamente munizioni, quindi è bene allenarsi a giocare in modo molto molto stealth, altrimenti non se ne viene fuori!
Come platino è LUNGO, sia perchè i trofei sono tutti legati ai collezionabili e alle varie difficoltà di gioco, sia perchè ci sono quattro trofei multiplayer che richiedono molte ore di gioco.
La parte multiplayer per ora l'ho totalmente ignorata.
Un ultimo appunto va al DLC "Left behind", uscito da pochissimo.
Il DLC è un vero e proprio prologo del gioco, con Ellie protagonista. Ambientato prima del suo incontro con Joel.
Ho solo letto qualche commento e diversi giocatori l'hanno definito come "il più bel DLC a cui abbia mai giocato". Dovrebbe essere abbastanza lungo e aggiunge anche 10 trofei. Il prezzo infatti è di poco meno di 15 euro, ma se è bello anche solo la metà del gioco principale, vale sicuramente la spesa!
Insomma Naughty Dog, veramente complimenti, siete stati grandiosi.
Avevo addocchiato questo gioco due anni fa, quando giravano pochissime informazioni e una manciata di immagini. Saltava già all'occhio la cura per la grafica e i dettagli e si intuiva che si trattava di un gioco orientato verso l'avventura, il survival e forse anche l'horror.
Con il passare del tempo sono iniziate ad arrivare altre immagini, altri articoli e ogni volta se ne parlava come di un gioco bellissimo. Fino ad arrivare alle vere e proprie anteprime e recensioni sul gioco provato: voti unanimi altissimi.
Dopo i voti sono arrivati i premi in tutto il mondo: questo gioco ha falciato tutti gli altri titoli, anche di alta qualità.
E finalmente al mio compleanno è arrivato anche nelle mie mani!
C'è tanto da dire su questo gioco, ma si riassume tutto in una parola: perfetto.
Innanzitutto partiamo dalla classificazione: non si può propriamente considerare un horror, perchè non fa paura e non fa saltare dalla sedia. E' un survival, questo sicuramente sì. Un gioco d'avventura survival.
Come è noto, il gioco si sviluppa da un'epidemia che ha colpito gran parte del genere umano. Dopo vent'anni dal primo contagio, i sopravvissuti si ritrovano a tirare avanti in un mondo distrutto e controllato dai militari in zone di quarantena, mentre al di fuori di queste "oasi" vivono ancora numerosi infetti, pronti a sbranare chiunque gli si pari davanti. Ma forse i nemici più pericolosi non sono gli infetti...
I protagonisti sono Joel e Ellie. Un uomo e una ragazzina, uniti inizialmente solo dal caso. Il giocatore accompagnerà questa coppia in un lungo viaggio attraverso l'America, tra città in rovina dove la natura si sta riprendendo il suo spazio, aree abitate da umani non infetti ma ancora più pericolosi delle creature e zone totalmente disabitate.
Gli sviluppatori hanno fatto un lavoro meraviglioso con la caratterizzazione dei personaggi, sopratutto per quanto riguarda i due protagonisti.
Joel è entrato dritto dritto nella mia lista di personaggi preferiti. E' un uomo introverso e taciturno, con un passato tragico e un futuro di cui sembra non preoccuparsi più di tanto. Sembra chiuso in se stesso, ma è forte e premuroso, un cuore d'oro che tenta di nasconderlo sotto una corazza che, in fin dei conti, non sarà così difficile da scalfire. Saggio, coraggioso e pronto a rischiare la propria vita per difendere chi ama.
Ellie da parte sua è deliziosa. E' una quattordicenne con le palle, anche lei coraggiosa ma con una gran paura di restare sola. Regala al gioco una leggerezza e una spensieratezza che servono a dare un livello superiore ad un gioco che, in quanto survival post-apocalittico, rischierebbe di essere il solito polpettone "uccidi il mostro, cerca le munizioni, vai avanti".
Invece buona parte della bellezza di questo gioco sono proprio nel rapporto e nei dialoghi tra Ellie e Joel, a volte totalmente slegati dalla storia principale.
The last of us diventa ancora più bello se giocato con calma, ascoltando, guardandosi intorno, girando e lasciando ad Ellie e Joel il tempo di sviluppare dialoghi facoltativi che non servono a nulla in termini di completamento del gioco, ma regalano momenti dolci, divertenti o commoventi, che contribuiscono a dare spessore a tutta la storia.
Il rapporto tra Joel e Ellie va assaporato dall'inizio alla fine. Non voglio nemmeno spoilerare (come faccio di solito, essendo questo un blog personale e non un sito di recensioni!) perchè spero che qualcuno dei miei amici giocatori si lasci conquistare e decida di giocarlo.
In alcune fasi Joel e Ellie saranno affiancati da altri personaggi secondari, e anche questi sono tutti caratterizzati ottimamente, ognuno con una storia personale, un carattere ben delineato e caratteristiche specifiche.
Tutti i personaggi sono realizzati benissimo anche dal punto di vista grafico, sono espressivi e realistici, cosa che rende il gioco ancora più immersivo.
Ovviamente il gioco è principalmente un'avventura, ma bilanciata in modo egregio. Si passa da momenti di esplorazione a scontri a fuoco concitati, ma anche la parte più dinamica si può scegliere di giocarla con più tranquillità.
Si può infatti decidere di sparare all'impazzata, oppure di agire in modo aggressivo in scontri corpo a corpo o, meglio ancora, scegliere l'approccio stealth, sfruttando l'ambiente circostante e muovendosi silenziosamente e con attenzione.
Scegliendo l'approccio stealth scompare del tutto anche la minima parte horror del gioco. Gli infetti non sono in grado di accorgersi di Joel se questo arriva loro alle spalle, mentre i nemici umani... sono appunto umani, quindi non c'è pericolo di venire spaventati da loro. Al massimo sono più aggressivi e riempiono il giocatore di piombo, ma in quanto a paura... non esiste.
Se il giocatore non è interessato a trofei e quant'altro, per una volta mi sentirei di consigliare di giocarlo alla modalità più facile disponibile, proprio per godere dell'esperienza di gioco, per assaporare la storia e i dialoghi, senza lasciarsi frustrare troppo dagli scontri con i nemici. Scontri che, comunque, non sono così difficili nemmeno in modalità "Sopravvissuto", la più alta disponibile.
Oltre a tutto questo, "The last of us" è BELLO. Bello da vedere, bello da esplorare.
Sono realizzati ottimamente gli interni, dettagliati nei minimi particolari, studiati per dare una continua sensazione di abbandono, di solitudine, di desolazione... ma anche di pace.
Sono realizzati magnificamente gli esterni. Siamo davanti ad un ambiente post-apocalittico, ma tutto quello che salta agli occhi non è un ambiente cupo e opprimente come ci si potrebbe aspettare. Nient'affatto.
C'è tanto sole, c'è tanta natura, tanto verde. Ci sono orizzonti lontani da raggiungere, ci sono città piene di grattacieli feriti da esplorare. La parola che mi viene in mente è "ampio", che sembra quasi stonare con un survival. Certo ci sono alcuni momenti in zone un po' più chiuse, scure e opprimenti, ma sono pochi e non molto lunghi.
Quando si esplora un edificio, non si gira in stanze paurose ma si esplorano grandi sale luminose, dove ovviamente tutto è in disordine e in rovina. La sensazione che si prova però non è di ansia, ma semplicemente di tristezza e malinconia... per le famiglie che abitavano quelle case, per gli impiegati che occupavano quegli uffici. Ci si ritrova davanti a camerette colarate di bambini, negozi di giocattoli o di dischi, officine... Tutto abbandonato, senza che si sappia dove sono finite le persone che rendevano vivi quegli ambienti.
Personalmente mi è venuta voglia di sapere di più e mi ritrovavo a gironzolare, a guardare le pareti con i quadri e i poster, gli scaffali e i salotti, cercando documenti da leggere (ci sono moltissime pagine collezionabili, che aggiungono ancora più profondità alla storia, se ci si prende un minuto per leggerle) e guardando gli oggetti di uso quotidiano lasciati lì, come se i proprietari fossero solo andati via per una vacanza.
Altre menzioni vanno sicuramente al doppiaggio e alla longevità.
Il doppiaggio è semplicemente perfetto. I doppiatori, sopratutto quello di Joel (Lorenzo Scattorin), hanno dato ulteriore realismo ai personaggi e di conseguenza alla storia.
Per quanto riguarda la longevità, considerando che ultimamente bastano una decina di ore per completare un gioco, The last of us si può considerare lungo. Io personalmente l'ho completato la prima volta in 16 ore. Trascorse in un lampo, visto quanto è immersivo il gioco.
Ho altro da aggiugnere?
Probabilmente molto, perchè questo gioco è riuscito a commuovermi, a farmi ridere, a farmi sudare in alcuni scontri (in modalità Sopravvissuto), a farmi stupire per alcune evoluzioni nella trama, a farmi affezionare e appassionare.
L'unica cosa che posso dire è che consiglio questo gioco a chiunque. Perchè è completo, realizzato benissimo, pieno di pathos. Da avere, senza nemmeno pensarci su troppo!
Per parlare di me... come ho già detto ho finito il gioco già due volte, in modalità Normale.
Ovviamente è inutile dire che sto andando a caccia del platino, quindi tramite la selezione dei capitoli l'ho giocato quasi tutto una terza volta, per recuperare i collezionabili mancanti e per recuperare un alto paio di trofei sperduti.
Fatto questo, l'ho ricominciato ancora una volta, appunto in modalità Sopravvissuto. Modalità nella quale non si trovano praticamente munizioni, quindi è bene allenarsi a giocare in modo molto molto stealth, altrimenti non se ne viene fuori!
Come platino è LUNGO, sia perchè i trofei sono tutti legati ai collezionabili e alle varie difficoltà di gioco, sia perchè ci sono quattro trofei multiplayer che richiedono molte ore di gioco.
La parte multiplayer per ora l'ho totalmente ignorata.
Un ultimo appunto va al DLC "Left behind", uscito da pochissimo.
Il DLC è un vero e proprio prologo del gioco, con Ellie protagonista. Ambientato prima del suo incontro con Joel.
Ho solo letto qualche commento e diversi giocatori l'hanno definito come "il più bel DLC a cui abbia mai giocato". Dovrebbe essere abbastanza lungo e aggiunge anche 10 trofei. Il prezzo infatti è di poco meno di 15 euro, ma se è bello anche solo la metà del gioco principale, vale sicuramente la spesa!
Insomma Naughty Dog, veramente complimenti, siete stati grandiosi.
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giovedì 13 febbraio 2014
La febbre del 100%
I primi di gennaio avevo platinato Sleeping Dogs, lasciando però la percentuale intorno all'85% a causa degli immancabili DLC.
Inutile dire quanto mi infastidisse non avere la percentuale completa... ormai si sa, è una malattia.
E così i due DLC alla fine li ho comprati, non erano nemmeno carissimi (intorno ai 5 euro l'uno) e li ho anche già completati, prendendo anche tutti i trofei.
Uno dei due è ambientato dopo la fine della storia principale. Wei è ufficialmente tornato ad essere un poliziotto e ha ripreso la sua routine di agente che, in questo caso, dovrà scontrarsi con una sorta di setta. Carino e in linea con la storia.
L'altro invece è un tantino più sopra le righe. E' ambientato in un momento non meglio precisato durante il periodo "triade" di Wei e il quartiere in cui vive si riempie di... spiriti.
Si si, spiriti. Quelli tornati dall'oltretomba. In versione giapponese però.
Divertente e senza troppe pretese, ha una storia tutto sommato carina e si prendono a botte decine e decine di spiriti e demoni.
E comunque, tolti questi due DLC, adesso anche Sleeping Dogs entra a far parte della lista di giochi con cui ho chiuso definitivamente! Stasera verrà disinstallato per far spazio a qualcos'altro!
Inutile dire quanto mi infastidisse non avere la percentuale completa... ormai si sa, è una malattia.
E così i due DLC alla fine li ho comprati, non erano nemmeno carissimi (intorno ai 5 euro l'uno) e li ho anche già completati, prendendo anche tutti i trofei.
Uno dei due è ambientato dopo la fine della storia principale. Wei è ufficialmente tornato ad essere un poliziotto e ha ripreso la sua routine di agente che, in questo caso, dovrà scontrarsi con una sorta di setta. Carino e in linea con la storia.
L'altro invece è un tantino più sopra le righe. E' ambientato in un momento non meglio precisato durante il periodo "triade" di Wei e il quartiere in cui vive si riempie di... spiriti.
Si si, spiriti. Quelli tornati dall'oltretomba. In versione giapponese però.
Divertente e senza troppe pretese, ha una storia tutto sommato carina e si prendono a botte decine e decine di spiriti e demoni.
E comunque, tolti questi due DLC, adesso anche Sleeping Dogs entra a far parte della lista di giochi con cui ho chiuso definitivamente! Stasera verrà disinstallato per far spazio a qualcos'altro!
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mercoledì 12 febbraio 2014
Riepilogo post pirati
Stranamente, dopo aver platinato e completato anche i DLC di Assassin's Creed IV, non ne avevo ancora abbastanza di Assassini e ho proseguito con Assassin's Creed Liberation.
Confermo quanto avevo scritto in un post precedente: ACL è proprio un episodio meritevole, carino da giocare, bella protagonista e in linea con il resto della saga. Più di ACIV.
Il gioco non è lunghissimo e grazie al cielo per una volta non c'è il multiplayer. Questo vuol dire che l'ho giocato in pochi giorni, l'ho terminato e l'ho anche platinato.
Sicuramente è il platino più facile dell'intera saga. Ancora più di ACII, che già era un platino facile facile, ma che poteva dare qualche problema con un paio di trofei.
ACL comunque ha una bella storia e si gioca davvero volentieri, divertendosi e appassionandosi alla giovane Assassina Aveline.
E comunque ecco qui il mio bel platino, in tutto il suo splendore in uno screenshot dell'app PlayStation:
Una volta completato ACL mi sono buttata a capofitto su un altro dei miei regali di compleanno: The last of us.
Ho giocato poche ore e per ora voglio solo dire una parola: BELLISSIMO.
Mi dilungherò su questo gioco con un post tutto dedicato a lui, perchè merita di soffermarsi con calma.
Dopo due sere con The last of us, l'ho però accantonato un attimo, perchè ho deciso di prendere i due DLC di Sleeping Dogs che, come avevo già avuto modo di scrivere, ho platinato i primi giorni di gennaio... lasciando però la percentuale incompleta a causa dei trofei dei DLC.
Uno dei due DLC l'ho già completato e si è rivelato anche carino e abbastanza lungo. Il secondo lo completerò questa sera e così con gli ultimi trofei avrò anche questo gioco con platino e 100% e la mia ansia da completista sarà finalmente appagata!
Che malattia... !
Confermo quanto avevo scritto in un post precedente: ACL è proprio un episodio meritevole, carino da giocare, bella protagonista e in linea con il resto della saga. Più di ACIV.
Il gioco non è lunghissimo e grazie al cielo per una volta non c'è il multiplayer. Questo vuol dire che l'ho giocato in pochi giorni, l'ho terminato e l'ho anche platinato.
Sicuramente è il platino più facile dell'intera saga. Ancora più di ACII, che già era un platino facile facile, ma che poteva dare qualche problema con un paio di trofei.
ACL comunque ha una bella storia e si gioca davvero volentieri, divertendosi e appassionandosi alla giovane Assassina Aveline.
E comunque ecco qui il mio bel platino, in tutto il suo splendore in uno screenshot dell'app PlayStation:
Una volta completato ACL mi sono buttata a capofitto su un altro dei miei regali di compleanno: The last of us.
Ho giocato poche ore e per ora voglio solo dire una parola: BELLISSIMO.
Mi dilungherò su questo gioco con un post tutto dedicato a lui, perchè merita di soffermarsi con calma.
Dopo due sere con The last of us, l'ho però accantonato un attimo, perchè ho deciso di prendere i due DLC di Sleeping Dogs che, come avevo già avuto modo di scrivere, ho platinato i primi giorni di gennaio... lasciando però la percentuale incompleta a causa dei trofei dei DLC.
Uno dei due DLC l'ho già completato e si è rivelato anche carino e abbastanza lungo. Il secondo lo completerò questa sera e così con gli ultimi trofei avrò anche questo gioco con platino e 100% e la mia ansia da completista sarà finalmente appagata!
Che malattia... !
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domenica 2 febbraio 2014
Questa volta è finita davvero
Ora non ho più scuse. Assassin's Creed Black Flag è stato tolto dalla mia play e riposto sullo scaffale accanto al suo fratellino minore, Assassin's Creed III.
Alla fine li ho comprati, i due DLC che contenevano gli ultimi trofei indispensabili per ottenere il 100% e sono felice di dire che uno dei due è stato una piacevolissima sopresa.
Ma partiamo dal meno bello: "l'ira di Barbanera". Questo DLC non è nient'altro che un'aggiunta di personaggi al multiplayer e i trofei collegati (quattro) era appunto trofei del multiplayer.
Fortunatamente due si potevano prendere in partite private, anche da soli. Cosa che ho prontamente fatto. Gli altri due temevo che fossero difficili, e invece uno l'ho preso al primo tentativo... mentre per il secondo è stata un po' più complicata la faccenda.
Per il semplice fatto che era necessario beccare una partita pubblica con un personaggio specifico, scelto random da uno dei vari giocatori. Ci ho messo più di un'ora, ma finalmente ho avuto la fortuna che la scelta del personaggio toccasse proprio a me, quindi non ho dovuto fare altro che scegliere quello richiesto dal trofeo e... vincere la partita contro altre 4 persone!
Ce l'ho fatta con mio grande stupore, perchè quel tipo di sessione era quella in cui mi sentivo più incapace. Invece è andata bene e il trofeo è stato mio.
DLC totalmente inutile per chi non ama il multiplayer e non è a caccia dei trofei, comunque.
Veniamo invece a "grido di libertà". DLC che aggiunge un LUNGO livello di gioco. Ma davvero lungo, tanto che mi ci sono volute 5/6 ore per completarlo tutto al 100% prendendo anche tutti i trofei.
In questo DLC il giocatore veste i panni dell'ex quartiermastro di Edward Kenway, ossia Adéwalé.
Il gigante buono Adé si è ufficialmente unito alla Confraternita degli Assassini e in questo DLC il suo ruolo sarà principalmente quello di liberare decine e decine di schiavi, fino ad arrivare al templare suo obiettivo finale.
Bella storia, bellissimo personaggio, belle ambientazioni (le stesse del gioco principale, ovviamente) e tante ore di gioco. Poco meno di dieci euro spesi veramente bene, perchè si ha tra le mani un vero e proprio piccolo AC, completo di tutto e con una mappa molto vasta.
Ci sono anche le missioni in mare, per chi le ama (io non sono tra questi, si era già capito).
Per concludere, terminati i due DLC e ottenuti i 10 trofei... questo è il risultato, del quale sono orgogliosa quasi più del platino stesso!
E quindi come dicevo l'ho ufficialmente riposto... anche se sicuramente andrò a riprenderlo perchè nella versione PS3 del gioco c'era la missione "Aveline" da scaricare gratis, quindi quando avrò finito AC Liberations, sicuramente proverò a giocare questa missione per vedere cosa nasconde!
Insomma... tra una cosa e l'altra questo ACIV torna sempre tra le mie mani e nelle mia console!
Alla fine li ho comprati, i due DLC che contenevano gli ultimi trofei indispensabili per ottenere il 100% e sono felice di dire che uno dei due è stato una piacevolissima sopresa.
Ma partiamo dal meno bello: "l'ira di Barbanera". Questo DLC non è nient'altro che un'aggiunta di personaggi al multiplayer e i trofei collegati (quattro) era appunto trofei del multiplayer.
Fortunatamente due si potevano prendere in partite private, anche da soli. Cosa che ho prontamente fatto. Gli altri due temevo che fossero difficili, e invece uno l'ho preso al primo tentativo... mentre per il secondo è stata un po' più complicata la faccenda.
Per il semplice fatto che era necessario beccare una partita pubblica con un personaggio specifico, scelto random da uno dei vari giocatori. Ci ho messo più di un'ora, ma finalmente ho avuto la fortuna che la scelta del personaggio toccasse proprio a me, quindi non ho dovuto fare altro che scegliere quello richiesto dal trofeo e... vincere la partita contro altre 4 persone!
Ce l'ho fatta con mio grande stupore, perchè quel tipo di sessione era quella in cui mi sentivo più incapace. Invece è andata bene e il trofeo è stato mio.
DLC totalmente inutile per chi non ama il multiplayer e non è a caccia dei trofei, comunque.
Veniamo invece a "grido di libertà". DLC che aggiunge un LUNGO livello di gioco. Ma davvero lungo, tanto che mi ci sono volute 5/6 ore per completarlo tutto al 100% prendendo anche tutti i trofei.
In questo DLC il giocatore veste i panni dell'ex quartiermastro di Edward Kenway, ossia Adéwalé.
Il gigante buono Adé si è ufficialmente unito alla Confraternita degli Assassini e in questo DLC il suo ruolo sarà principalmente quello di liberare decine e decine di schiavi, fino ad arrivare al templare suo obiettivo finale.
Bella storia, bellissimo personaggio, belle ambientazioni (le stesse del gioco principale, ovviamente) e tante ore di gioco. Poco meno di dieci euro spesi veramente bene, perchè si ha tra le mani un vero e proprio piccolo AC, completo di tutto e con una mappa molto vasta.
Ci sono anche le missioni in mare, per chi le ama (io non sono tra questi, si era già capito).
Per concludere, terminati i due DLC e ottenuti i 10 trofei... questo è il risultato, del quale sono orgogliosa quasi più del platino stesso!
E quindi come dicevo l'ho ufficialmente riposto... anche se sicuramente andrò a riprenderlo perchè nella versione PS3 del gioco c'era la missione "Aveline" da scaricare gratis, quindi quando avrò finito AC Liberations, sicuramente proverò a giocare questa missione per vedere cosa nasconde!
Insomma... tra una cosa e l'altra questo ACIV torna sempre tra le mie mani e nelle mia console!
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giovedì 30 gennaio 2014
Dal mare alle paludi
Ieri sera ho abbandonato definitivamente Assassin's Creed IV Black Flag.
Non lo avevo ancora fatto, no. Perchè c'era in ballo un prezioso platino da prendere!
Fortunatamente i fastidiosi trofei online erano pochi, solo cinque, tre dei quali ottenibili anche giocando da soli in partite private.
Cosa che ho ovviamente fatto, perchè i punti si accumulavano MOLTO più in fretta rispetto alle partite pubbliche.
Risultato: platino ottenuto ieri sera! Eccolo qui:
Ora posso ufficialmente togliere ACIV dalla mia Play... o forse no?
Forse no.
Perchè stasera è mia intenzione andare a ricaricare la postepay e POTREI lasciarmi prendere dalla tentazione di scaricare i due DLC, che mi permetterebbero di avere anche i relativi trofei, così da avere sia il platino che il 100%.
La dura vita di una completista...
A parte questo.
Tra una noiosa partita online e l'altra, ho intervallato con Assassin's Creed Liberation HD.
Ebbene sì! E' arrivato nelle mie mani anche lui, grazie al regalo di compleanno dei miei bellissimi utenti del forum, coloro che rendono la mia community la più bella del mondo!
Non ho ancora giocato moltissimo, ma devo dire che mi sta piacendo molto. Trovo più in linea con il passato di AC questo Liberation, rispetto ad ACIII o Black Flag.
Aveline è un bellissimo personaggio, fisicamente parlando e pare anche di carattere (non la conosco ancora bene da poterla giudicare a fondo!).
Come gameplay ha molte similitudini con ACIII (ricordo che i due giochi sono usciti originariamente insieme), ma con alcune innovazioni interessanti che lo rendono vario.
Una su tutte: la possibilità di scegliere un abito diverso per Aveline a seconda della missione da compiere. La dolce Assassina può infatti scegliere di vestirsi da signora per bene, da schiava, oppure con il suo completo da Assassina.
Ogni outfit ha delle peculiarità e quando non è vestita da Assassina ha delle limitazioni, ma anche dei vantaggi. Quindi si può decidere di affrontare una missione con un abito specifico e il comportamento dei nemici cambierà di conseguenza.
Ci sono come sempre i collezionabili e qualche missione secondaria, il tutto in perfetto stile AC.
Le ambientazioni sono molto belle. Per ora sono a New Orleans e la città è molto bella da girare. Al di fuori c'è la zona delle paludi, che si possono visitare in canoa, oppure a nuoto o saltellando sui rami degli alberi.
La storia mi sembra interessante, incentrata da una parte su Aveline e sul suo passato, dall'altra sulla sua famiglia "adottiva" (visto che solo la mamma è adottiva, mentre il padre è biologico) e dall'altra ancora sulla condizione degli schiavi, che Aveline tenta di aiutare.
Il gioco scorre veloce e non fa sentire particolari mancanze, anzi, a differenza di Black Flag ci sono di nuovo gli edifici da ristrutturare, come nella trilogia di Ezio e nella tenuta di Connor in ACIII.
Insomma, non sentivo ancora il bisogno di allontanarmi dal Credo e Aveline mi sta tenendo piacevolmente legata alla serie!
Non lo avevo ancora fatto, no. Perchè c'era in ballo un prezioso platino da prendere!
Fortunatamente i fastidiosi trofei online erano pochi, solo cinque, tre dei quali ottenibili anche giocando da soli in partite private.
Cosa che ho ovviamente fatto, perchè i punti si accumulavano MOLTO più in fretta rispetto alle partite pubbliche.
Risultato: platino ottenuto ieri sera! Eccolo qui:
Ora posso ufficialmente togliere ACIV dalla mia Play... o forse no?
Forse no.
Perchè stasera è mia intenzione andare a ricaricare la postepay e POTREI lasciarmi prendere dalla tentazione di scaricare i due DLC, che mi permetterebbero di avere anche i relativi trofei, così da avere sia il platino che il 100%.
La dura vita di una completista...
A parte questo.
Tra una noiosa partita online e l'altra, ho intervallato con Assassin's Creed Liberation HD.
Ebbene sì! E' arrivato nelle mie mani anche lui, grazie al regalo di compleanno dei miei bellissimi utenti del forum, coloro che rendono la mia community la più bella del mondo!
Non ho ancora giocato moltissimo, ma devo dire che mi sta piacendo molto. Trovo più in linea con il passato di AC questo Liberation, rispetto ad ACIII o Black Flag.
Aveline è un bellissimo personaggio, fisicamente parlando e pare anche di carattere (non la conosco ancora bene da poterla giudicare a fondo!).
Come gameplay ha molte similitudini con ACIII (ricordo che i due giochi sono usciti originariamente insieme), ma con alcune innovazioni interessanti che lo rendono vario.
Una su tutte: la possibilità di scegliere un abito diverso per Aveline a seconda della missione da compiere. La dolce Assassina può infatti scegliere di vestirsi da signora per bene, da schiava, oppure con il suo completo da Assassina.
Ogni outfit ha delle peculiarità e quando non è vestita da Assassina ha delle limitazioni, ma anche dei vantaggi. Quindi si può decidere di affrontare una missione con un abito specifico e il comportamento dei nemici cambierà di conseguenza.
Ci sono come sempre i collezionabili e qualche missione secondaria, il tutto in perfetto stile AC.
Le ambientazioni sono molto belle. Per ora sono a New Orleans e la città è molto bella da girare. Al di fuori c'è la zona delle paludi, che si possono visitare in canoa, oppure a nuoto o saltellando sui rami degli alberi.
La storia mi sembra interessante, incentrata da una parte su Aveline e sul suo passato, dall'altra sulla sua famiglia "adottiva" (visto che solo la mamma è adottiva, mentre il padre è biologico) e dall'altra ancora sulla condizione degli schiavi, che Aveline tenta di aiutare.
Il gioco scorre veloce e non fa sentire particolari mancanze, anzi, a differenza di Black Flag ci sono di nuovo gli edifici da ristrutturare, come nella trilogia di Ezio e nella tenuta di Connor in ACIII.
Insomma, non sentivo ancora il bisogno di allontanarmi dal Credo e Aveline mi sta tenendo piacevolmente legata alla serie!
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mercoledì 1 gennaio 2014
Natale ad Hong Kong
E anche San Silvestro!
Avevo iniziato Sleeping Dogs mesi fa perchè era uno dei giochi gratis del PlayStation Plus e volevo provarlo. Poi l'ho giocato ad intervalli nei mesi successivi tra un gioco e l'altro perchè, essendo un open-world, mi rilassava se ero alle prese con giochi più complicati.
In queste vacanze di Natale ho deciso di riprenderlo in mano e di finirlo definitivamente. Risultato: il mio ultimo platino del 2013!
Il gioco l'ho trovato meno bello di quello che mi aspettavo leggendo alcuni commenti, ma è comunque un buon titolo.
Copioincollo la mini-recensione che ho scritto sul mio forum!
Resto della mia idea: non trovo che sia un gioco così entusiasmante. Carino, da 7/10, per me, ma non di più! Gli darei 6, ma un punticino in più se lo merita perchè ci sono abbastanza cose da fare. Non ai livelli di Just Cause 2, ma comunque tantine.
Il protagonista, Wei, è un bel personaggio alla fine, un po' complesso. Di sicuro non è un personaggio che fa ridere, anzi! Super serio sia in versione poliziotto che in versione gangster.
Però è una bestia, non lo tira giù nessuno!
La fase finale è sanguinosa come pochi... mamma mia.
La storia è un po' intricata, più che altro perchè ci sono mille personaggi, un sacco di nomi... e i sottotitoli sono minuscoli. E vanno letti per forza perchè a volte usano nel mezzo dell'inglese, un po' di linguaggio autoctono!
Non l'ho trovato particolarmente difficile, perchè comunque ti potenzi piano piano e i nemici sono più difficili e più numerosi andando avanti nel gioco. All'inizio si frullano più facilmente. Andando avanti basta che impari quelle poche combo (con due tasti in croce) e vai liscio.
La città in sè mi ha annoiata a morte... è tutta uguale. Ci sono degli incroci tutti identici, pensi di essere in un posto, poi guardi la mappa e sei da tutt'altro... solo che le strade sono identiche, con le svolte e le traverse fotocopia.
Comunque vabè, carino alla fine. Mi ha fatto passare un po' di ore piacevoli!
Concludo aggiungendo che anche il platino è molto facile da ottenere, uno dei più facili di questo 2013.
Vorrei avere anche il 100% dei trofei, però una manciata sono legati ai DLC e non ho proprio voglia di spenderci dei soldi, almeno per ora!
Avevo iniziato Sleeping Dogs mesi fa perchè era uno dei giochi gratis del PlayStation Plus e volevo provarlo. Poi l'ho giocato ad intervalli nei mesi successivi tra un gioco e l'altro perchè, essendo un open-world, mi rilassava se ero alle prese con giochi più complicati.
In queste vacanze di Natale ho deciso di riprenderlo in mano e di finirlo definitivamente. Risultato: il mio ultimo platino del 2013!
Il gioco l'ho trovato meno bello di quello che mi aspettavo leggendo alcuni commenti, ma è comunque un buon titolo.
Copioincollo la mini-recensione che ho scritto sul mio forum!
Resto della mia idea: non trovo che sia un gioco così entusiasmante. Carino, da 7/10, per me, ma non di più! Gli darei 6, ma un punticino in più se lo merita perchè ci sono abbastanza cose da fare. Non ai livelli di Just Cause 2, ma comunque tantine.
Il protagonista, Wei, è un bel personaggio alla fine, un po' complesso. Di sicuro non è un personaggio che fa ridere, anzi! Super serio sia in versione poliziotto che in versione gangster.
Però è una bestia, non lo tira giù nessuno!
La fase finale è sanguinosa come pochi... mamma mia.
La storia è un po' intricata, più che altro perchè ci sono mille personaggi, un sacco di nomi... e i sottotitoli sono minuscoli. E vanno letti per forza perchè a volte usano nel mezzo dell'inglese, un po' di linguaggio autoctono!
Non l'ho trovato particolarmente difficile, perchè comunque ti potenzi piano piano e i nemici sono più difficili e più numerosi andando avanti nel gioco. All'inizio si frullano più facilmente. Andando avanti basta che impari quelle poche combo (con due tasti in croce) e vai liscio.
La città in sè mi ha annoiata a morte... è tutta uguale. Ci sono degli incroci tutti identici, pensi di essere in un posto, poi guardi la mappa e sei da tutt'altro... solo che le strade sono identiche, con le svolte e le traverse fotocopia.
Comunque vabè, carino alla fine. Mi ha fatto passare un po' di ore piacevoli!
Concludo aggiungendo che anche il platino è molto facile da ottenere, uno dei più facili di questo 2013.
Vorrei avere anche il 100% dei trofei, però una manciata sono legati ai DLC e non ho proprio voglia di spenderci dei soldi, almeno per ora!
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sabato 21 dicembre 2013
Giocando sotto la pioggia
Complici le offerte di Natale, mi sono appropriata di Rain, piccolo gioco coraggioso, disponibile solo in DD su PlayStation Store.
Lo volevo da tempo e aspettavo solo un'offerta come questa!
Gioco davvero bello, malinconico ma rilassante perchè non complicato da risolvere. In tre ore si riesce a completarlo, aggiungendo un'oretta ulteriore per una seconda run di recupero dei "ricordi", ossia i collezionabili disponibili solo dopo averlo finito la prima volta.
Ovviamente la seconda run è totalmente facoltativa, ma obbligatoria per chi vuole il 100% dei trofei.
Come me, che l'ho completato proprio stasera!
E ora copioincollo quando ho scritto sul mio forum, magari integrando un po'!
Il gioco è molto old-style, sia come inquadratura, sia come gameplay. Non c'è modo di esplorare perchè il percorso è obbligato, la strada è quella e lì devi andare, senza tante storie.
E' un gioco molto facile e, come se non bastasse, ti mette a disposizione gli aiuti, che consiglio caldamente di ignorare. Non ci sono enigmi o puzzle, tolta al massimo qualche cosa da spostare o qualche piccola azione da compiere, in alcuni capitoli anche in coppia, un po' nello stile di ICO.
Trovo molto bella l'idea delle scritte che appaiono sullo schermo mentre si procede, in posizioni particolari: sui palazzi, di traverso lungo le strade...
La favola di Rain viene narrata proprio tramite queste scritte. Le scritte raccontano quello che succede, ma non sono messe lì per aiutare, sono messe lì per creare una sorta di libro che viene scritto davanti agli occhi del giocatore. Una favola che si compone a mano a mano che il giocatore prosegue. Un libro illustrato.
Sono una delle cose che mi sta piacendo di più del gioco. Queste scritte che raccontano, accompagnate dallo scrosciare della pioggia e dalla bellissima musica, il tutto in un ambiente malinconico e a tratti anche inquietante.
Alcune parti di gioco sono leggermente più concitate, perchè bisogna scappare in fretta. Altre fasi sono... quasi stealth! Perchè bisogna calcolare i tempi, studiare lo spazio e procedere con cautela, sfruttando l'ambiente.
Trovo che il gioco sia molto immersivo, proprio perchè non c'è alcun rumore, se non quello della pioggia e dei passi del bambino. Sembra quasi di ritrovarsi con lui in questa città deserta.
Per quanto riguarda la trama, devo dire che mi ero fatta un'idea, molto più oscura di quello che in realtà viene rivelato alla fine del gioco. Un po' come Limbo, il finale lascia un po' perplessi, ma alla fine è meno complicato di quello che si può pensare all'inizio e durante il gioco.
Tra l'altro, oltre a ricordarmi ICO, Rain mi ha ricordato anche Limbo in diversi punti. Probabilmente per il fatto della solitudine e della totale assenza di dialoghi.
Comunque, concludendo, Rain è stata davvero una pausa piacevole dai soliti giochi violenti e concitati. Ci voleva e completarlo al 100% è stato un piacere!
Ed ecco il mio trofeo d'oro!
Lo volevo da tempo e aspettavo solo un'offerta come questa!
Gioco davvero bello, malinconico ma rilassante perchè non complicato da risolvere. In tre ore si riesce a completarlo, aggiungendo un'oretta ulteriore per una seconda run di recupero dei "ricordi", ossia i collezionabili disponibili solo dopo averlo finito la prima volta.
Ovviamente la seconda run è totalmente facoltativa, ma obbligatoria per chi vuole il 100% dei trofei.
Come me, che l'ho completato proprio stasera!
E ora copioincollo quando ho scritto sul mio forum, magari integrando un po'!
Il gioco è molto old-style, sia come inquadratura, sia come gameplay. Non c'è modo di esplorare perchè il percorso è obbligato, la strada è quella e lì devi andare, senza tante storie.
E' un gioco molto facile e, come se non bastasse, ti mette a disposizione gli aiuti, che consiglio caldamente di ignorare. Non ci sono enigmi o puzzle, tolta al massimo qualche cosa da spostare o qualche piccola azione da compiere, in alcuni capitoli anche in coppia, un po' nello stile di ICO.
Trovo molto bella l'idea delle scritte che appaiono sullo schermo mentre si procede, in posizioni particolari: sui palazzi, di traverso lungo le strade...
La favola di Rain viene narrata proprio tramite queste scritte. Le scritte raccontano quello che succede, ma non sono messe lì per aiutare, sono messe lì per creare una sorta di libro che viene scritto davanti agli occhi del giocatore. Una favola che si compone a mano a mano che il giocatore prosegue. Un libro illustrato.
Sono una delle cose che mi sta piacendo di più del gioco. Queste scritte che raccontano, accompagnate dallo scrosciare della pioggia e dalla bellissima musica, il tutto in un ambiente malinconico e a tratti anche inquietante.
Alcune parti di gioco sono leggermente più concitate, perchè bisogna scappare in fretta. Altre fasi sono... quasi stealth! Perchè bisogna calcolare i tempi, studiare lo spazio e procedere con cautela, sfruttando l'ambiente.
Trovo che il gioco sia molto immersivo, proprio perchè non c'è alcun rumore, se non quello della pioggia e dei passi del bambino. Sembra quasi di ritrovarsi con lui in questa città deserta.
Per quanto riguarda la trama, devo dire che mi ero fatta un'idea, molto più oscura di quello che in realtà viene rivelato alla fine del gioco. Un po' come Limbo, il finale lascia un po' perplessi, ma alla fine è meno complicato di quello che si può pensare all'inizio e durante il gioco.
Tra l'altro, oltre a ricordarmi ICO, Rain mi ha ricordato anche Limbo in diversi punti. Probabilmente per il fatto della solitudine e della totale assenza di dialoghi.
Comunque, concludendo, Rain è stata davvero una pausa piacevole dai soliti giochi violenti e concitati. Ci voleva e completarlo al 100% è stato un piacere!
Ed ecco il mio trofeo d'oro!
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giovedì 12 dicembre 2013
Lontano dal platino... vicino al cuore
Son poetica, lo so.
Vado a spiegare il titolo...
Sarei ancora in ballo con i due platini eterni, Resident Evil Revelations e Final Fantasy XIII. Tra i due non so quale mi prenderà più tempo, non mi mancano molti trofei, ma in entrambi i casi alcuni sono veramente lunghi e, aggiungerei, piuttosto noiosi.
Per quanta buona volontà io abbia, alla fine ci sono altri giochi che mi fanno l'occhiolino perchè vogliono essere giocati. Fino ad un certo punto riesco ad ignorarli... ma quando gli occhi dolci me li fa un Silent Hill, come posso dirgli di no?!?
E quindi, due sere fa ho iniziato il mio bel Silent Hill Homecoming.
Cercato per mesi, mai trovato ad un prezzo abbordabile (considerando anche che è un gioco uscito da qualche anno). Finalmente è diventato mio grazie ad un'asta vinta su ebay. 13 euro e il pargolo è arrivato da me!
Silent Hill è sempre lui, lo ribadisco e lo sottoscrivo.
Non c'è un singolo capitolo della serie che non abbia alcune caratteristiche inconfondibili. Cambia la trama, cambiano i personaggi, varia un pochino il gameplay... ma l'atmosfera è sempre quella. I suoni che lo rendono SH, sono sempre quelli.
Tornare a SH è come tornare a casa.
Una casa un tantino inquietante, lo ammetto! Ma sempre casa!
A quanto pare in questo Homecoming hanno voluto inserire una vena un po' più action e rendere un po' più difficili gli scontri con i mostri. Diciamo che per ora non ho avuto grosse difficoltà, ma sono solo all'inizio, quindi non mi pronuncio e aspetto di incontrare i nemici in gruppo, anzichè isolati!
Come al solito sono passata dalla fase "di qui non si passa", "qui la strada è chiusa", "qui mi manca la chiave", "qua dovrei abbattere la porta"...
Fase seguita dal momento "e ora dove cavolo vado che ho già fatto otto giri a vuoto?".
Poi ovviamente in un angolo buio si scopre un nuovo passaggio e si riprende ad esplorare immersi nella nebbia!
Io amo questa nebbiosa cittadina!
Vado a spiegare il titolo...
Sarei ancora in ballo con i due platini eterni, Resident Evil Revelations e Final Fantasy XIII. Tra i due non so quale mi prenderà più tempo, non mi mancano molti trofei, ma in entrambi i casi alcuni sono veramente lunghi e, aggiungerei, piuttosto noiosi.
Per quanta buona volontà io abbia, alla fine ci sono altri giochi che mi fanno l'occhiolino perchè vogliono essere giocati. Fino ad un certo punto riesco ad ignorarli... ma quando gli occhi dolci me li fa un Silent Hill, come posso dirgli di no?!?
E quindi, due sere fa ho iniziato il mio bel Silent Hill Homecoming.
Cercato per mesi, mai trovato ad un prezzo abbordabile (considerando anche che è un gioco uscito da qualche anno). Finalmente è diventato mio grazie ad un'asta vinta su ebay. 13 euro e il pargolo è arrivato da me!
Silent Hill è sempre lui, lo ribadisco e lo sottoscrivo.
Non c'è un singolo capitolo della serie che non abbia alcune caratteristiche inconfondibili. Cambia la trama, cambiano i personaggi, varia un pochino il gameplay... ma l'atmosfera è sempre quella. I suoni che lo rendono SH, sono sempre quelli.
Tornare a SH è come tornare a casa.
Una casa un tantino inquietante, lo ammetto! Ma sempre casa!
A quanto pare in questo Homecoming hanno voluto inserire una vena un po' più action e rendere un po' più difficili gli scontri con i mostri. Diciamo che per ora non ho avuto grosse difficoltà, ma sono solo all'inizio, quindi non mi pronuncio e aspetto di incontrare i nemici in gruppo, anzichè isolati!
Come al solito sono passata dalla fase "di qui non si passa", "qui la strada è chiusa", "qui mi manca la chiave", "qua dovrei abbattere la porta"...
Fase seguita dal momento "e ora dove cavolo vado che ho già fatto otto giri a vuoto?".
Poi ovviamente in un angolo buio si scopre un nuovo passaggio e si riprende ad esplorare immersi nella nebbia!
Io amo questa nebbiosa cittadina!
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martedì 5 novembre 2013
Mega riepilogo!
Ciao ludo-blog e ludo-lettori eventuali!
Eccomi di ritorno dopo un bel po' di giorni dal post precedente.
Innanzitutto, piccolo riepilogo della situazione videoludica.
- Sono ancora alle prese con il platino di RE Revelations. Che come già detto non è difficile, ma è LUNGO. Devo ancora completare parte del Raid e rigiocarlo alla modalità più difficile.
Per non prenderlo in odio, ci gioco solo una volta ogni tanto, facendo qualche passettino avanti nella lunga strada platinosa.
- Sbagliando alla grande, non ho ritentato con Limbo per l'ultimo trofeo. L'errore sta nel fatto che avrei dovuto tentare e ritentare finchè ero fresca e mi ricordavo alla perfezione il percorso da fare.
E' vero che l'ho rigiocato decine di volte, però più tempo lascio passare e più sarà difficile.
- Steam mi ha cortesemente regalato Civilization V, saga che ho giocato la prima volta su PS1 e poi ancora su PC. Mi piace molto ed è un gioco rilassante, quindi ogni tanto mi concedo un intermezzo.
- Sleeping Dogs non l'ho più toccato, non è nelle mie corde al momento.
- Sempre su PC, a tempo perso gioco al primo gioco di un mega-pacchetto che ho comprato su Steam: una serie di giochi punta e clicca su Sherlock Holmes.
Non so se l'ho già specificato, ma i punta e clicca mi piacciono tantissimo! Questo nello specifico non è granchè, ma il pacchetto era ad un prezzo ridicolo (meno di 8 euro anzichè 50) e quindi ci stava!
- Stufa di mostri, armi, sparatorie e quant'altro... ho iniziato Final Fantasy XIII! Sono solo al terzo capitolo e lo sto trovando MOLTO facile a differenza dei FF precedenti (li ho giocati tutti dal VII al X) e non mi piace tantissimo il sistema di combattimento nel quale si comanda solo il leader. Però il gioco in sè non mi sembra malaccio. Non sarà il FF migliore della storia, ma va bene così!
A parte il mio girovagare tra un videogame e l'altro... ho anche girovagato sul serio. Prima al GamesWeek di Milano e poi al Lucca Comics & Games.
Bellissime giornate entrambe, visto un sacco di cosplayers di ogni tipo, comprato giochi in super-saldo, intervistate un paio di ragazze per il mio sito...
Peccato solo che il Lucca Comics è un delirio di gente, migliaia e migliaia di persone in una città decisamente troppo piccola per far stare tutti in modo comodo. Abbiamo visto un quarto di tutto quello che c'era da vedere!
Pazienza, se ci torneremo il prossimo anno, proveremo ad organizzarci in un altro modo!
Eccomi di ritorno dopo un bel po' di giorni dal post precedente.
Innanzitutto, piccolo riepilogo della situazione videoludica.
- Sono ancora alle prese con il platino di RE Revelations. Che come già detto non è difficile, ma è LUNGO. Devo ancora completare parte del Raid e rigiocarlo alla modalità più difficile.
Per non prenderlo in odio, ci gioco solo una volta ogni tanto, facendo qualche passettino avanti nella lunga strada platinosa.
- Sbagliando alla grande, non ho ritentato con Limbo per l'ultimo trofeo. L'errore sta nel fatto che avrei dovuto tentare e ritentare finchè ero fresca e mi ricordavo alla perfezione il percorso da fare.
E' vero che l'ho rigiocato decine di volte, però più tempo lascio passare e più sarà difficile.
- Steam mi ha cortesemente regalato Civilization V, saga che ho giocato la prima volta su PS1 e poi ancora su PC. Mi piace molto ed è un gioco rilassante, quindi ogni tanto mi concedo un intermezzo.
- Sleeping Dogs non l'ho più toccato, non è nelle mie corde al momento.
- Sempre su PC, a tempo perso gioco al primo gioco di un mega-pacchetto che ho comprato su Steam: una serie di giochi punta e clicca su Sherlock Holmes.
Non so se l'ho già specificato, ma i punta e clicca mi piacciono tantissimo! Questo nello specifico non è granchè, ma il pacchetto era ad un prezzo ridicolo (meno di 8 euro anzichè 50) e quindi ci stava!
- Stufa di mostri, armi, sparatorie e quant'altro... ho iniziato Final Fantasy XIII! Sono solo al terzo capitolo e lo sto trovando MOLTO facile a differenza dei FF precedenti (li ho giocati tutti dal VII al X) e non mi piace tantissimo il sistema di combattimento nel quale si comanda solo il leader. Però il gioco in sè non mi sembra malaccio. Non sarà il FF migliore della storia, ma va bene così!
A parte il mio girovagare tra un videogame e l'altro... ho anche girovagato sul serio. Prima al GamesWeek di Milano e poi al Lucca Comics & Games.
Bellissime giornate entrambe, visto un sacco di cosplayers di ogni tipo, comprato giochi in super-saldo, intervistate un paio di ragazze per il mio sito...
Peccato solo che il Lucca Comics è un delirio di gente, migliaia e migliaia di persone in una città decisamente troppo piccola per far stare tutti in modo comodo. Abbiamo visto un quarto di tutto quello che c'era da vedere!
Pazienza, se ci torneremo il prossimo anno, proveremo ad organizzarci in un altro modo!
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lunedì 14 ottobre 2013
Io e le mie fissazioni
Per colpa della mia fissazione sull'online brutto e cattivo e per colpa del mio caratteraccio "faccio-tutto-da-sola-non-ho-bisogno-di-nessuno" il platino di Resident Evil Revelations poteva rivelarsi una cosa praticamente eterna.
Ma alla fine un paio di partite online ho provato a farle, scoprendo che si fa molto prima, che è più facile prendere punteggi alti e bonus e che si sale di livello molto più in fretta.
Questa sera ho avuto il c... ehm, la fortuna di incontrare un folle armato di lanciarazzi, che spazzava qualunque cosa ci si parasse di fronte.
Risultato: tu vai avanti con il tuo lanciarazzi, che io ti seguo zitta e buona, sparando un colpo ogni tanto, giusto per far finta di servire a qualcosa!
In conclusione mi sono beccata quattro trofei, ho finito cinque livelli, ho fatto una marea di punti e bonus e sono salita di quattro livelli giocatore. L'unica pecca è che il contatore delle uccisioni è salito ovviamente pochissimo.
Il folle armato di lanciarazzi si è poi rivelato essere un ragazzo italiano, pure mio omonimo. Ovviamente amicizia chiesta in tempo zero, sperando di ribeccarlo per altre partite! Ormai mi sono presa bene.
Al di fuori di Resident Evil... per rilassarmi un po' ho ripreso in mano Sleeping Dogs, gioco regalatomi dal PS Plus, che avevo iniziato solo per provarlo e poi avevo abbandonato a se stesso.
E' un open-world ambientato ad Hong Kong e devo dire che non mi fa impazzire, ma non mi fa nemmeno schifo. Avevo preferito, sullo stesso genere, Just Cause 2. Probabilmente per le ambientazioni e per l'immensa isola da esplorare, dal mare alla montagna alle città.
Questa Hong Kong non è che mi piaccia particolarmente... e nemmeno essere un poliziotto infiltrato tra i gangster mi fa impazzire. Si gioca nei panni di un personaggio che sta dalla parte dei buoni, ma che di fatto si comporta come i cattivi, per mantenere la sua copertura.
Alla fine trovo che sia un gioco che non avrei mai comprato, ma che avuto gratis ci sta tutto come tappabuchi per staccare un po' da Resident Evil.
Gli open-world mi rilassano, perchè non hai obblighi, puoi gestirti il tempo come vuoi, puoi decidere in autonomia cosa fare e quando farlo.
Di cose da fare ce ne sono abbastanza, i collezionabili sono tutto sommato facili da trovare e le missioni non sono complicatissime. Insomma, il gioco scorre bene e veloce.
Per un po' andrò in parallelo con questi due giochi, intervallando ogni tanto con il caro vecchio Limbo, per quell'ultimo maledetto trofeo.
Ma alla fine un paio di partite online ho provato a farle, scoprendo che si fa molto prima, che è più facile prendere punteggi alti e bonus e che si sale di livello molto più in fretta.
Questa sera ho avuto il c... ehm, la fortuna di incontrare un folle armato di lanciarazzi, che spazzava qualunque cosa ci si parasse di fronte.
Risultato: tu vai avanti con il tuo lanciarazzi, che io ti seguo zitta e buona, sparando un colpo ogni tanto, giusto per far finta di servire a qualcosa!
In conclusione mi sono beccata quattro trofei, ho finito cinque livelli, ho fatto una marea di punti e bonus e sono salita di quattro livelli giocatore. L'unica pecca è che il contatore delle uccisioni è salito ovviamente pochissimo.
Il folle armato di lanciarazzi si è poi rivelato essere un ragazzo italiano, pure mio omonimo. Ovviamente amicizia chiesta in tempo zero, sperando di ribeccarlo per altre partite! Ormai mi sono presa bene.
Al di fuori di Resident Evil... per rilassarmi un po' ho ripreso in mano Sleeping Dogs, gioco regalatomi dal PS Plus, che avevo iniziato solo per provarlo e poi avevo abbandonato a se stesso.
E' un open-world ambientato ad Hong Kong e devo dire che non mi fa impazzire, ma non mi fa nemmeno schifo. Avevo preferito, sullo stesso genere, Just Cause 2. Probabilmente per le ambientazioni e per l'immensa isola da esplorare, dal mare alla montagna alle città.
Questa Hong Kong non è che mi piaccia particolarmente... e nemmeno essere un poliziotto infiltrato tra i gangster mi fa impazzire. Si gioca nei panni di un personaggio che sta dalla parte dei buoni, ma che di fatto si comporta come i cattivi, per mantenere la sua copertura.
Alla fine trovo che sia un gioco che non avrei mai comprato, ma che avuto gratis ci sta tutto come tappabuchi per staccare un po' da Resident Evil.
Gli open-world mi rilassano, perchè non hai obblighi, puoi gestirti il tempo come vuoi, puoi decidere in autonomia cosa fare e quando farlo.
Di cose da fare ce ne sono abbastanza, i collezionabili sono tutto sommato facili da trovare e le missioni non sono complicatissime. Insomma, il gioco scorre bene e veloce.
Per un po' andrò in parallelo con questi due giochi, intervallando ogni tanto con il caro vecchio Limbo, per quell'ultimo maledetto trofeo.
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